Olbia, comincia l’Aresti bis «Carico per questa sfida»
di Paolo Ardovino
Dalla panchina di Cagliari al ritorno in Gallura: l’esperto portiere arriverà domani «L’impresa salvezza è possibile. Tanto lavoro duro e dovremo sbagliare poco»
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OLBIA. Mollare tutto e partire: lui l'ha fatto. Simone Aresti a 33 anni ha deciso di dare ancora un'altra svolta alla sua carriera. Una svolta verso un rettilineo lungo circa 300 km, dalla panchina di Cagliari alla porta di Olbia. D'altronde la strada la conosce, il portiere non arriva da completo estraneo; il suo è un ritorno, dopo l'esperienza in Gallura di due stagioni fa. Totalizzò 36 presenze e 52 gol subiti. «È successo tutto in maniera abbastanza veloce» dice sulla sua seconda chance olbiese. Un'operazione che è nata e si è conclusa nel giro di una settimana proprio mentre le vacanze natalizie volgevano al termine. Una bella sfida: è quello che Aresti ripeterà più volte. Ora si (ri)mette in gioco e lo fa attraverso un'Olbia che ha un tremendo bisogno di stimoli e ottimismo. Lo sa bene l'ex estremo difensore di Savona, Pescara e Ternana, ed è per questo che da una parte parla di «miracolo salvezza» e, allo stesso tempo, dall'altra sottolinea come l'impresa sia nelle possibilità di questa Olbia. Anche stavolta, più di quanto fatto due anni fa, il portiere di Carbonia è chiamato ad assumersi la parte del leader.
Comincia l'Aresti bis. La squadra ha già ricominciato ad allenarsi, quando ti unirai al gruppo agli ordini di Oscar Brevi?
«Sarò a Olbia domani. Ho già sentito l'allenatore per telefono, lo conoscevo già di fama, anche da calciatore, e ora ci conosceremo di persona».
Qual è stata la motivazione maggiore per tornare a vestire la maglia bianca?
«Vista da fuori può sembrare anche folle passare da un gruppo attualmente in Europa League a scendere di due categorie. Ma a me piacciono queste sfide, e mi piace come l’Olbia si è posta nei miei confronti. Mi sono sentito stuzzicato da questa opportunità. Sarà difficile, anche perché la mia famiglia rimarrà a Cagliari, ma sono convinto di poter dare il mio contributo e compiere il miracolo della salvezza».
Questa Olbia è diversa da quella della stagione 2017-18…
«La squadra è in una situazione non bella, ma sto venendo proprio perché convinto che si possa salvare. Della mia stagione a Olbia ho bei ricordi. In quell’anno, al contrario, eravamo salvi praticamente a gennaio, fu una stagione super positiva, specie la prima parte, poi arrivammo alla fine un po’ cotti. Avevamo toccato anche le prime posizioni».
La rosa è diversa. Come sempre, tanti giovani, ma si è formato anche un gruppo di giocatori esperti. Qual è la mentalità giusta con cui affrontare le prossime partite?
«Conosco tutti, Pisano e Cocco poi sono due amici fraterni, ci siamo sentiti ben prima che spuntasse l’ipotesi di tornare. Sicuramente saranno quattro mesi di guerra, in serie C è così che devi affrontare le partite: si potrà sbagliare poco e si deve lavorare duro. Ci sono le potenzialità per far bene».
Il girone di andata se lo sono divisi Van der Want e Crosta a difesa dei pali, ora toccherà a te.
«Chiaro, arrivo per giocare. Ovviamente dovrò dimostrare sul campo di meritarlo. Crosta non lo conosco personalmente, Marteen (Van der Want) è stato fondamentale durante il mio anno a Olbia, mi ha aiutato molto negli allenamenti e sono contento di ritrovarlo e lavorare con lui».
Comincia l'Aresti bis. La squadra ha già ricominciato ad allenarsi, quando ti unirai al gruppo agli ordini di Oscar Brevi?
«Sarò a Olbia domani. Ho già sentito l'allenatore per telefono, lo conoscevo già di fama, anche da calciatore, e ora ci conosceremo di persona».
Qual è stata la motivazione maggiore per tornare a vestire la maglia bianca?
«Vista da fuori può sembrare anche folle passare da un gruppo attualmente in Europa League a scendere di due categorie. Ma a me piacciono queste sfide, e mi piace come l’Olbia si è posta nei miei confronti. Mi sono sentito stuzzicato da questa opportunità. Sarà difficile, anche perché la mia famiglia rimarrà a Cagliari, ma sono convinto di poter dare il mio contributo e compiere il miracolo della salvezza».
Questa Olbia è diversa da quella della stagione 2017-18…
«La squadra è in una situazione non bella, ma sto venendo proprio perché convinto che si possa salvare. Della mia stagione a Olbia ho bei ricordi. In quell’anno, al contrario, eravamo salvi praticamente a gennaio, fu una stagione super positiva, specie la prima parte, poi arrivammo alla fine un po’ cotti. Avevamo toccato anche le prime posizioni».
La rosa è diversa. Come sempre, tanti giovani, ma si è formato anche un gruppo di giocatori esperti. Qual è la mentalità giusta con cui affrontare le prossime partite?
«Conosco tutti, Pisano e Cocco poi sono due amici fraterni, ci siamo sentiti ben prima che spuntasse l’ipotesi di tornare. Sicuramente saranno quattro mesi di guerra, in serie C è così che devi affrontare le partite: si potrà sbagliare poco e si deve lavorare duro. Ci sono le potenzialità per far bene».
Il girone di andata se lo sono divisi Van der Want e Crosta a difesa dei pali, ora toccherà a te.
«Chiaro, arrivo per giocare. Ovviamente dovrò dimostrare sul campo di meritarlo. Crosta non lo conosco personalmente, Marteen (Van der Want) è stato fondamentale durante il mio anno a Olbia, mi ha aiutato molto negli allenamenti e sono contento di ritrovarlo e lavorare con lui».
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