Caos Lega, Baraldi paventa un asse Bologna-Milano
BOLOGNA. Sei società “dissidenti”, un’unità di intenti tra i club soltanto sbandierata, ma nei fatti un accordo sulla visione di insieme sembra quando mai distante. Dopo l’assemblea flop di giovedì...
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BOLOGNA. Sei società “dissidenti”, un’unità di intenti tra i club soltanto sbandierata, ma nei fatti un accordo sulla visione di insieme sembra quando mai distante. Dopo l’assemblea flop di giovedì (sei club assenti e assenza del numero legale) e dopo il sasso lanciato dal presidente della Dinamo Stefano Sardara, la Lega basket prova a ricomporre i cocci. Impresa impossibile, almeno a stretto giro di posta, stando anche alle dichiarazioni rilasciate da Luca Baraldi, patron della Virtus Segafredo Bologna.
«La Lega Basket è la Confindustria della pallacanestro, se un’azienda associata vuole manifestare il proprio dissenso deve farlo in assemblea, che è il luogo deputato per farlo – ha detto riferendosi all’assenza durante l’ultima assemblea dei rappresentanti di Brindisi, Cantù, Fortitudo, Pistoia, Virtus Roma e appunto Dinamo Sassari –. Non è attraverso l’assenza che si motiva una protesta. Il basket deve fare una grande crescita in termini di mentalità e di cultura sia sportiva che imprenditoriale. Pur rispettando la scelta di questi sei club condanno questo tipo di comportamento».
«Molti club non sono abituati a vedere un asse come quello che c’è tra la Virtus e Olimpia, ma noi vogliamo il bene del basket e vogliamo portare avanti una progettualità. La pallavolo, oggi, fattura più del basket» ha aggiunto Baraldi. Da notare come Virtus e Olimpia, insieme alla Reyer Venezia, sono le tre squadre più “ricche” del campionato.
Tutto fermo quindi, anche in attesa della sfida di domani tra Banco di Sardegna e Segafredo: la sfida tra la capolista e la seconda in classifica può essere l’occasione per un chiarimento tra Baraldi e Sardara? Al momento sembra difficile.
«La Lega Basket è la Confindustria della pallacanestro, se un’azienda associata vuole manifestare il proprio dissenso deve farlo in assemblea, che è il luogo deputato per farlo – ha detto riferendosi all’assenza durante l’ultima assemblea dei rappresentanti di Brindisi, Cantù, Fortitudo, Pistoia, Virtus Roma e appunto Dinamo Sassari –. Non è attraverso l’assenza che si motiva una protesta. Il basket deve fare una grande crescita in termini di mentalità e di cultura sia sportiva che imprenditoriale. Pur rispettando la scelta di questi sei club condanno questo tipo di comportamento».
«Molti club non sono abituati a vedere un asse come quello che c’è tra la Virtus e Olimpia, ma noi vogliamo il bene del basket e vogliamo portare avanti una progettualità. La pallavolo, oggi, fattura più del basket» ha aggiunto Baraldi. Da notare come Virtus e Olimpia, insieme alla Reyer Venezia, sono le tre squadre più “ricche” del campionato.
Tutto fermo quindi, anche in attesa della sfida di domani tra Banco di Sardegna e Segafredo: la sfida tra la capolista e la seconda in classifica può essere l’occasione per un chiarimento tra Baraldi e Sardara? Al momento sembra difficile.
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