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«Un’Italia mai così forte, vinceremo»

di Mario Frongia
«Un’Italia mai così forte, vinceremo»

Binaghi, numero uno della Fit, anticipa la sfida con la Corea del Sud. «Chi giocherà al Tc Cagliari? Decide Barazzutti»

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CAGLIARI. Il count down è iniziato. Con un cronoprogramma rigoroso: da lunedì 3 marzo i giganti del tennis tricolore sono in città. Giovedì 5 sorteggio a Palazzo Doglio, venerdì e sabato si fa sul serio. Con le pallate che valgono le Finals di Madrid. Italia-Corea del sud, la Coppa Davis dietro l'angolo. Racchette da mille e una notte al Tennis club Cagliari. «Ottimisti? Di più. Arriva al Tc Cagliari una corazzata, il team più forte che il tennis italiano abbia mai schierato: Berrettini, otto al mondo, Fognini numero undici ma con la top ten sfiorata dopo il ko con Sandgren agli Australian open, otto giocatori della classifica Atp tra i primi cento, incluso l'Under 18 più forte del pianeta, Sinner. C'è da essere fiduciosi».

Angelo Binaghi suona la carica. Determinato e forte di una riscossa della racchetta al maschile che pareva lontana, il presidente nazionale della Fit, conferma per oggi l'apertura dei cantieri al Tennis club Cagliari: «Innalzeremo le tribune, avremo circa 3.200 posti a sedere. Il circolo ha già provveduto al restyling del campo centrale. Sono stati sistemati i mille posti esistenti con seggiolini bianchi e avviati i lavori per la sistemazione dell'area tv».

Come procede la prevendita?

«Sono stati polverizzati i precedenti di Davis in Sardegna e in Italia: oltre 2.200 abbonamenti venduti, 500 nelle prime 48 ore, a un mese dall'evento. Arrivano richieste dal nord e dal centro dell'isola e sono numerose le tessere richieste da tifosi e appassionati di ogni angolo del Paese. E non è stata annunciata l'apertura dei botteghini».

E con le istituzioni come funziona?

«Bene. Siamo tornati grazie alla Regione per un evento da mezzo milione di euro. Con il comune, grazie al sindaco Truzzu abbiamo recuperato un gap assurdo. Non veniamo considerati, come in passato, sport d'élite: due milioni di praticanti, 380mila tesserati, 400 circoli. Dati eloquenti».

Sardegna talismano. Ma con la Corea cosa si aspetta?

«La vittoria. Per l'undicesima volta, cinque a Cagliari, quindi Alghero, Sassari e Olbia, inclusa la Fed Cup, con il titolo del 2013, l'Italia è in Sardegna. In un momento fantastico: sei tornei Atp vinti, tra i quali il Master mille di Montecarlo, vinto da Panatta nel 76, Berrettini in semifinale agli Open Usa e per la prima volta dopo 41 anni alle Atp final, tra i primi otto. Matteo alle Finals ha battuto Thiem, sconfitto ieri da Djokovic in Australia. E Sinner, 70 al mondo è l'under più forte del circuito».

Chi vedremo a Cagliari?

«Sceglie Barazzutti. Penso a Berrettini, Fognini, Sonego, Bolelli e Sinner. E dopo la Davis tutti a Indian Wells, per il Master mille».

I ragazzi dopo le ragazze. Avevate previsto la risalita?

«Sì, ma non mi aspettavo così presto. Sappiamo di avere i giovani migliori anche in prospettiva».

Binaghi, si candida alla presidenza del Coni?

«Non se ne parla. Sono innamorato del tennis. Abbiamo un fatturato di cento milioni di euro. Erano 10 quando sono arrivato: per dire, la Figc, senza i denari del Coni, ne ha 150, il volley 40. In Fit, dalle Finals a Torino a seguire, c'è tanto da fare».

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