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Questo Cagliari ha smarrito la bussola

di Roberto Muretto
Questo Cagliari ha smarrito la bussola

I rossoblù stanno pagando a caro prezzo il calo fisico e gli errori in difesa. Maran: «Dobbiamo giocare con la testa libera»

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INVIATO A CAGLIARI. Quattro sconfitte di fila, due partite senza gol, un evidente calo fisico e una progressiva perdita di autostima. Può essere più o meno questa l’istantanea del Cagliari che ha chiuso il girone di andata al sesto posto con 29 punti, ma da un mese i rossoblù non riescono a trovare l’uscita del tunnel nel quale si sono cacciati. La sconfitta in casa con la Lazio, maturata durante l’infinito recupero, ha lasciato scorie che non sono state metabolizzate. «Indubbiamente la partita contro la Lazio ci ha tolto delle certezze - ammette Maran - . Dobbiamo recuperarle soprattutto nella nostra testa. Ci può stare un periodo di flessione, non tanto fisica, ma di sicurezza che ti porta a fare le cose con più timore e a togliere attenzione a quegli aspetti che ci hanno consentito di guadagnarci sul campo la nostra classifica. Facciamo tesoro degli errori commessi per superare questo momento».

Polveri bagnate. Dopo aver realizzato 33 reti in sedici gare, l’attacco del Cagliari si è inceppato. Sabato è rimasto a secco per la seconda volta consecutiva. Il problema è che se un mese fa le occasioni erano almeno quattro-cinque in ogni gara, adesso le cose sono cambiate. Con la Juventus non è stato fatto un tiro in porta, col Milan una sola opportunità arrivata quasi in modo casuale. Maran è d’accordo in parte. «Un aspetto che non mi preoccupa, prima di oggi avevamo il quinto attacco del campionato. Spesso le partite si sbloccano quando vai in vantaggio, contro la Lazio abbiamo avuto quattro-cinque occasioni per chiuderla. In questo momento invece prendi gol al primo episodio negativo».

Errori. Non c’è dubbio che uno dei motivi per cui il Cagliari ha rallentato la corsa è legato alla fase di non possesso. Durante la lunga striscia positiva, i rossoblù concedevano occasioni da gol col contagocce, da un po’, invece, si fanno del male da soli. È successo a Torino ed anche col Milan, soprattutto nell’occasione che ha sbloccato la sfida. «Concediamo troppo e sono episodi che condizionano le gare - l’analisi di Maran -. Non dobbiamo facilitare il compito ai nostri avversari, ma tornare ad essere sicuri dei nostri mezzi. Dobbiamo lavorare ancora più intensamente e cercare il modo per invertire la rotta».

Calma. Nei momenti difficili serve restare sereni, non fare discorsi distruttivi e guardare avanti convinti di potersi riprendere. Fabio Pisacane è un ragazzo giudizioso e indica la strada: «Dobbiamo ricompattarci, restare sereni, raddoppiare gli sforzi. Guai ad entrare in uno spirito negativo, sarebbe sbagliato. La ricetta giusta è metabolizzare le sconfitte, ripartire tutti insieme. Chiediamo ai tifosi di starci vicini come è successo in tutta la prima parte della stagione. In ogni campionato ci sono dei momenti positivi e altri meno: adesso attraversiamo un periodo poco favorevole, daremo il massimo per superarlo».

Tim Cup. Domani si torna in campo. Il Cagliai è atteso dalla sfida con l’Inter al “Meazza”, per gli ottavi di finale della Coppa Italia. Una partita nella quale Maran farà un po’ di turnover, anche se gli infortuni lo costringeranno a limitarlo al massimo. Potrebbe esserci spazio per Castro, Ionita, Walukiewicz, Lykogiannis e Oliva. Non è da escludere a cinque mesi dall’infortunio, il rientro del portiere Cragno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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