L’Olbia c’è: un buon pari col Pontedera
La Rosa recupera subito lo svantaggio e la squadra dimostra di essere in crescita. Tensione all’arrivo dei tifosi
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OLBIA1
PONTEDERA1
OLBIA (3-5-2): Aresti 6; La Rosa 6,5, Gozzi 6, Altare 6,5; Demarcus 6 (30' st Mastino sv), Pennington 6, Giandonato 6,5, Biancu 6,5, Pisano 6; Cocco 5,5 (21' st Parigi sv), Ogunseye 6. A disp.: Van der Want, Crosta, Dalla Bernardina, Zugaro, Pitzalis, Belloni, Verde. All. Brevi 6.
PONTEDERA (3-5-1-1): Mazzini 6; Risaliti 6, Piana 6, Benassai 6; Pavan 6, Bernardini 6,5, Caponi 6,5, Serena 6 (17' st Semprini 6), Ropolo 6,5; Barba 6 (33' st Giuliani sv); De Cenco 6. A disp.: Sarri, Salvi, Cigagna, Bardini, Visconti, Balloni. All. Maraia.
ARBITRO: De Santis di Lecce.
RETI: 44' pt Ropolo, 45' pt La Rosa.
NOTE: ammoniti: Pennington, Piana, Giandonato, Barba, Ropolo. 700 spettatori circa. Recupero, 1' pt, 3' st.
OLBIA
Un punto che serve poco e niente all'Olbia. Ma la crescita è evidente, al Nespoli arrivava pur sempre la seconda in classifica, che non solo è stata domata, ma per lunghi tratti di gara a far la voce grossa sono stati i galluresi. Un 1-1 nato e consumatosi in appena due giri d'orologio, sul finale del primo tempo, poca tecnica e poche giocate brillanti da entrambe le parti, c'era da tirare fuori gli artigli e la squadra di casa non si è tirata indietro. Contro il Pontedera è arrivato un pareggio, il terzo consecutivo.
I protagonisti. Spazio a tutti i nuovi arrivati, i già visti Aresti e Giandonato, e persino Altare, che dal primo minuto ha affiancato La Rosa e Gozzi. Il giovane difensore ex Feralpi Salò è una delle note più positive della prestazione dell'Olbia. Ha contribuito a far vedere un reparto difensivo compatto e con i tempi giusti. Niente errori dalle parti dell'area piccola, salvo un'uscita a vuoto di Aresti. In mezzo al campo c'è da stringere i denti, lo farà notare lo stesso allenatore Oscar Brevi. Giandonato è il playmaker che Muroni faticava a essere ultimamente, funzionale nel ruolo di schermo davanti alla difesa, dirige bene i due interni, un po' meno preciso nel dare il ritmo alla manovra offensiva. Solita (tanta) corsa di Pennington e Biancu sacrifica l'eleganza a favore di una prestazione di grinta. Pisano sulla fascia regala, come sempre quest'anno, fiato e muscoli, e dall'altra parte il classe 2000 Demarcus fa ancora bene. La retroguardia ospite è un muro, Ogunseye scalcia ma non trova nessun pallone da far suo, molto limitato Cocco, braccato e costretto a semplici giocate di sponda, neanche il subentrato Parigi si fa notare per pericolosità.
La cronaca. In campo sono quasi speculari le due formazioni, che puntano molto sulla densità in mezzo al campo. L'Olbia parte bene, ma nessuna delle due compagini brilla per dinamismo e il tabellino si aggiorna sul finale del primo tempo. Al 44' corner di Caponi, la palla finisce al limite dell'area, dove incontra troppo indisturbato Ropolo, che ci prova al volo col sinistro. Il risultato è un tiro forte e teso che spiazza tutti e significa vantaggio ospite. Un incubo già vissuto in passato per l'Olbia, che rivede vecchi fantasmi. Al contrario, stavolta c'è poco tempo per disperarsi. Sessanta secondi, angolo dall'altra parte del campo, palla in mezzo e colpo di testa di La Rosa, che fa gol. È la candelina più bella che potesse immaginare per la sua centesima partita con la maglia bianca. La ripresa non cambia gli equilibri in campo, l'unico brivido arriva poco dopo l'ora di gioco: su un pallone alto Aresti esce male, Bernardini ha l'occasione per il raddoppio ma calcia sulla traversa. Poi l'Olbia cresce, arriva a mettere alle corde gli avversari, che però nonostante soffrano a centrocampo, in difesa non hanno troppi problemi a gestire le avanzate sterili degli attaccanti di casa. In questo modo si arriverà al triplice fischio, senza altre emozioni. Oggi si torna già sul campo d'allenamento: mercoledì nel turno infrasettimanale fa visita in Gallura il Siena.
Tensioni. All'arrivo dei tifosi del Pontedera, intorno a mezzogiorno, alla stazione marittima c'è stata tensione. Alcuni, con in mano bastoni, hanno fronteggiato con fare minaccioso i sostenitori della squadra di casa, prima che la scorta delle forze dell'ordine avesse inizio. Sul posto c'erano comunque alcuni uomini della polizia di Stato, raggiunti anche da due pattuglie dei carabinieri. La situazione si è subito tranquillizzata e per il resto della giornata non ci sono stati altri problemi.
