Da Dodin a Meoni, scia di sangue lunga 40 anni
Dall’inizio della corsa sono morti 30 piloti. Nel 2010 il gravissimo incidente al sassarese Luca Manca
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ROMA. Emigrata in Arabia, la Dakar resta comunque la corsa della morte. Il motociclista Paulo Goncalves è il 30mo pilota che perde la vita nella storia di questa competizione, che ha provocato anche una quarantina di altre vittime fra giornalisti, assistenti di gara, meccanici e spettatori.
Goncalves è l'ultimo di una lunga scia di sangue che ha segnato, dal '79 a oggi, questa corsa. Il primo è stato il motociclista Patrick Dodin, morto per una caduta, mentre tentava di sistemarsi il casco. L'ultimo incidente mortale alla Dakar, prima di Goncalves, era accaduto nel 2015, in Argentina. Vittima il 39enne polacco Michal Hernik, anche lui motociclista. L'anno prima, sempre in Argentina, ancora un motociclista, il 50enne belga Eric Palante.
Nel 2005 la lista nera della corsa annovera anche il motociclista italiano Fabrizio Meoni, trionfatore delle edizioni 2001 e 2002. Il 47enne campione azzurro ebbe un arresto cardiaco, dopo una caduta nello sterrato in Mauritania. Quell'anno perse la vita anche lo spagnolo Jose Manuel Perez, motociclista anche lui, come i due morti nell'edizione 2013, il francese Thomas Bourgin, 25enne e lo spagnolo Jorge Martinez Boero.
Un altro italiano morì nel 1986, anche lui un motociclista, Giampaolo Marinoni.
Nel 2008 la Dakar fu invece annullata a causa dell'omicidio in Mauritania di quattro turisti francesi. Il 2010 fu funestato al via dalla morte di una spettatrice, Natalia Sonia Gallardo, investita: nello stesso anno l'incidente gravissimo al sardo Luca Manca, che ha salutato il collega con un post su Facebook: “Ciao Paolo”.
Nel 2011 altro sangue: il contadino Marcelo Reales, 43 anni, fu investito da uno dei concorrenti, Eduardo Amor. L'anno prima un altro motociclista, il francese Pascal Terry, fu addirittura ritrovato solamente tre giorni dopo la morte.
Goncalves è l'ultimo di una lunga scia di sangue che ha segnato, dal '79 a oggi, questa corsa. Il primo è stato il motociclista Patrick Dodin, morto per una caduta, mentre tentava di sistemarsi il casco. L'ultimo incidente mortale alla Dakar, prima di Goncalves, era accaduto nel 2015, in Argentina. Vittima il 39enne polacco Michal Hernik, anche lui motociclista. L'anno prima, sempre in Argentina, ancora un motociclista, il 50enne belga Eric Palante.
Nel 2005 la lista nera della corsa annovera anche il motociclista italiano Fabrizio Meoni, trionfatore delle edizioni 2001 e 2002. Il 47enne campione azzurro ebbe un arresto cardiaco, dopo una caduta nello sterrato in Mauritania. Quell'anno perse la vita anche lo spagnolo Jose Manuel Perez, motociclista anche lui, come i due morti nell'edizione 2013, il francese Thomas Bourgin, 25enne e lo spagnolo Jorge Martinez Boero.
Un altro italiano morì nel 1986, anche lui un motociclista, Giampaolo Marinoni.
Nel 2008 la Dakar fu invece annullata a causa dell'omicidio in Mauritania di quattro turisti francesi. Il 2010 fu funestato al via dalla morte di una spettatrice, Natalia Sonia Gallardo, investita: nello stesso anno l'incidente gravissimo al sardo Luca Manca, che ha salutato il collega con un post su Facebook: “Ciao Paolo”.
Nel 2011 altro sangue: il contadino Marcelo Reales, 43 anni, fu investito da uno dei concorrenti, Eduardo Amor. L'anno prima un altro motociclista, il francese Pascal Terry, fu addirittura ritrovato solamente tre giorni dopo la morte.
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