«Joao Pedro super Questo è un Cagliari da Europa League»
di Roberto Muretto
L’ex rossoblù Robert Acquafresca incita la squadra di Maran «Ho ricevuto un’offerta dalla Cina ma preferisco la famiglia»
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CAGLIARI. La Sardegna ha un posto speciale nel suo cuore. Robert Acquafresca è sposato con Michela Orrù, ragazza di Villa San Pietro conosciuta quando giocava a Cagliari. Vive a Pula. A 32 anni l’attaccante aspetta una nuova occasione per tornare in campo. «In realtà - racconta - ho ricevuto una proposta dalla Cina. Era economicamente vantaggiosa ma ho rifiutato perchè mia moglie e mio figlio non sarebbero potuti venire con me». La maglia rossoblù l’ha indossata 80 volte, firmando 19 gol. «Aspetto una nuova occasione - aggiunge -, ho solo 32 anni. Quando esci dal giro fai fatica a rientrarci».
Va qualche volta alla stadio a seguire il Cagliari?
«La società mi ha invitato ma soffrirei troppo. Vorrei essere in campo e non in tribuna, quindi preferisco stare distante. Sono un giocatore a tutti gli effetti e mi alleno tutti i giorni per stare in forma».
I rossoblù non vincono da due mesi, che idea si è fatto?
«Nella prima parte della stagione è filato tutto liscio, adesso gli episodi stanno girando contro. Io comunque vedo il bicchiere mezzo pieno. Bisogna guardare avanti con serenità, consapevoli che il sogno europeo può diventare realtà».
Qual è il suo giudizio sugli attaccanti del Cagliari?
«Per loro parlano i numeri. Troppo spesso si tende a giudicare una punta dai gol segnati, dimenticandosi che nel calcio di oggi bisogna lavorare tanto anche nella fase di non possesso. Joao Pedro è un giocatore di primo livello e lo sta dimostrando. Simeone arriverà in doppia cifra. A Cerri è mancata continuità, forse cambiare aria gli farà bene».
È Nainggolan il valore aggiunto dei rossoblù?
«Radja farebbe comodo a chiunque, anche alle squadre in lotta per lo scudetto. Ha numeri importanti e i mezzi per fare la differenza».
Conosce il nuovo arrivato Gaston Pereiro?
«No, però può essere una bella sorpresa. Sono convinto che darà un contributo importante alla squadra».
Stare tanto tempo senza vittorie alla lunga può diventare un fardello?
«La squadra ha ripreso a giocare bene. Solo per un episodio non ha preso i tre punti col Parma. Non può sempre girare storto, sono sicuro che giocando in quel modo le vittorie arriveranno presto».
Maran ogni tanto riceve qualche critica, giusta o ingenerosa secondo lei?
«Ho sentito molte chiacchiere da bar. Mi esprimo così perchè sono una persona diretta e dico quello che penso senza peli sulla lingua. Anche Gianpiero Gasperini è stato messo in discussione quando l’Atalanta ha avuto delle difficoltà, poi ha fatto e sta facendo quello che è sotto gli occhi di tutti».
Giulini ha fatto bene a non farsi condizionare?
«Benissimo. Maran è un tecnico bravo e preparato. Ha fatto benissimo ovunque è stato. Quest’anno è stata costruita una squadra importante, con dei giocatori di un certo livello. Normale che ci si aspetti qualcosa di più. Bisogna stare sereni, lavorare, concentrarsi, pensare partita dopo partita».
Lei ci starebbe bene in questo Cagliari?
«Parliamo di altro per favore, per me il Cagliari è ancora una ferita aperta».
È un vantaggio lavorare in una piazza che non ti mette pressione?
«I tifosi del Cagliari sanno darti la carica. È vero che qualche volta hanno fischiato ma non quest’anno. L’entusiasmo è tanto, anche in trasferta ci sono sempre tanti sostenitori. La salvezza è ormai un discorso superato, sarebbe meraviglioso andare in Europa League nell’anno del Centenario».
Domenica c’è la trasferta a casa Genoa, l’occasione per ripartire?
«Speriamo. Non sarà una gara facile perchè la squadra di Nicola lotta per la salvezza. Ma il Cagliari ha i numeri per fare il colpaccio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Va qualche volta alla stadio a seguire il Cagliari?
«La società mi ha invitato ma soffrirei troppo. Vorrei essere in campo e non in tribuna, quindi preferisco stare distante. Sono un giocatore a tutti gli effetti e mi alleno tutti i giorni per stare in forma».
I rossoblù non vincono da due mesi, che idea si è fatto?
«Nella prima parte della stagione è filato tutto liscio, adesso gli episodi stanno girando contro. Io comunque vedo il bicchiere mezzo pieno. Bisogna guardare avanti con serenità, consapevoli che il sogno europeo può diventare realtà».
Qual è il suo giudizio sugli attaccanti del Cagliari?
«Per loro parlano i numeri. Troppo spesso si tende a giudicare una punta dai gol segnati, dimenticandosi che nel calcio di oggi bisogna lavorare tanto anche nella fase di non possesso. Joao Pedro è un giocatore di primo livello e lo sta dimostrando. Simeone arriverà in doppia cifra. A Cerri è mancata continuità, forse cambiare aria gli farà bene».
È Nainggolan il valore aggiunto dei rossoblù?
«Radja farebbe comodo a chiunque, anche alle squadre in lotta per lo scudetto. Ha numeri importanti e i mezzi per fare la differenza».
Conosce il nuovo arrivato Gaston Pereiro?
«No, però può essere una bella sorpresa. Sono convinto che darà un contributo importante alla squadra».
Stare tanto tempo senza vittorie alla lunga può diventare un fardello?
«La squadra ha ripreso a giocare bene. Solo per un episodio non ha preso i tre punti col Parma. Non può sempre girare storto, sono sicuro che giocando in quel modo le vittorie arriveranno presto».
Maran ogni tanto riceve qualche critica, giusta o ingenerosa secondo lei?
«Ho sentito molte chiacchiere da bar. Mi esprimo così perchè sono una persona diretta e dico quello che penso senza peli sulla lingua. Anche Gianpiero Gasperini è stato messo in discussione quando l’Atalanta ha avuto delle difficoltà, poi ha fatto e sta facendo quello che è sotto gli occhi di tutti».
Giulini ha fatto bene a non farsi condizionare?
«Benissimo. Maran è un tecnico bravo e preparato. Ha fatto benissimo ovunque è stato. Quest’anno è stata costruita una squadra importante, con dei giocatori di un certo livello. Normale che ci si aspetti qualcosa di più. Bisogna stare sereni, lavorare, concentrarsi, pensare partita dopo partita».
Lei ci starebbe bene in questo Cagliari?
«Parliamo di altro per favore, per me il Cagliari è ancora una ferita aperta».
È un vantaggio lavorare in una piazza che non ti mette pressione?
«I tifosi del Cagliari sanno darti la carica. È vero che qualche volta hanno fischiato ma non quest’anno. L’entusiasmo è tanto, anche in trasferta ci sono sempre tanti sostenitori. La salvezza è ormai un discorso superato, sarebbe meraviglioso andare in Europa League nell’anno del Centenario».
Domenica c’è la trasferta a casa Genoa, l’occasione per ripartire?
«Speriamo. Non sarà una gara facile perchè la squadra di Nicola lotta per la salvezza. Ma il Cagliari ha i numeri per fare il colpaccio».
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