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La Torres sa volare: «Sì, ma teniamo i piedi saldi a terra»

di Sandra Usai
La Torres sa volare: «Sì, ma teniamo i piedi saldi a terra»

I rossoblù si godono il meritato secondo posto in classifica Il presidente Sechi: «Ce la giochiamo senza pressioni»

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SASSARI. L’intento era di evitare le sofferenze della stagione precedente, mettendo su una buona squadra per disputare un dignitoso campionato. E riservando anche un piccolo spazio per sognare qualcosa di più. In quattro mesi di battaglie sul campo, chiuse con tante vittorie e poche sconfitte (solo due), i sogni della Torres sono maturati e hanno acquisito concretezza, data dalla seconda posizione al giro di boa in una D molto competitiva.

In pochi avrebbero scommesso sull'ascesa rossoblù, in un girone popolato di avversarie allestite per puntare in alto, con la Turris su tutte che col suo primato sta confermando i pronostici, Ma la squadra sassarese la segue a soli 4 punti, un exploit che fa felice la squadra e soprattutto la società che l'ha creata ex novo in estate.

«Ho sperato e sognato questo piazzamento, reso possibile da un gruppo di ragazzi che ha molta voglia di arrivare». Il presidente Salvatore Sechi è soddisfatto e forse anche un po' sorpreso nel vedere la sua Torres procedere ormai a passo spedito in classifica (anche se sul campo qualche guaio ancora lo combina, ma ha la capacità di reagire e rimediare). Finalmente le feste di fine anno sono improntate alla serenità: niente pensieri di mercato per riaggiustare un giocattolo difettoso come puntualmente avvenuto nelle ultime annate, ma tanta riconoscenza verso lo staff tecnico e i giocatori che stanno ridando lustro al blasone torresino.

«Abbiamo fatto un buon lavoro, creando una piccola e bella famiglia in cui tutti si aiutano, dentro il campo e anche fuori», ha dichiarato Sechi, senza volersi cullare troppo sul positivo girone d'andata appena chiuso. «Nessuno poteva pensare di arrivare a metà stagione nel ruolo di vice capolista, è bello ma non deve farci staccare i piedi da terra. Restiamo tranquilli e godiamoci il momento. Di sicuro proveremo a giocarcela fino alla fine, senza pressioni però. Non abbiamo pensato in grande prima e non lo faremo neppure adesso, anche se uno sguardo alla classifica dovremo iniziare a darlo». L'orgoglio della società rossoblù non si ferma ai numeri, sebbene importanti.

«Per costruire un buon gruppo abbiamo privilegiato il nostro territorio, sette ragazzi sono sassaresi, e non abbiamo accettato neppure prestiti. Unica eccezione il giovane portiere Colombo, arrivato dalla Juve. Gli altri sono tutti di nostra proprietà». Il presidente sassarese ha poi parlato di «politica semplice, a parlare deve essere sempre e soltanto il rettangolo di gioco», che sta funzionando.

Forte anche l'impronta del tecnico Marco Mariotti, che ha dato una precisa fisionomia a una squadra che ha avuto tanti momenti difficili ma con spirito combattivo è sempre riuscita a rialzarsi. Non si vince 5 volte su 8 in trasferta se non si ha carattere. E non si segna in ogni partita (unica gara senza gol è stata quella del debutto, persa di misura con il Latte Dolce, che sarà l'avversario da battere alla ripresa del campionato) se non si hanno qualità realizzative ma anche tanta caparbietà. Con le sue 10 reti il bomber argentino Sartor è il simbolo di questa Torres ruggente, ma a segno sono andati anche Masala (6 centri), Milani (3), Demartis, Bianco, Virdis (2) e perfino i difensori centrali Congiu e Guarino, oltre a Bilea, Cruz, Ruiu, Pisanu e Samuele Pinna. Ciliegina sulla torta torresina è l'imbattibilità casalinga.

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