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Ticket e abbonamenti L’Antitrust indaga, il Cagliari è incredulo

di Stefano Ambu
Ticket e abbonamenti L’Antitrust indaga, il Cagliari è incredulo

Rimborsi negati ai tifosi? Nove società di serie A nel mirino I rossoblù ritengono di agire sempre a favore dei supporter

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CAGLIARI. Cagliari Calcio sorpreso dalla decisione dell’Antitrust di aprire un procedimento nei confronti del club rossoblù, e di altre otto società della serie A, sulla questione biglietti e abbonamenti. La eventuale contromossa sarà definita dopo una riunione con la Lega per definire una posizione- e forse anche una strategia- comune.

Per il momento bocche cucite. E, secondo quanto trapela dal club, un senso di incredulità perché la società ritiene sempre in questi anni di aver agito nell’interesse e a favore dei propri sostenitori. E non contro.

Sono coinvolte, insieme al Cagliari, anche Inter, Milan, Roma, Lazio, Juventus, Genoa, Udinese, Atalanta. I procedimenti istruttori sono stati avviati per "clausole vessatorie nei contratti di acquisto di abbonamenti e biglietti per le partite". Pomo della discordia il diritto ad ottenere il rimborso di tutto o parte dell'abbonamento o del singolo biglietto, in caso di chiusura dello stadio, di rinvio di partita e di ottenere risarcimenti per fatto della società.

«Riteniamo non solo che i club destinatari dei procedimenti avviati dall’Agcm - afferma Marco Gagliardi del servizio legale del Movimento consumatori - debbano immediatamente eliminare le clausole vessatorie, ma anche che la Lega Calcio si attivi per evitare che i consumatori subiscano un trattamento contrattuale diverso a seconda della maglia che indossano allo stadio, aprendo a un dialogo costruttivo e nell’interesse della platea degli abbonati italiani».

Nell’ottobre scorso il movimento consumatori ha invitato la Lega Calcio ad attivare un confronto per diffondere un modello di condizioni di abbonamento privo di clausole abusive. La Lega – spiega Mc – non ha tuttavia risposto. In due anni il Movimento consumatori ha inviato 16 diffide ad altrettanti club e promosso numerose azioni inibitorie collettive. Molte società, a seguito delle azioni, hanno riconosciuto- spiega MC- il principio per cui i tifosi che non hanno colpe non devono subire le conseguenze di chiusure di settori o dello stadio, per cui hanno diritto a rimborsi e risarcimenti, e hanno modificato i contratti rendendoli conformi a quanto previsto dal Codice del Consumo. Altre invece- conclude l'associazione di tutela dei consumatori - hanno riprodotto clausole abusive nelle condizioni di abbonamento della stagione in corso.

L’Antitrust ha deciso di procedere: ora verificherà se le clausole delle società indagate «escludendo o limitando la responsabilità delle società di calcio», e quindi introducendo «un significativo squilibrio a carico dei consumatori nelle prestazioni contrattuali», siano effettivamente clausole «vessatorie».

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