Pisacane e Mattiello incontrano i baby tifosi: studiare è importante
CAGLIARI. Immigrazione e solidarietà, facce della stessa medaglia. Stavolta, viste da un’angolatura diversa: quella del mondo dorato del pallone. Federico Mattiello e Fabio Pisacane al Teatro sant’Eul...
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CAGLIARI. Immigrazione e solidarietà, facce della stessa medaglia. Stavolta, viste da un’angolatura diversa: quella del mondo dorato del pallone. Federico Mattiello e Fabio Pisacane al Teatro sant’Eulalia. Per un confronto aperto e sincero, di fronte a un centinaio di bimbi super tifosi del quartiere Marina.
Con don Marco Lai, da sempre in prima fila nella lotta per gli ultimi: «Questa parrocchia esiste dal 1375 è la porta alla conoscenza e all’incontro. Un punto di forza per la città. Anche per questo abbiamo la scuola per i migranti, la squadra di basket con l’80 per cento di ragazzini stranieri e il Centro di ascolto».
Il duo in rossoblù ascolta. L’attore Massimiliano Medda cuce e ironizza con garbo. «Il Cagliari ha bisogno di una benedizione?» incalza Medda. «No, le benedizioni lasciamole ad altro. Siamo sesti a sedici partite dalla fine», ribatte Pisacane. «Siate sempre umani e solidali» plaude don Lai.
«Far parte di un Cagliari che fa così bene per me è motivo d’orgoglio. Il campionato è ancora lungo. Darò il mio contributo» aggiunge Mattiello.
«Dico a voi, cari bambini, che al primo posto c’è la scuola, lo studio. Poi, lo sport. Cagliari? La città è per me e la mia famiglia un’isola felice, ho tanti amici extracomunitari. Contano i valori e non il colore della pelle» spiega Pisacane.
L’applauso è scrosciante. «Lo sport unisce e fa crescere, speriamo aiuti i nostri ragazzi a diventare cittadini del mondo. Grazie, Fabio e Federico per la vostra testimonianza» chiude don Marco. A seguire, caccia a selfie e autografi. Serata perfetta.
m.fr.
Con don Marco Lai, da sempre in prima fila nella lotta per gli ultimi: «Questa parrocchia esiste dal 1375 è la porta alla conoscenza e all’incontro. Un punto di forza per la città. Anche per questo abbiamo la scuola per i migranti, la squadra di basket con l’80 per cento di ragazzini stranieri e il Centro di ascolto».
Il duo in rossoblù ascolta. L’attore Massimiliano Medda cuce e ironizza con garbo. «Il Cagliari ha bisogno di una benedizione?» incalza Medda. «No, le benedizioni lasciamole ad altro. Siamo sesti a sedici partite dalla fine», ribatte Pisacane. «Siate sempre umani e solidali» plaude don Lai.
«Far parte di un Cagliari che fa così bene per me è motivo d’orgoglio. Il campionato è ancora lungo. Darò il mio contributo» aggiunge Mattiello.
«Dico a voi, cari bambini, che al primo posto c’è la scuola, lo studio. Poi, lo sport. Cagliari? La città è per me e la mia famiglia un’isola felice, ho tanti amici extracomunitari. Contano i valori e non il colore della pelle» spiega Pisacane.
L’applauso è scrosciante. «Lo sport unisce e fa crescere, speriamo aiuti i nostri ragazzi a diventare cittadini del mondo. Grazie, Fabio e Federico per la vostra testimonianza» chiude don Marco. A seguire, caccia a selfie e autografi. Serata perfetta.
m.fr.
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