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L’Olbia ce la mette tutta ma incassa un inutile pari

L’Olbia ce la mette tutta ma incassa un inutile pari

Due traverse dei bianchi contro un Renate che ha pensato solo a difendersi Galluresi sempre più ultimi, d’ora in avanti non sono ammessi più errori

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OLBIA (3-5-2): Aresti 6; La Rosa 6 Gozzi 6 Altare 6,5; Demarcus 6 (1'st Candela 6) Pennington 6 (1' st Lella 6,5) Giandonato 6,5 Biancu 6,5 (31'st Vallocchia sv) Pisano 6 (20' st Pitzalis 6); Cocco 5 (31' st Verde sv) Ogunseye 6. A disposizione: Van der Want, Dalla Bernardina, Zugaro, Mastino, Manca. All.: Brevi 6.

RENATE (3-4-1-2): Satalino 6,5; Marchetti 6 Damonte 6 Possenti 5,5; Anghileri 6 Kabashi 6 (33' st Scaccabarozzi sv) Ranieri 5,5 Rada 6 (20' st Grbac sv); Galuppini 6 (37' st De Sena sv); Sorrentino 6 (20' st Plescia 6) Pizzul 5,5. A disposizione: Crosta, Magli, Baniya, Guglielmotti. All. Diana 5.

ARBITRO: Cudini di Fermo. Guardalinee: Stringini e Micaroni.

NOTE: ammoniti: Demarcus, Cocco, La Rosa, Sorrentino, Giandonato, Marchetti. 700 spettatori circa. Angoli: 5-2 per il Renate. Recupero, 1' pt, 4' st.

OLBIA

Niente da dire, un’Olbia così meritava decisamente la vittoria. Due traverse colpite si sommano alle parate del portiere avversario e a un secondo tempo di dominio tanto in campo quanto sul piano del gioco. Contro un Renate incapace di mettere insieme un’azione di senso compiuto, l’Olbia ha risposto fino a snaturarsi, cercando persino lanci lunghi, tiri da fuori e gioco fisico. Ma ancora nessuna vittoria, ancora un pareggio e ancora - sempre più - ultimo posto.

La mossa del Renate è quella di creare un punto di rottura con Galuppini sulla trequarti e dietro le punte. Ma la fase difensiva dell’Olbia è in crescita, i tre del reparto arretrato non commettono sbavature, anzi Altare spesso si permette interessanti avanzate; è soprattutto il lavoro di Giandonato durante le due fasi la chiave di volta in mezzo al campo. Nota al merito a Biancu, che ci prova più volte dalla distanza con precisione e che offre spunti notevoli. L’ingresso di Lella sarà prezioso per l’Olbia, capace di dare sia fisicità che qualità proprio quando serviva di più, alla ricerca dell’agognato gol. L’ultimo arrivato Candela ha 45 minuti per farsi apprezzare, l’idea sarebbe quella di vederlo padrone della fascia destra nelle prossime settimane. L’attacco è il reparto che deve definitivamente sbloccarsi, a partire da Cocco. Arrivato il giorno dopo l’esonero di Filippi, sarebbe dovuto diventare tra i protagonisti del cambio di passo nella stagione dell’Olbia. Dopo diverse prestazioni sottotono, appare ancora l’anello debole dell’undici in campo. Viene cercato, va detto, con palloni alti e poco giocabili ma, quando ha la possibilità di tirare fuori dal cilindro un’intuizione, si affida a passaggi semplici e non di rado intercettati dalla difesa. Ogunseye è così costretto a tornare oltre la linea di centrocampo per ricevere palla e a tanto lavoro di corsa. Parigi a sorpresa non è andato in panchina, dirà Brevi per uno stop fisico del giorno prima, e l’evanescente Verde non aggiunge nulla. Dall'altra parte del campo, pollice in su per Aresti: sia per un paio di interventi sia per la leadership tra i pali che a questa squadra mancava.

Il primo tempo non si distingue per qualità, due le azioni veramente degne di nota. Al 29' Sorrentino colpisce di testa proprio sotto porta su un cross dalla sinistra, ma il portiere dell'Olbia dice di no; cinque minuti dopo, Ogunseye in area, quasi al limite, lascia partire il tiro a giro ma a negare il vantaggio è l'incrocio dei pali. Nella ripresa il Renate abbandona ogni iniziativa offensiva ed è chiamato a respingere tutte le avanzate dell'Olbia. I bianchi ci provano dalla distanza, specie con Biancu, e con le incursioni, su tutte quella di Giandonato al 60' che da posizione defilata trova un'altra traversa. Sul finale, l'assedio non produce però risultati.

Paolo Ardovino



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