Maledizione Pavoletti: di nuovo rotto
di Roberto Muretto
L’attaccante scivola dopo una cena con i compagni e si procura un’altra lesione al crociato operato ai primi di settembre
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CAGLIARI. Una serata trascorsa al ristorante insieme ai compagni di squadra. Leonardo Pavoletti esce dal locale e scivola. Sembra una semplice caduta, l’attaccante del Cagliari torna a casa e ci dorme su. La mattina si sveglia e il ginocchio operato è gonfio. Si allarma, parla con il responsabile dei medici Marco Scorcu. I primi segnali sono preoccupanti ma la notizia non trapela. Ieri la mazzata: lesione al legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro già precedentemente sottoposto ad intervento chirurgico. In sintesi lo stesso infortunio subito alla prima giornata di questa stagione nella gara contro il Brescia. Gli accertamenti clinici e strumentali effettuati nel centro medico Korian hanno confermato la prima diagnosi, mandando nel più totale sconforto il giocatore e tutto l’ambiente Cagliari.
Sfortuna. Piove sul bagnato in casa rossoblù. La sorte si è accanita contro la squadra di Maran. In campo e fuori dal campo. Pavoletti (31 anni compiuto lo scorso novembre) stava accelerando per tentare il recuperare entro metà marzo e mettersi a disposizione per la parte finale del campionato. C’era ottimismo, il bomber stava bruciando le tappe, non vedeva l’ora di riassaporare il clima della partita. Aveva una gran voglia di giocarsi le ultime chance per provare a convincere il commissario tecnico, Roberto Mancini, a inserirlo nel gruppo azzurro che da giugno parteciperà agli Europei. Sogno spezzato in una frazione di secondo. Una grande opportunità che va in fumo e difficilmente ci saranno altre possibilità considerata l’età del “Pavo”.
Momento no. Il presidente Tommaso Giulini domenica sera ha avuto parole di incoraggiamento per la squadra. Un atteggiamento giusto, costruttivo, quello di un padre di famiglia deluso ma che continua a pensare positivo. Ieri il numero 1 del Cagliari ha ricevuto un pugno allo stomaco. Quando gli è stata comunicata la notizia è rimasto senza parole. Chissà che cosa sarà frullato nella sua testa. E chissà che sta pensando di portare ad Asseminello l’arcivescovo per fare benedire la squadra e il Centro sportivo. Giulini, però, è uomo d’affari. Un imprenditore che sa essere anche motivatore. Spetta a lui, insieme ai più stretti collaboratori, trasmettere serenità al gruppo. Non c’è dubbio che anche per tutti i compagni di squadra l’infortunio di Pavoletti è un colpo basso che può incidere sul piano psicologico. «Gli uomini veri si vedono in questi momenti», ha detto a caldo dopo la sconfitta col Genoa. Restare uniti, remare tutti nella stessa direzione sono le parole d’ordine per superare il momento più difficile della stagione.
Maturità. Non c’è dubbio che se non vinci da oltre due mesi e in nove partite metti insieme solo quattro punti, qualcosa si è inceppato nei meccanismi. Ma se andiamo a vedere che cosa è successo dalla “maledetta” sconfitta in casa con la Lazio, tra infortuni, squalifiche, episodi negativi, Maran ha dovuto fare i conti con “avversari” che non si aspettava di dover affrontare. Eppure la squadra lotta, non si arrende mai, prova sempre a rimettere in piedi le partite. Bispogna mettersi alle spalle le cose negative e pensare positivo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Sfortuna. Piove sul bagnato in casa rossoblù. La sorte si è accanita contro la squadra di Maran. In campo e fuori dal campo. Pavoletti (31 anni compiuto lo scorso novembre) stava accelerando per tentare il recuperare entro metà marzo e mettersi a disposizione per la parte finale del campionato. C’era ottimismo, il bomber stava bruciando le tappe, non vedeva l’ora di riassaporare il clima della partita. Aveva una gran voglia di giocarsi le ultime chance per provare a convincere il commissario tecnico, Roberto Mancini, a inserirlo nel gruppo azzurro che da giugno parteciperà agli Europei. Sogno spezzato in una frazione di secondo. Una grande opportunità che va in fumo e difficilmente ci saranno altre possibilità considerata l’età del “Pavo”.
Momento no. Il presidente Tommaso Giulini domenica sera ha avuto parole di incoraggiamento per la squadra. Un atteggiamento giusto, costruttivo, quello di un padre di famiglia deluso ma che continua a pensare positivo. Ieri il numero 1 del Cagliari ha ricevuto un pugno allo stomaco. Quando gli è stata comunicata la notizia è rimasto senza parole. Chissà che cosa sarà frullato nella sua testa. E chissà che sta pensando di portare ad Asseminello l’arcivescovo per fare benedire la squadra e il Centro sportivo. Giulini, però, è uomo d’affari. Un imprenditore che sa essere anche motivatore. Spetta a lui, insieme ai più stretti collaboratori, trasmettere serenità al gruppo. Non c’è dubbio che anche per tutti i compagni di squadra l’infortunio di Pavoletti è un colpo basso che può incidere sul piano psicologico. «Gli uomini veri si vedono in questi momenti», ha detto a caldo dopo la sconfitta col Genoa. Restare uniti, remare tutti nella stessa direzione sono le parole d’ordine per superare il momento più difficile della stagione.
Maturità. Non c’è dubbio che se non vinci da oltre due mesi e in nove partite metti insieme solo quattro punti, qualcosa si è inceppato nei meccanismi. Ma se andiamo a vedere che cosa è successo dalla “maledetta” sconfitta in casa con la Lazio, tra infortuni, squalifiche, episodi negativi, Maran ha dovuto fare i conti con “avversari” che non si aspettava di dover affrontare. Eppure la squadra lotta, non si arrende mai, prova sempre a rimettere in piedi le partite. Bispogna mettersi alle spalle le cose negative e pensare positivo.
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