Una squadra che ha perso brillantezza
Almeno due gol subiti a partita nelle ultime sette. Per la prima volta in stagione, contro la Juventus l’attacco del Cagliari è rimasto a secco. Numeri. Giusto, ma nel calcio hanno un senso. La...
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Almeno due gol subiti a partita nelle ultime sette. Per la prima volta in stagione, contro la Juventus l’attacco del Cagliari è rimasto a secco. Numeri. Giusto, ma nel calcio hanno un senso. La marcia del Cagliari non si è fermata solo per sfortuna, ci sono diversi fattori che hanno concorso a cambiare il trend. Intanto c’è stato un calo fisico. Maran non sarà d’accordo, però il campo dice che il pressing forsennato che la squadra faceva fino a due mesi fa, è solo un ricordo. L’altro elemento evidente è la circolazione della palla. È diventata farraginosa, perchè c’è poco movimento e di conseguenza la squadra ha perso profondità. L’altra considerazione va fatta sulla fase di non possesso: se fino a qualche mese fa la difesa dei Quattro Mori era la migliore del campionato, adesso è precipitata al tredicesimo posto con 27 reti incassate. Un dato che il tecnico rossoblù ha sicuramente analizzato per trovare i rimedi necessari. A questo si devono aggiungere gli infortuni che hanno costretto Maran a ad adottare soluzioni di emergenza. Fortuna e sfortuna, invece, vanno di pari passo. È vero che il alcune partite la sorte ha voltato le spalle ai rossoblù ma in altre occasioni gli ha sorriso. Infine Nandez. Non è più il giocatore brillante dei primi mesi della stagione. Se ritrova brillantezza la squadra può cambiare marcia e riprendere a correre. (r.m.)
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