«Giusto sognare l’Europa Il Cagliari può riuscirci»
di Roberto Muretto
L’ex difensore della Juventus elogia e incoraggia la squadra di Maran «Ha carattere, qualità e un super centrocampo, l’importante è restare umili»
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ALGHERO. Con la maglia della Juventus ha scritto pagine importanti della storia bianconera. Ha vissuto tantissimi anni a Torino ma poi il richiamo della Sardegna, della “sua” Alghero è stato troppo forte. Ha convinto sua moglie, ha fatto le valigie ed è tornato a casa. Antonello Cuccureddu ha compiuto 70 anni. Il calcio resta la sua prima passione. Ora si dedica ai ragazzini avendo aperto nella sua città un centro frequentato da baby che vogliono imparare i segreti del pallone. Segue il campionato e guarda con simpatia al Cagliari che nel suo cuore non occupa il primo posto (prevale il bianconero) ma da sardo si augura sia sempre protagonista.
E' il Cagliari la rivelazione della serie A?
«Sì, ma anche la Lazio lo è. Il Cagliari ha dato qualcosa di più, non era abituato negli ultimi anni a stare così in alto. Merita la classifica che si è costruito, giocando un bel calcio. Il difficile viene adesso perchè confermarsi è dura. Ma sono sicuro che questa squadra farà grandi cose».
Sesto posto, con 29 punti, +12 rispetto allo scorso campionato. Si può sognare?
«Siamo un popolo di sognatori ed è bello farlo. L’importante è non perdere mai di vista la realtà. Nessuno ti regala nulla, devi conquistarti tutto sul campo. Questo è un campionato equilibrato e finalmente più interessante. Negli anni scorsi è stato quasi sempre un monologo».
«Europa, c'è la possibilità di centrare l'obiettivo o è meglio lasciar perdere?
«Mi sembra riduttivo dire che il Cagliari deve pensare solo a salvarsi. Il Cagliari deve crederci ed essere consapevole della propria forza. Finora ha dimostrato che se la può giocare con tutti».
Le ultime due sconfitte sono un brutto segnale?
«Non credo. Non fanno bene per come sono arrivate e interrompono le serie positiva. La squadra di Maran non molla mai, ha capito di avere potenzialità importanti e un buon grado di autostima. Gli episodi a volte vanno bene, altre male. Farsi condizionare da due sconfitte sarebbe un segnale di poca maturità. I giocatori esperti dovranno fare la loro parte all’interno dello spogliatoio».
Troppi gol incassati nell'ultimo mese, perchè?
«Ho visto le partite, ci sono stati diversi errori nella fase difensiva. Il pressing è meno intenso e sono aumentate le occasioni concesse agli avversari. Il centrocampo ha smesso di fare filtro e la squadra ha perso un po’ di equilibrio. Ci sono cose da rivedere».
Sta per aprire il mercato di riparazione, di cosa ha bisogno il Cagliari?
«Forse un esterno sinistro. Ho notato che Pellegrini e Lykogiannis non interpretano bene la fase di non possesso. Secondo me non sarebbe sbagliato prendere un difensore centrale strutturato fisicamente . Servirebbe anche un attaccante. Il patron Giulini che dice?».
Radja Nainggolan è un valore aggiunto?
«Non c’è dubbio, è un grande giocatore. Lo vedo determinato. Adesso è tranquillo, è un trascinatore, un leader. Ha carattere da vendere, un esempio per i compagni».
Un pregio di Maran?
Spero di conoscerlo personalmente. L'allenatore deve avere carisma, personalità e saper trattate con i giocatori. Credo che queste qualità non gli manchino.
E un difetto?
«Non si può entrare nel merito di questo. Mi chiedo che cosa si vuole di più da lui? Sta facendo benissimo».
Si aspettava l'exploit di Joao Pedro: 11 gol segnati in 17 gare?
«Ha dimostrato anche negli altri anni di essere un giocatore importante. Ha tecnica, velocità e tanta voglia. E poi è modesto, deve continuare ad esserlo. Forse deve avere meno pause ma è un giocatore in continua crescita. Se continua così la prossima estate sul mercato sarà uno dei pezzi pregiati»
Bel duello Juventus-Inter, chi la spunterà?
«Io sono iuventino. Però è interessante che ci sia battaglia. Dico attenti alla Lazio che sta giocando un gran bel calcio. La Juventus non avrà la strada spianata».
Carlo Ancelotti ha fallito a Napoli?
«La parola fallimento mi sembra esagerata. Non lo so, lui ha sempre fatto bene ovunque, in Italia e all’estero ed ha avuto la fortuna di allenare squadre importanti. A Napoli si è creata una situazione particolare. Le responsabilità non solo soltanto sue, ma an che del club».
Italia all'Europeo vincendo tutte le partite del girone: parte tra le favorite?
«È nel gruppo delle favorite. Sono curioso di vedere la nazionale contro avversari più quotati. Nel girone ha avuto un cammino abbastanza comodo. Mancini sta lavorando bene, bravo a puntare e valorizzare i giovani. Non dimentichiamoci che aver accettato il ruolo di commissario tecnico dopo non aver partecipato alla fase finale del Mondiale, non era un a scelta semplice».
Nicolò Barella è un punto fermo, ma secondo lei Cragno e Pavoletti dopo gli infortuni hanno chance di essere convocati?
«Quando entri a far parte di un giro e capita un infortunio, non sei fuori a priori. Secondo me Roberto li aspetta, verificherà se stanno bene. Cragno è sicuramente tra i migliori portieri in Italia. Pavoletti ha un modo di giocare che può tornare utile. Ma tutto dipenderà dalle loro condizioni fisiche».
