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«La fortuna non ci aiuta ma stiamo crescendo»

«La fortuna non ci aiuta ma stiamo crescendo»

Il tecnico Brevi resta comunque fiducioso e difende Cocco, fischiato dai tifosi: «Ritroverà la via del gol»

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OLBIA. Sembra un continuo dejà-vu, l’Olbia convince ma non vince. Quando si presenta ai microfoni, Oscar Brevi si trova a ripetere ancora che con prestazioni del genere la vittoria deve prima o poi arrivare, è chiaro. Lo 0-0 è un risultato che non serve a nulla ai bianchi, stanno per arrivare i tanti scontri diretti, questo sì, ma la sensazione è che ieri il pari di bruci più di altre volte perché la vittoria non era mai stata così vicina. «Ci prendiamo come sempre questo punticino ma c’è rammarico».

C’è rammarico nel tono di voce di Oscar Brevi, per una ghiotta occasione sfumata. «Ci abbiamo provato fino alla fine, non siamo riusciti a vincere ma è stato un ulteriore passo in avanti. Peccato. Non ci appelliamo a queste cose, ma se penso a un pizzico di fortuna in più sulle traverse, le grandi parate avversarie… ce l’abbiamo messa tutta». L’analisi della partita non è troppo verbosa. Semplicemente: «Abbiamo concesso davvero poco alla squadra terza in classifica, nella ripresa abbiamo giocato quasi esclusivamente nella loro metà campo e alla lunga quando crei tante situazioni arrivi a segnare, perciò continueremo a lavorare in questo modo». Per il tecnico, di negativo c’è il risultato, ma si prende quel che di buono ha mostrato la squadra, «Ora corre molto, riesce a rimanere aggressiva fino alla fine, è un aspetto positivo».

Sui singoli, ci si sofferma su Cocco. L’attaccante è apparso sottotono e nel momento della sostituzione c’è stato un battibecco con la curva che lo ha fischiato e lui che ha applaudito ironicamente. «Ma si è dato da fare. Capisco la sua difficoltà nel non riuscire a trovare gol, ma sono convinto che se riuscirà a ritrovare la via del gol migliorerà anche la sua prestazione». A fine gara, invece, applausi da ogni settore per l’Olbia, «La gente sta vedendo l’impegno della squadra». La nota dolente? La classifica, «Io non guardo cosa fanno la Giana Erminio e le altre, guardo i progressi dei miei ragazzi». Ragionare partita per partita, ma i campanelli d'allarme suonano già da un po'.

P.A.

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