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MA SPISSU MERITA L’AZZURRO

DI ANDREA SINI
MA SPISSU MERITA L’AZZURRO

Detto che il basket italiano sta dando qualche segnale di vitalità e che anche nella fascia di età più bassa rispetto a quella di Spissu (classe 1995) i prospetti interessanti non mancano (dai...

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Detto che il basket italiano sta dando qualche segnale di vitalità e che anche nella fascia di età più bassa rispetto a quella di Spissu (classe 1995) i prospetti interessanti non mancano (dai collegiali americani Moretti, 1998, e Mannion, 2001, sino al 2003 Spagnolo), non sembra affatto che in quel ruolo l’Italia abbia l’imbarazzo della scelta. La prima scelta, Daniel Hackett, ha appena detto addio alla nazionale, così come Luca Vitali. Tra gli altri veterani, in circolazione restano Ariel Filloy (33 anni, attualmente 13 minuti, 4,3 punti e 1,1 assist di media con Venezia) e Andrea Cinciarini, che va per i 34 e che con Milano ha un ruolo solido ma da comprimario.

Tra tutti i nomi elencati, nessuno in questo momento ha in mano le chiavi della rispettiva squadra come le ha Spissu. Che gioca 25’ di media, detta il ritmo e fa canestro in un club che lotta per il primato in serie A e guida il proprio girone di Champions League. Leadership, letture e tiri importanti sono le doti principali di un giocatore che oggi in Italia può avere rivali solo a livello di esperienza. Ma l’esperienza si fa col tempo, così come si sono fatte le spalle – un tempo strette – di un ragazzo che ora regge tutta la Dinamo. Se la concorrenze è rappresentata dai nomi fatti dal ct, con tutto il rispetto, la strada che può portare Spissu in azzurro non sembra poi così in salita.

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