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Fofana fa piangere il Cagliari

di Roberto Muretto
Fofana fa piangere il Cagliari

I rossoblù a Udine perdono l’imbattibilità in trasferta, inutile il gol segnato da Joao Pedro

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INVIATO A UDINE. Togliersi il mantello dei principini e rimettetevi la tuta blu. Sarà un brutto Natale per il Cagliari che a Udine perde l'imbattibilità in trasferta e incassa la seconda sconfitta di fila. Un ko che fa male. La squadra di Maran ha smarrito lo spirito battagliero che gli ha consentito di stare seduta al tavolo delle big. Ha giocato, se si esclude la parte finale, al piccolo trotto, dando fiducia e coraggio a un avversario che invece andava aggredito messo alle corde. E' sufficiente andare a leggere il numero dei contrasti vinti dai friulani e le palle pers per rendersi conto di quanto fosse spenta la formazione isolana. Eppure nel finale Joao Pedro aveva risposto alla rete di De Paul, rimettendo le cose a posto. Ma la gioia è durata un attimo, perchè Fofana a fatto esultare i tifosi di casa, con la difesa sarda impegnata a giocare alle belle statuine. L'aspetto più negativo di ieri, sconfitta a parte, è stato l'atteggiamento del Cagliari. Troppo impreciso, poco incisivo. Serve una riflessione per rimettersi sulla strada giusta. Sarebbe un peccato far svanire un sogno e gettare acqua sull'entusiasmo dei tifosi, che ieri sono rimasti molto delusi.

Vai Lyko. Vince il ballotaggio con Pellegrini e si impadronisce della corsia sinistra. Su un campo reso pesante dalla pioggia, Maran preferisce la stazza fisica del greco alla velocità di Pellegrini. Con otto assenze le scelte del tecnico del Cagliari sono obbligate. C'è il rientro di Rog a centrocampo e la conferma di Ionita che rispetto alla gara con la Lazio cambia fascia e si sposta a destra. L'Udinese risponde con un 5-3-2: le punte sono Okaka e Lasagna.

Scacchi. Per 24' il Cagliari giochicchia. Non prende rischi, fa girare la palla ma non affonda. Il pallino della partita è nelle mani dell'Udinese la cui manovra non trova sbocchi. Improvvisamente i rossoblù si svegliano, si ricordano che gli spazi vanno attaccati e creano due occasioni con Rog (tiro alto) e Nainggolan (palo). La difesa a cinque dei friulani non concede varchi sulle corsie, Cigarini non ha mai la libertà di impostare, lo sviluppo dell'azione diventa lento e prevedibile. I ritmi sono bassi, di emozioni nemmeno a parlarne, gli errori nei passaggi da una parte e dall'altra non si contano.

Fiammata. Il vantaggio dell' Udinese arriva quando meno te lo aspetti. Lo realizza De Paul che può calciare indisturbato (Rog dove era?) servito da Fofana, dimenticato da Lykogiannis. Il Cagliari sbanda, alla squadra di Maran manca la determinazione, perde quasi tutti i contrasti. Si ha quasi la sensazione che si sia imborghesita. Contro un avversario che mostra molti limiti, si dovrebbe aggredire e non aspettare, altrimenti gli dai coraggio. In tribuna c'è il presidente Giulini, la sua faccia dice tutto.

Torpore. Il Cagliari dovrebbe tornare in campo con la bava alla bocca, è sotto e deve recuperare. E invece è l'Udinese che ha il piglio che dovrebbero avere i rossoblù. Gioca con grande determinazione, arriva sempre prima sulla palla, mentre i Quattro Mori continuano a pasticciare. Pellegrini sostituisce Lykogiannis in una corsia di sinistra che nel primo tempo è stata terreno di conquista per i friulani. Cerri entra al posto di un impalpabile Simeone. Il Cagliari passa al 4-2-3-1. L'ultima carta è Ragatzu.

Finale confuso. Il Cagliari rischia di subire il secondo gol ma crea anche qualche buona opportunità con Joao Pedro (anticipato da Musso quando sta per metterla dentro) e Cerri (tiro a giro a fil di palo). Ma sono situazioni di gioco più casuali che frutto di azioni costruite in modo razionale. Joao Pedro pareggia su cross di Ragatzu, ma la gioia dura 1' perchè Fofana la mette dentro da due passi dopo un'azione di forza di Okaka su Pisacane. Per i rossoblù non sarà un bel Natale. Riflettano, perchè se giocano come ieri, il rischio è quello di fare tanti passi indietro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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