Pozzecco, l’orgoglio di un coach vincente
di Roberto Sanna
«Non ho più parole per questi ragazzi, per i loro sacrifici: tutti insieme prepariamo la torta e loro mettono una “ciliegiona”»
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. L’abbraccio prima della partita è stato sincero, Sasha Djordjevic e Gianmarco Pozzecco si stimano e il coach biancoblù apre la conferenza stampa con parole di stima per l’avversario: «Quando giocava è stato il più forte e carismatico interprete nel suo ruolo – dice –, come coach lo rispetto, è grandissimo e sarà l’erede di Obradovic. Leggere quello che ha detto di me nei giorni scorsi mi rende orgoglioso, ha un valore inestimabile. Lui è un numero uno, decidesse di fare il panettiere sono sicuro che diventerebbe il panettiere più bravo del mondo».
Poi bisogna parlare della partita e della prestazione della sua Dinamo e il coach non può che elogiare i suoi ragazzi a 360 gradi: «I sardi devono essere orgogliosi di questa squadra – commenta – non ho più aggettivi per i miei ragazzi: per come si allenano, per come giocano, per come vivono la quotidianità. La Virtus ha fatto una partita intensa, come sempre, noi abbiamo vinto anche perché abbiamo avuto per i nostri avversari rispetto e considerazione. Ringrazio il mio staff, tutti insieme stiamo facendo qualcosa di molto bello ma senza il sacrificio quotidiano dei giocatori non vedremmo tutto questo. Noi tutti insieme prepariamo la torta, poi ci pensano loro a mettere la “ciliegiona” finale. La partita l’abbiamo vinta in due momenti. All’inizio quando, dopo il nostro 10-0, loro hanno messo Teodosic e sapevamo che sarebbero rientrati, ma noi abbiamo resistito. E poi nel finale, quando la Virtus è tornata a -4, sul 76-72, e noi abbiamo risposto con un parziale di 13-0. Avevo chiesto di correre e giocare una pallacanestro a noi congeniale, dando comunque palloni in post basso, e di difendere: proprio con la difesa abbiamo vinto». C’è un ultimo spazio per capire come mai sia arrivato il fallo tecnico: «Colpa mia. Arbitrare è difficile, loro a volte fanno errori grossolani ma io ho sbagliato, non devo fare così. Questo lato qui devo eliminarlo, ci sto lavorando, prima o poi ce la farò».
Poi bisogna parlare della partita e della prestazione della sua Dinamo e il coach non può che elogiare i suoi ragazzi a 360 gradi: «I sardi devono essere orgogliosi di questa squadra – commenta – non ho più aggettivi per i miei ragazzi: per come si allenano, per come giocano, per come vivono la quotidianità. La Virtus ha fatto una partita intensa, come sempre, noi abbiamo vinto anche perché abbiamo avuto per i nostri avversari rispetto e considerazione. Ringrazio il mio staff, tutti insieme stiamo facendo qualcosa di molto bello ma senza il sacrificio quotidiano dei giocatori non vedremmo tutto questo. Noi tutti insieme prepariamo la torta, poi ci pensano loro a mettere la “ciliegiona” finale. La partita l’abbiamo vinta in due momenti. All’inizio quando, dopo il nostro 10-0, loro hanno messo Teodosic e sapevamo che sarebbero rientrati, ma noi abbiamo resistito. E poi nel finale, quando la Virtus è tornata a -4, sul 76-72, e noi abbiamo risposto con un parziale di 13-0. Avevo chiesto di correre e giocare una pallacanestro a noi congeniale, dando comunque palloni in post basso, e di difendere: proprio con la difesa abbiamo vinto». C’è un ultimo spazio per capire come mai sia arrivato il fallo tecnico: «Colpa mia. Arbitrare è difficile, loro a volte fanno errori grossolani ma io ho sbagliato, non devo fare così. Questo lato qui devo eliminarlo, ci sto lavorando, prima o poi ce la farò».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
