L’Olbia stringe i denti «Ora serve continuità»
OLBIA. «Ma senza continuità, una sola vittoria non serve». Risuonano le parole di Oscar Brevi nel post-partita di domenica, perché i festeggiamenti ci sono stati, ma occorre voltare pagina. Stavolta...
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OLBIA. «Ma senza continuità, una sola vittoria non serve». Risuonano le parole di Oscar Brevi nel post-partita di domenica, perché i festeggiamenti ci sono stati, ma occorre voltare pagina. Stavolta però la frase non ha il gusto amaro della vittoria mancata, della sconfitta a cui serve rimediare. Il successo va messo alle spalle solo per evitare che rimanga un evento unico, a sé.
L’allenatore della Carrarese, Silvio Baldini, ha parlato di una gara «totalmente in controllo da parte nostra», facendo riferimento alle molteplici occasioni da gol avute. L’analisi appare un po’ troppo ingenerosa per quel che si è visto in campo. Aresti merita la medaglia di man of the match al pari dei marcatori, La Rosa e Cocco. Anzi, i suoi interventi sono risultati di fondamentale importanza per la rimonta olbiese. Tra primo tempo e inizio ripresa, almeno tre sono le parate che hanno evitato che la Carrarese dilagasse.
C’è da dire, però, che sul piano del gioco la partita ha detto altro e, dopo una prima parte convincente, gli ospiti non hanno messo in grande difficoltà la retroguardia olbiese. Che qualche occasione la si sarebbe concessa, d’altronde, lo stesso tecnico dell’Olbia lo aveva lasciato intendere già nella conferenza della vigilia. Al “Nespoli” arrivava una delle squadre più pericolose in assoluto. Sta di fatto che i galluresi hanno ritrovato la vittoria: «Ora comincia il nostro nuovo campionato» ha rilanciato subito il presidente Marino, con Brevi a fargli da eco «Ora pensiamo già al Como».
Anche lo scorso anno la sfida con la Carrarese aveva dato grandi soddisfazioni ai bianchi. Era l’ottobre del 2018, ed era l’Olbia la squadra ospite, al triplice fischio fu un rocambolesco 3-4, con doppietta di Ragatzu e reti di Iotti e Ceter. Fu, forse, la vetta più alta della passata stagione, sotto la guida di Filippi. Si dice mercato di riparazione, e questa volta gli arrivi dalla finestra invernale di trasferimenti si stanno dimostrando i veri valori aggiunti della squadra. Tolto il solo Candela, alla sua seconda presenza, tra i protagonisti delle ultime prestazioni ci sono Aresti, Altare e Giandonato. Il portiere conta già alcune parate da mettere nell’archivio fotografico, il giovane difensore ha ridato smalto alla difesa, Giandonato il vero jolly del centrocampo.
L’allenatore della Carrarese, Silvio Baldini, ha parlato di una gara «totalmente in controllo da parte nostra», facendo riferimento alle molteplici occasioni da gol avute. L’analisi appare un po’ troppo ingenerosa per quel che si è visto in campo. Aresti merita la medaglia di man of the match al pari dei marcatori, La Rosa e Cocco. Anzi, i suoi interventi sono risultati di fondamentale importanza per la rimonta olbiese. Tra primo tempo e inizio ripresa, almeno tre sono le parate che hanno evitato che la Carrarese dilagasse.
C’è da dire, però, che sul piano del gioco la partita ha detto altro e, dopo una prima parte convincente, gli ospiti non hanno messo in grande difficoltà la retroguardia olbiese. Che qualche occasione la si sarebbe concessa, d’altronde, lo stesso tecnico dell’Olbia lo aveva lasciato intendere già nella conferenza della vigilia. Al “Nespoli” arrivava una delle squadre più pericolose in assoluto. Sta di fatto che i galluresi hanno ritrovato la vittoria: «Ora comincia il nostro nuovo campionato» ha rilanciato subito il presidente Marino, con Brevi a fargli da eco «Ora pensiamo già al Como».
Anche lo scorso anno la sfida con la Carrarese aveva dato grandi soddisfazioni ai bianchi. Era l’ottobre del 2018, ed era l’Olbia la squadra ospite, al triplice fischio fu un rocambolesco 3-4, con doppietta di Ragatzu e reti di Iotti e Ceter. Fu, forse, la vetta più alta della passata stagione, sotto la guida di Filippi. Si dice mercato di riparazione, e questa volta gli arrivi dalla finestra invernale di trasferimenti si stanno dimostrando i veri valori aggiunti della squadra. Tolto il solo Candela, alla sua seconda presenza, tra i protagonisti delle ultime prestazioni ci sono Aresti, Altare e Giandonato. Il portiere conta già alcune parate da mettere nell’archivio fotografico, il giovane difensore ha ridato smalto alla difesa, Giandonato il vero jolly del centrocampo.
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