«A Cagliari per riscattarmi So bene come si fa gol»
di Mario Frongia
Ecco Paloschi, in prestito dalla Spal. «Là giocavo per la salvezza, qui invece...» «Maran? Ho lavorato con lui a Verona, ora mi ha dato una grande opportunità»
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CAGLIARI. «Sono qui per riscattarmi ed essere determinante. Ho sempre segnato e non mi sono scordato come si fa». Alberto Paloschi, determinazione e garra. Fin dal primo impatto alla Sardegna Arena contro il Parma. Adesso, l'attaccante proveniente dalla Spal, con Cerri che è stato trasferito a Ferrara, mette in canna la mentalità e le motivazioni giuste. Ottimo e abbondante per un Cagliari che deve mantenersi ad alta quota.
«Voglio riscattarmi, approdo in un gruppo con attaccanti forti e dalle caratteristiche diverse. Dovrò lavorare per ritagliarmi lo spazio giusto, sarà il mister a scegliere. Il primo impatto con Cagliari? Sono arrivato venerdì scorso e sono andato in ritiro». Pronti, via. In prestito, sulla sirena di fine mercato. Classe '90, trent'anni appena compiuti, il 4 gennaio, originario di Chiari, balza alla ribalta con la maglia del Milan. Poi, gioca e segna, tra le altre, con Parma, Chievo, Swansea. Alla Spal qualcosa non va. In rossoblù, con il numero 9 sulle spalle, l'occasione che può rimettere tutto a posto. «Ho trovato una società organizzata e un gruppo molto disponibile. In questi sei mesi ho giocato poco, ripeto, ho voglia di riscatto. Il Cagliari? Penso che il destino mi abbia portato qua, quindi il momento giusto è questo. Arrivo da una realtà in cui si lottava per la salvezza, adesso trovo un club con altri obiettivi. In entrambi i casi bisogna giocare allo stesso modo: quello che ti fa raggiungere il traguardo è la continuità, dobbiamo lavorare per migliorare».
Su Ronaldo Maran poche storie. «Ci ho lavorato per tanti anni assieme a Verona. Un motivo della mia scelta è stata la sua presenza. Ma anche la società, importante in un anno importante. Voglio fare bene quando sarò chiamato in causa. Voglio segnare e fare assist». Paloschi fa un passo indietro. «La partita con il Parma? In un campionato ci sono passaggi in cui tutto fila liscio, altri che virano sempre a favore degli avversari. Serve sempre una consapevolezza speciale, nel lavoro quotidiano e nel tenere a mente gli obiettivi. Il segreto? Lo spirito di sacrificio. Neanche i grandi attaccanti possono permettersi di non essere a disposizione della squadra».
Si parla di modelli, bomber che non si scordano. «Il mio idolo da sempre è stato Pippo Inzaghi. Con il Cagliari voglio limare i miei difetti, questa è una grande opportunità». Con 324 gettoni e 79 reti, 29 e 9 nelle nazionali – brillano due argenti e due bronzi in Under 19 e 21, dal 2008 al 2013 – Alberto va veloce. E non vuole sentir parlare di tabelle o quota reti da raggiungere.
«Non mi pongo obiettivi personali, sono motivato e concentrato per dare il massimo e fare bene. I tifosi? Li ho visti e sentiti, sono molto attaccati. Spero di poter ripagare la loro fiducia quanto prima».
«Voglio riscattarmi, approdo in un gruppo con attaccanti forti e dalle caratteristiche diverse. Dovrò lavorare per ritagliarmi lo spazio giusto, sarà il mister a scegliere. Il primo impatto con Cagliari? Sono arrivato venerdì scorso e sono andato in ritiro». Pronti, via. In prestito, sulla sirena di fine mercato. Classe '90, trent'anni appena compiuti, il 4 gennaio, originario di Chiari, balza alla ribalta con la maglia del Milan. Poi, gioca e segna, tra le altre, con Parma, Chievo, Swansea. Alla Spal qualcosa non va. In rossoblù, con il numero 9 sulle spalle, l'occasione che può rimettere tutto a posto. «Ho trovato una società organizzata e un gruppo molto disponibile. In questi sei mesi ho giocato poco, ripeto, ho voglia di riscatto. Il Cagliari? Penso che il destino mi abbia portato qua, quindi il momento giusto è questo. Arrivo da una realtà in cui si lottava per la salvezza, adesso trovo un club con altri obiettivi. In entrambi i casi bisogna giocare allo stesso modo: quello che ti fa raggiungere il traguardo è la continuità, dobbiamo lavorare per migliorare».
Su Ronaldo Maran poche storie. «Ci ho lavorato per tanti anni assieme a Verona. Un motivo della mia scelta è stata la sua presenza. Ma anche la società, importante in un anno importante. Voglio fare bene quando sarò chiamato in causa. Voglio segnare e fare assist». Paloschi fa un passo indietro. «La partita con il Parma? In un campionato ci sono passaggi in cui tutto fila liscio, altri che virano sempre a favore degli avversari. Serve sempre una consapevolezza speciale, nel lavoro quotidiano e nel tenere a mente gli obiettivi. Il segreto? Lo spirito di sacrificio. Neanche i grandi attaccanti possono permettersi di non essere a disposizione della squadra».
Si parla di modelli, bomber che non si scordano. «Il mio idolo da sempre è stato Pippo Inzaghi. Con il Cagliari voglio limare i miei difetti, questa è una grande opportunità». Con 324 gettoni e 79 reti, 29 e 9 nelle nazionali – brillano due argenti e due bronzi in Under 19 e 21, dal 2008 al 2013 – Alberto va veloce. E non vuole sentir parlare di tabelle o quota reti da raggiungere.
«Non mi pongo obiettivi personali, sono motivato e concentrato per dare il massimo e fare bene. I tifosi? Li ho visti e sentiti, sono molto attaccati. Spero di poter ripagare la loro fiducia quanto prima».
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