Paolo Ardovino
PONTEDERA1
OLBIA (3-5-2): Aresti 6; La Rosa 6,5, Gozzi 6, Altare 6,5; Demarcus 6 (30' st Mastino sv), Pennington 6, Giandonato 6,5, Biancu 6,5, Pisano 6; Cocco 5,5 (21' st Parigi sv), Ogunseye 6. A disp.: Van der Want, Crosta, Dalla Bernardina, Zugaro, Pitzalis, Belloni, Verde. All. Brevi 6.
PONTEDERA (3-5-1-1): Mazzini 6; Risaliti 6, Piana 6, Benassai 6; Pavan 6, Bernardini 6,5, Caponi 6,5, Serena 6 (17' st Semprini 6), Ropolo 6,5; Barba 6 (33' st Giuliani sv); De Cenco 6. A disp.: Sarri, Salvi, Cigagna, Bardini, Visconti, Balloni. All. Maraia.
ARBITRO: De Santis di Lecce.
RETI: 44' pt Ropolo, 45' pt La Rosa.
NOTE: ammoniti: Pennington, Piana, Giandonato, Barba, Ropolo. 700 spettatori circa. Recupero, 1' pt, 3' st.
OLBIA
Un punto che serve poco e niente all'Olbia. Ma la crescita è evidente, al Nespoli arrivava pur sempre la seconda in classifica, che non solo è stata domata, ma per lunghi tratti di gara a far la voce grossa sono stati i galluresi. Un 1-1 nato e consumatosi in appena due giri d'orologio, sul finale del primo tempo, poca tecnica e poche giocate brillanti da entrambe le parti, c'era da tirare fuori gli artigli e la squadra di casa non si è tirata indietro. Contro il Pontedera è arrivato un pareggio, il terzo consecutivo.
I protagonisti. Spazio a tutti i nuovi arrivati, i già visti Aresti e Giandonato, e persino Altare, che dal primo minuto ha affiancato La Rosa e Gozzi. Il giovane difensore ex Feralpi Salò è una delle note più positive della prestazione dell'Olbia. Ha contribuito a far vedere un reparto difensivo compatto e con i tempi giusti. Niente errori dalle parti dell'area piccola, salvo un'uscita a vuoto di Aresti. In mezzo al campo c'è da stringere i denti, lo farà notare lo stesso allenatore Oscar Brevi. Giandonato è il playmaker che Muroni faticava a essere ultimamente, funzionale nel ruolo di schermo davanti alla difesa, dirige bene i due interni, un po' meno preciso nel dare il ritmo alla manovra offensiva. Solita (tanta) corsa di Pennington e Biancu sacrifica l'eleganza a favore di una prestazione di grinta. Pisano sulla fascia regala, come sempre quest'anno, fiato e muscoli, e dall'altra parte il classe 2000 Demarcus fa ancora bene. La retroguardia ospite è un muro, Ogunseye scalcia ma non trova nessun pallone da far suo, molto limitato Cocco, braccato e costretto a semplici giocate di sponda, neanche il subentrato Parigi si fa notare per pericolosità.
La cronaca. In campo sono quasi speculari le due formazioni, che puntano molto sulla densità in mezzo al campo. L'Olbia parte bene, ma nessuna delle due compagini brilla per dinamismo e il tabellino si aggiorna sul finale del primo tempo. Al 44' corner di Caponi, la palla finisce al limite dell'area, dove incontra troppo indisturbato Ropolo, che ci prova al volo col sinistro. Il risultato è un tiro forte e teso che spiazza tutti e significa vantaggio ospite. Un incubo già vissuto in passato per l'Olbia, che rivede vecchi fantasmi. Al contrario, stavolta c'è poco tempo per disperarsi. Sessanta secondi, angolo dall'altra parte del campo, palla in mezzo e colpo di testa di La Rosa, che fa gol. È la candelina più bella che potesse immaginare per la sua centesima partita con la maglia bianca. La ripresa non cambia gli equilibri in campo, l'unico brivido arriva poco dopo l'ora di gioco: su un pallone alto Aresti esce male, Bernardini ha l'occasione per il raddoppio ma calcia sulla traversa. Poi l'Olbia cresce, arriva a mettere alle corde gli avversari, che però nonostante soffrano a centrocampo, in difesa non hanno troppi problemi a gestire le avanzate sterili degli attaccanti di casa. In questo modo si arriverà al triplice fischio, senza altre emozioni. Oggi si torna già sul campo d'allenamento: mercoledì nel turno infrasettimanale fa visita in Gallura il Siena.
Tensioni. All'arrivo dei tifosi del Pontedera, intorno a mezzogiorno, alla stazione marittima c'è stata tensione. Alcuni, con in mano bastoni, hanno fronteggiato con fare minaccioso i sostenitori della squadra di casa, prima che la scorta delle forze dell'ordine avesse inizio. Sul posto c'erano comunque alcuni uomini della polizia di Stato, raggiunti anche da due pattuglie dei carabinieri. La situazione si è subito tranquillizzata e per il resto della giornata non ci sono stati altri problemi.
Paolo Ardovino
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