Sarà un “povero” Diavolo ma il Cagliari non si fida
di Mario Frongia
Tutto esaurito per l’anticipo del campionato di Serie A che si gioca domani alle 15 Maran chiede il riscatto dopo due prove opache e attende due rinforzi in difesa
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CAGLIARI. Il Diavolo dopo la Vecchia Signora. Alla Sardegna Arena, per un Cagliari che deve riannodare i fili, ingarbugliati da tre giornate. Con un punto nelle ultime quattro gare, 2-2 a Sassuolo, i rossoblù ripartono dal Milan. Con il tutto esaurito, domani alle 15 non ci potrà guardare allo specchio. Il gruppo capace di tredici risultati utili di fila, con 29 punti in classifica che valgono il sesto posto e l'Europa, deve dare una spallata a titubanze e criticità.
Ad esempio, il ruzzolone difensivo delle ultime sette partite, con diciassette gol incassati nelle ultime sette - dieci i gol presi nelle prime undici - svela una rotta da invertire. In fretta, possibilmente. Il che non significa scaricare le responsabilità su portiere e quartetto arretrato. Ma un'onesta riflessione che porta alla ricerca di adeguati rinforzi. Ma è chiaro che dietro, dopo l'addio di Pinna, più Mattiello in freezer, qualcosa va fatta.
Con Ceppitelli out da due mesi (fascite plantare), condizione e performance altalenanti di Cacciatore, Pellegrini e Lykogiannis, il rientrante da infortunio Faragò, duracell Klavan (34 anni, l'estone gioca senza pause dal 3-2 al Bologna del 30 ottobre scorso) e le squalifiche impattanti di Olsen (quattro turni) e Pisacane (a Torino con la Juve), più il debutto del diciannovenne Walukiewicz, hanno avuto un peso preciso.
Con il Milan il quadro cambia di poco. Maran deve tener conto che Cacciatore - uscito per problemi muscolari allo Stadium - ha lavorato a parte, Pellegrini e Lykogiannis ne imbroccano una sì e una no. Faragò deve ritrovare il ritmo partita. E siamo di nuovo a Klavan e Walukiewicz. Con un mezzo sorriso: contro Ibrahimovic&Co torna Pisacane. Senza scordare che il bomber svedese, dato dal via alla Sardegna Arena, ha giocato quattro volte contro il Cagliari e ha sempre segnato, la sfida va giocata da squadra. E senza sbavature. Ecco perché il tecnico trentino, constatato l'evidente calo psicofisico del collettivo, deve puntare su una pronta riscossa. Soprattutto, mentale. E guidata, come accaduto nel periodo del filotto d'oro, dai big. Anche contro la Juve, e in precedenza alla Dacia Arena con l'Udinese, Nainggolan, Nandez, Joao Pedro, Cigarini e Simeone sono stati al di sotto dei propri standard. Con il solo Rog a giocare su ritmi propositivi nelle due fasi, è complicato tenersi ad alta quota. Per stare al tavolo delle grandi con uno sguardo alle coppe europee, serve un colpo di reni. In attesa che dal mercato (mentre ieri sono state formalizzate le cessioni di Pinna all’Empoli e Deiola al Lecce) arrivi l'innesto adatto a rinforzare il centro e gli esterni difensivi - ma è dura pensare che prima della trasferta di Brescia, domenica 19 alle 15, prima di ritorno, il diesse Carli conduca in rossoblù un centrale e un terzino - c'è il Milan. Testa, gambe e cuore sono le principali armi a disposizione. Se poi si fa un match d'attacco, con l'approccio che leva il fiato a Suso e soci, tanto meglio.
Ad esempio, il ruzzolone difensivo delle ultime sette partite, con diciassette gol incassati nelle ultime sette - dieci i gol presi nelle prime undici - svela una rotta da invertire. In fretta, possibilmente. Il che non significa scaricare le responsabilità su portiere e quartetto arretrato. Ma un'onesta riflessione che porta alla ricerca di adeguati rinforzi. Ma è chiaro che dietro, dopo l'addio di Pinna, più Mattiello in freezer, qualcosa va fatta.
Con Ceppitelli out da due mesi (fascite plantare), condizione e performance altalenanti di Cacciatore, Pellegrini e Lykogiannis, il rientrante da infortunio Faragò, duracell Klavan (34 anni, l'estone gioca senza pause dal 3-2 al Bologna del 30 ottobre scorso) e le squalifiche impattanti di Olsen (quattro turni) e Pisacane (a Torino con la Juve), più il debutto del diciannovenne Walukiewicz, hanno avuto un peso preciso.
Con il Milan il quadro cambia di poco. Maran deve tener conto che Cacciatore - uscito per problemi muscolari allo Stadium - ha lavorato a parte, Pellegrini e Lykogiannis ne imbroccano una sì e una no. Faragò deve ritrovare il ritmo partita. E siamo di nuovo a Klavan e Walukiewicz. Con un mezzo sorriso: contro Ibrahimovic&Co torna Pisacane. Senza scordare che il bomber svedese, dato dal via alla Sardegna Arena, ha giocato quattro volte contro il Cagliari e ha sempre segnato, la sfida va giocata da squadra. E senza sbavature. Ecco perché il tecnico trentino, constatato l'evidente calo psicofisico del collettivo, deve puntare su una pronta riscossa. Soprattutto, mentale. E guidata, come accaduto nel periodo del filotto d'oro, dai big. Anche contro la Juve, e in precedenza alla Dacia Arena con l'Udinese, Nainggolan, Nandez, Joao Pedro, Cigarini e Simeone sono stati al di sotto dei propri standard. Con il solo Rog a giocare su ritmi propositivi nelle due fasi, è complicato tenersi ad alta quota. Per stare al tavolo delle grandi con uno sguardo alle coppe europee, serve un colpo di reni. In attesa che dal mercato (mentre ieri sono state formalizzate le cessioni di Pinna all’Empoli e Deiola al Lecce) arrivi l'innesto adatto a rinforzare il centro e gli esterni difensivi - ma è dura pensare che prima della trasferta di Brescia, domenica 19 alle 15, prima di ritorno, il diesse Carli conduca in rossoblù un centrale e un terzino - c'è il Milan. Testa, gambe e cuore sono le principali armi a disposizione. Se poi si fa un match d'attacco, con l'approccio che leva il fiato a Suso e soci, tanto meglio.
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