Il Cagliari riparte da Torino, a casa Juventus. Partita impossibile?
«Non c’è nulla di impossibile. La Juventus sta facendo fatica e la sconfitta nella Supercoppa Italiana in qualche modo peserà. il Cagliari se non penserà solo a difendersi, può giocarsela. D’altronde se con la Juventus ti chiudi all’indietro non hai scampo. Non credo che questo succederà perchè la squadra di Maran non ha queste caratteristiche».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
E' il Cagliari la rivelazione della serie A?
«Sì, ma anche la Lazio lo è. Il Cagliari ha dato qualcosa di più, non era abituato negli ultimi anni a stare così in alto. Merita la classifica che si è costruito, giocando un bel calcio. Il difficile viene adesso perchè confermarsi è dura. Ma sono sicuro che questa squadra farà grandi cose».
Sesto posto, con 29 punti, +12 rispetto allo scorso campionato. Si può sognare?
«Siamo un popolo di sognatori ed è bello farlo. L’importante è non perdere mai di vista la realtà. Nessuno ti regala nulla, devi conquistarti tutto sul campo. Questo è un campionato equilibrato e finalmente più interessante. Negli anni scorsi è stato quasi sempre un monologo».
«Europa, c'è la possibilità di centrare l'obiettivo o è meglio lasciar perdere?
«Mi sembra riduttivo dire che il Cagliari deve pensare solo a salvarsi. Il Cagliari deve crederci ed essere consapevole della propria forza. Finora ha dimostrato che se la può giocare con tutti».
Le ultime due sconfitte sono un brutto segnale?
«Non credo. Non fanno bene per come sono arrivate e interrompono le serie positiva. La squadra di Maran non molla mai, ha capito di avere potenzialità importanti e un buon grado di autostima. Gli episodi a volte vanno bene, altre male. Farsi condizionare da due sconfitte sarebbe un segnale di poca maturità. I giocatori esperti dovranno fare la loro parte all’interno dello spogliatoio».
Troppi gol incassati nell'ultimo mese, perchè?
«Ho visto le partite, ci sono stati diversi errori nella fase difensiva. Il pressing è meno intenso e sono aumentate le occasioni concesse agli avversari. Il centrocampo ha smesso di fare filtro e la squadra ha perso un po’ di equilibrio. Ci sono cose da rivedere».
Sta per aprire il mercato di riparazione, di cosa ha bisogno il Cagliari?
«Forse un esterno sinistro. Ho notato che Pellegrini e Lykogiannis non interpretano bene la fase di non possesso. Secondo me non sarebbe sbagliato prendere un difensore centrale strutturato fisicamente . Servirebbe anche un attaccante. Il patron Giulini che dice?».
Radja Nainggolan è un valore aggiunto?
«Non c’è dubbio, è un grande giocatore. Lo vedo determinato. Adesso è tranquillo, è un trascinatore, un leader. Ha carattere da vendere, un esempio per i compagni».
Un pregio di Maran?
Spero di conoscerlo personalmente. L'allenatore deve avere carisma, personalità e saper trattate con i giocatori. Credo che queste qualità non gli manchino.
E un difetto?
«Non si può entrare nel merito di questo. Mi chiedo che cosa si vuole di più da lui? Sta facendo benissimo».
Si aspettava l'exploit di Joao Pedro: 11 gol segnati in 17 gare?
«Ha dimostrato anche negli altri anni di essere un giocatore importante. Ha tecnica, velocità e tanta voglia. E poi è modesto, deve continuare ad esserlo. Forse deve avere meno pause ma è un giocatore in continua crescita. Se continua così la prossima estate sul mercato sarà uno dei pezzi pregiati»
Bel duello Juventus-Inter, chi la spunterà?
«Io sono iuventino. Però è interessante che ci sia battaglia. Dico attenti alla Lazio che sta giocando un gran bel calcio. La Juventus non avrà la strada spianata».
Carlo Ancelotti ha fallito a Napoli?
«La parola fallimento mi sembra esagerata. Non lo so, lui ha sempre fatto bene ovunque, in Italia e all’estero ed ha avuto la fortuna di allenare squadre importanti. A Napoli si è creata una situazione particolare. Le responsabilità non solo soltanto sue, ma an che del club».
Italia all'Europeo vincendo tutte le partite del girone: parte tra le favorite?
«È nel gruppo delle favorite. Sono curioso di vedere la nazionale contro avversari più quotati. Nel girone ha avuto un cammino abbastanza comodo. Mancini sta lavorando bene, bravo a puntare e valorizzare i giovani. Non dimentichiamoci che aver accettato il ruolo di commissario tecnico dopo non aver partecipato alla fase finale del Mondiale, non era un a scelta semplice».
Nicolò Barella è un punto fermo, ma secondo lei Cragno e Pavoletti dopo gli infortuni hanno chance di essere convocati?
«Quando entri a far parte di un giro e capita un infortunio, non sei fuori a priori. Secondo me Roberto li aspetta, verificherà se stanno bene. Cragno è sicuramente tra i migliori portieri in Italia. Pavoletti ha un modo di giocare che può tornare utile. Ma tutto dipenderà dalle loro condizioni fisiche».
Il Cagliari riparte da Torino, a casa Juventus. Partita impossibile?
«Non c’è nulla di impossibile. La Juventus sta facendo fatica e la sconfitta nella Supercoppa Italiana in qualche modo peserà. il Cagliari se non penserà solo a difendersi, può giocarsela. D’altronde se con la Juventus ti chiudi all’indietro non hai scampo. Non credo che questo succederà perchè la squadra di Maran non ha queste caratteristiche».
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