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«Devastate dalla morte di Kobe e Gigi»

«Devastate dalla morte di Kobe e Gigi»

Vanessa, la moglie di Bryant, rompe il silenzio e ringrazia per l’affetto ricevuto

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LOS ANGELES. Si dice «completamente devastata», ma ringrazia per l’affetto le milioni di persone che in questi giorni hanno mostrato enorme vicinanza alla sua famiglia. Vanessa, la vedova dell'ex cestista americano Kobe Bryant, rompe il silenzio dopo la morte di suo marito e sua figlia Gianna, soprannominata “Gigi”, nell'incidente in elicottero avvenuto domenica mattina sulle colline di Los Angeles. «Io e le mie figlie siamo completamente devastate dall'improvvisa perdita di mio marito Kobe - il meraviglioso padre dei nostri figli - e della mia bella e dolce Gianna - una figlia amorevole, generosa e una meravigliosa sorella per Natalia, Bianka e Capri», ha scritto mercoledì sera Vanessa Bryant sul suo account Instagram. «Siamo devastate per le famiglie che hanno perso i loro cari domenica e condividiamo il loro dolore. Non ci sono parole per descrivere la nostra sofferenza in questo momento», ha scritto Vanessa ringraziando «milioni di persone che hanno dimostrato il loro sostegno e amore per noi in questo calvario».

Nessuna novità per quanto riguarda i funerali dell’ex stella dei Los Angeles Lakers, mentre proseguono le indagini per stabilire la cause dell’incidente nel quale hanno perso la vita 9 persone. Solo le impronte digitali hanno permesso di identificare ufficialmente Kobe Bryant. Dopo un lungo lavoro l'ufficio del medico legale della contea di Los Angeles ha comunicato di aver riconosciuto i resti del campione, oltre a quelli di due uomini e una donna: John Altobelli (il 56 enne allenatore di baseball deceduto con la moglie Keri e la figlia Alyssa), il pilota Ara Zobayan, 50 anni, e Sarah Chester, 46 anni. Rimangono da identificare le altre vittime.

Intanto proseguono gli omaggi e i tributi al campione scomparso. Durante la Pro-Am del Waste Management Phoenix Open di golf, «best tournament» 2019 del PGA Tour al via ieri in Arizona, Michael Phelps, l'olimpionico più decorato della storia e grande appassionato di golf, è sceso in campo con due scarpe personalizzate: sul tallone di quella destra lo squalo di Baltimora ha fatto applicare il numero 24 con su scritto «Bambacita», in onore di Gianna Maria, secondogenita di Bryant morta a 13 anni col padre, e altre 7 persone,nel tragico incidente in elicottero in California. Mentre su quella sinistra ecco un «8», l'altro numero utilizzato in carriera dall'ex campionissimo NBA.



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