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«C’è vita oltre il calcio e io voglio fare l’attore a Hollywood»
ROMA. «Voglio continuare a vincere, però mi sta rendendo conto che c'è una vita dopo il, calcio e devo essere pronto, per superare ostacoli e fare cose che non so fare. Ad esempio, partecipare a un...
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ROMA. «Voglio continuare a vincere, però mi sta rendendo conto che c'è una vita dopo il, calcio e devo essere pronto, per superare ostacoli e fare cose che non so fare. Ad esempio, partecipare a un film di Hollywood, recitare al top è un qualcosa a cui voglio prepararmi».
Nel corso degli eventi a Dubai a margine dei 'Globe Socecr Awards', Cristiano Ronaldo parla anche dei suoi programmi futuri, e rivela il desiderio di diventare attore. «Perchè, spiega »nel calcio non mi capita più di non dormire alla vigilia, e quindi voglio uscire dalla mia zona di confort. Quando lo fai, è una grande sfida e a me piacciono le sfide: voglio sorprendere prima me stesso e poi gli altri, e continuare a raggiungere traguardi. Voglio anche imparare sempre nel calcio e nella vita: ho quattro figli e se mi chiedono qualcosa e non so rispondere mi vergogno, quindi devo autoeducarmi, perché per via del calcio non ho potuto studiare molto». «Quando avevo 26-27 anni ho cominciato ad essere più curioso nei confrontii della vita - spiega -, ad informarmi di più, a parlare meglio l'inglese, e a leggere un buon libro che fa crescere la tua intelligenza e la tua cultura. C'è vita dopo il calcio. È importante ricordarselo: vincere più Palloni d'oro e Champions mi rende più felice ma è solo una tappa».
Nel corso degli eventi a Dubai a margine dei 'Globe Socecr Awards', Cristiano Ronaldo parla anche dei suoi programmi futuri, e rivela il desiderio di diventare attore. «Perchè, spiega »nel calcio non mi capita più di non dormire alla vigilia, e quindi voglio uscire dalla mia zona di confort. Quando lo fai, è una grande sfida e a me piacciono le sfide: voglio sorprendere prima me stesso e poi gli altri, e continuare a raggiungere traguardi. Voglio anche imparare sempre nel calcio e nella vita: ho quattro figli e se mi chiedono qualcosa e non so rispondere mi vergogno, quindi devo autoeducarmi, perché per via del calcio non ho potuto studiare molto». «Quando avevo 26-27 anni ho cominciato ad essere più curioso nei confrontii della vita - spiega -, ad informarmi di più, a parlare meglio l'inglese, e a leggere un buon libro che fa crescere la tua intelligenza e la tua cultura. C'è vita dopo il calcio. È importante ricordarselo: vincere più Palloni d'oro e Champions mi rende più felice ma è solo una tappa».
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