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Dopo il riposo forzato la Dinamo deve riaccendere il motore

di Andrea Sini
Dopo il riposo forzato la Dinamo deve riaccendere il motore

Ieri i biancoblù hanno osservato il loro turno di riposo Arriveranno alla Final Eight dopo 8 giorni senza partite

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SASSARI. C’era arrivata dopo una vittoria, dopo una sconfitta e anche dopo una lunga serie negativa. Ma mai dopo una giornata di riposo. La Dinamo si prepara a planare sulla Final Eight di Pesaro dopo avere trascorso un weekend alla finestra a guardare le altre squadre. La formula zoppa della serie A, scesa in campo ieri per la quinta giornata di ritorno, ha regalato ai sassaresi di coach Gianmarco Pozzecco il turno di riposo proprio alla vigilia della fase finale della Coppa Italia.

Il risultato è che dopo avere disputato 5 gare nel breve volgere di 15 giorni, i biancoblù si presenteranno alla kermesse di Pesaro a 8 giorni di distanza dall’ultimo impegno, ovvero la trasferta di Manresa che ha chiuso la stagione regolare della Champions League. Un vantaggio o uno svantaggio? Né l’una né l’altra cosa, con tutta probabilità, anche se una squadra abituata al doppio impegno settimanale in teoria ha maggiori difficoltà a stravolgere la routine e a riempire spazi insolitamente vuoti.

Come ogni anno, il Banco di Sardegna ha preparato la Final Eight con un lavoro specifico iniziato già da qualche settimana, compatibilmente con la contingenza, ovvero l’infinita alternanza tra gare di coppa e di campionato. All’indomani della trasferta in terra catalana, dopo avere tirato il fiato per un paio di giorni il gruppo biancoblù ieri ha ripreso a lavorare a pieno ritmo. All’orizzonte ci sono ancora tre giorni di allenamenti – oggi, domani e mercoledì –, poi giovedì mattina la comitiva isolana si metterà in viaggio alla volta delle Marche, via Bologna. Il giorno successivo, venerdì alle 18, Dyshawn Pierre e compagni scenderanno in campo nel quarto di finale contro la Happy Casa Brindisi. A proposito della squadra salentina, la tabella di avvicinamento alla Final Eight dei ragazzi di coach Frank Vitucci è stata decisamente differenze: Adrian Banks e compagni sono scesi in campo martedì 4 in casa contro Saragozza (perdendo 91-93 per un canestro sulla sirena), e poi ieri a mezzogiorno proprio alla Vitrifrigo Arena di Pesaro, dove hanno superato nettamente la Carpegna Prosciutti per 77-103. Per un gioco di coincidenze, Brindisi giocherà dunque nel giro di cinque giorni due gare consecutive sul parquet marchigiano. Un vantaggio? Forse sì, ma di una percentuale infinitesimale rispetto alle rispettive chance di qualificazione alla semifinale. Di certo a coach Vitucci non piace la formula della Final Eight e ieri al termine della gara lo ha detto in maniera chiara. «È una manifestazione spettacolare e imprevedibile anche se andrebbe rivista la formula. Troppa disparità tra chi gioca il giovedì e il venerdì».

Il riferimento è al fatto che i quarti di finale sono spalmati in due giornate e, almeno in teoria, le due vincenti delle gare di giovedì arrivano alla semifinale del sabato meno stanche di chi ha giocato il venerdì. Anche in questo caso a parlare sarà il campo, con un avvertimento: storicamente alla Final Eight la teoria, i calcoli e i pronostici valgono meno di zero.

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