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Troppo Ronaldo per il Cagliari

di Roberto Muretto
Troppo Ronaldo per il Cagliari

Il nuovo anno dei rossoblù comincia con un pesante poker incassato in casa della Juventus

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INVIATO A TORINO. Se vai a Torino e sei remissivo non hai scampo. Maran lo aveva detto alla vigilia. Il Cagliari ha tenuto in scacco la Juventus per un tempo, poi è crollato sotto i colpi dei campioni d'Italia. E' vero che senza la frittata all'inizio della ripresa, con Ronaldo (tripletta) che come un falco" ha colpito, forse la partita avrebbe avuto uno sviluppo diverso, ma non ci sono giustificazioni quando non hai una reazione e soprattutto non sei propositivo. I rossoblù si sono limitati a difendere, non hanno solo subito il maggiore potenziale tecnico degli avversari, sono stati passivi, sovrastati sul piano fisico, perdendo praticamente tutti i duelli. Non sono riusciti a costruire gioco, subendo l'asfissiante pressing della squadra di Sarri che ha “sporcato” tutte le giocate agli avversari. La Juve dopo una prima parte della gara nella quale ha faticato a trovare varchi, nella ripresa ha premuto sull' acceleratore, dilagando. 64 per cento a 36 il possesso palla, 10 tiri nello specchio per i padroni di casa, solo due per i Quattro Mori. I numeri non mentono ma sono solo la conferma di ciò che si è visto sul campo. Il Cagliari incassa la terza sconfitta di fila, la quinta in totale. Inutile negare che la truppa di Maran ha perso smalto, lucidità nelle giocate e forse anche un po' di quella "fame" che gli ha consentito di stare così in alto. Va ritrovata subito.

Esordio. Maran questa volta non bluffa. Anticipa che farà giocare Walukiewicz al centro della difesa e non ci ripensa. Il battesimo in serie A del centrale polacco (19 anni) avviene nel tempio dell'Allianz Stadium, un esame severo per un ragazzo che finora ha studiato e vuole dimostrare di aver imparato le lezioni. Cacciatore è confermato a destra della linea difensiva, Pellegrini dalla parte opposta. Torna Nandez a centrocampo. Nel resto della formazione cambia il portiere, rientra Olsen che ha scontato i quattro turni di stop. Sarri rinuncia al tridente (Higuain resta fuori). Il tecnico bianconero decide di dare spazio dall'inizio sia a Rabiot che a Ramsey tra le linee. L'altra novità è Demiral.

Ritmi blandi. La Juventus comincia facendo girare palla ma trova raramente la profondità. Il Cagliari chiude tutti i varchi ma quasi mai riesce a ripartire perchè subisce il pressing altissimo dei bianconeri. I rossoblù sono passivi e finiscono regolarmente col consegnare la sfera agli avversari. Il possesso dei campioni d'Italia è sterile, anche perchè il muro alzato dalla squadra di Maran non è facile da superare. Il problema è che il gioco si svolge solo ella metà campo dei Quattro Mori, fare quattro passaggi di fila è un'impresa. Dybala e Ronaldo sono gli unici che provano ad accelerare e quando lo fanno la difesa balla. E' un monologo a strisce bianconere.

Frittata. Il secondo tempo per il Cagliari comincia con un errore marchiano. Klavan in condominio con Walukiewicz la combinano grossa: Ronaldo non si fa pregare e punisce i rossoblù. Un gol evitabilissimo che mette in salita la gara fino a quel momento ben controllata. La Juventus si gasa, aumenta i giri de motore e va subito vicino al raddoppio, Olsen dice no a Dybala. I rossoblù sono in confusione, Ronaldo fa quello che vuole, lui e Dybala mettono a soqquadro la difesa isolana. La reazione non c’è, i campioni d'Italia sono padroni del campo, il Cagliari è molle, arriva sempre secondo sulla palla.

Crollo. Se con la Juventus sei passivo diventi vulnerabile. Rog stende Dybala in area ed è rigore. CR7 non fa sconti e mette al sicuro il risultato. Nel frattempo Maran aveva fatto entrare Faragò per Cacciatore. Sarri toglie Dybala per Higuain. Nel finale il Cagliari crolla e la Juventus dilaga. Vanno a bersaglio Higuain e ancora Ronaldo con i rossoblù in ginocchio. Perdere a Torino con i più forti ci sta ma preoccupa lo "sbrago" nella ripresa. Quattro gol sul groppone sono pesanti e pesa anche la terza sconfitta di fila. A Maran il compito di ridare al Cagliari la brillantezza che ha perso.



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