Un campanello d’allarme per Torres e Latte Dolce
di Sandra Usai
I rossoblù scivolano al terzo posto e mister Mariotti si infuria: «Che delusione» Per i biancocelesti 5 ko in 7 gare, il ds Fantoni si prende una pausa di riflessione
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SASSARI. Allenatori sassaresi sull'orlo di una crisi di nervi nella sesta di ritorno della serie D. La Torres non ha vinto a Cassino ma ha comunque incamerato un buon punto, anche se ha dovuto mollare il secondo posto all'Ostia, volata a +2. Il Latte Dolce è invece incappato in una nuova sconfitta, facendosi infilare dal Trastevere, concorrente diretto in chiave playoff che ha agganciato al quarto posto i biancocelesti. Il ds Adriano Fantoni ha avuto nei giorni scorsi uno scambi di vedute non proprio sereno con la dirigenza ed ha deciso di prendersi una pausa di riflessione.
Una giornata incolore per le due squadre cittadine, che hanno mostrato di soffrire le pressioni dell'alta classifica. E questo non è andato giù al tecnico torresino Mariotti, infuriato con i suoi ragazzi per l'atteggiamento tenuto sul campo laziale. Il mister ha intravvisto la possibilità di vincere e constatando che non è stata sfruttata ha manifestato platealmente la sua insoddisfazione, lasciando la panchina qualche minuto prima del fischio finale.
A fine gara Mariotti ha spiegato la sua preoccupazione per non aver visto «niente di quello che è stato preparato in settimana. L'abbandono del campo è derivato dal senso d'impotenza». Una grande delusione per il mister rossoblù, andata oltre il risultato (il primo pari a reti inviolate): «è mancata la serenità, non c'era tranquillità. Forse questa Torres non è pronta per reggere la responsabilità della lotta al vertice». Adesso poche parole (in campo si è pensato più a protestare che a cercare i 3 punti, compito reso difficile anche dall'assenza da Sartor) e tanto lavoro, perché come dice Mariotti «il campionato non è finito, con tanti scontri diretti da giocare», riferendosi al volo sempre più solitario in vetta della Turris.
Ancora più grigia la domenica del Latte Dolce, i cui giocatori (come quelli torresini) hanno disertato la sala stampa al termine della gara. La battuta d'arresto col Trastevere è andata ad aggravare una situazione interna che non è però sfociata in decisioni drastiche, come faceva presagire il lungo confronto negli spogliatoi tra il tecnico e la dirigenza biancoceleste. Il bel giocattolo del girone d'andata non funziona più bene, è difettoso ma bisogna evitare che si rompa definitivamente. La classifica resta buona ma le sirene d'allarme vanno ascoltate: 5 sconfitte nelle ultime 7 partite, con 14 gol subiti, sono dati da analizzare a fondo.
Una giornata incolore per le due squadre cittadine, che hanno mostrato di soffrire le pressioni dell'alta classifica. E questo non è andato giù al tecnico torresino Mariotti, infuriato con i suoi ragazzi per l'atteggiamento tenuto sul campo laziale. Il mister ha intravvisto la possibilità di vincere e constatando che non è stata sfruttata ha manifestato platealmente la sua insoddisfazione, lasciando la panchina qualche minuto prima del fischio finale.
A fine gara Mariotti ha spiegato la sua preoccupazione per non aver visto «niente di quello che è stato preparato in settimana. L'abbandono del campo è derivato dal senso d'impotenza». Una grande delusione per il mister rossoblù, andata oltre il risultato (il primo pari a reti inviolate): «è mancata la serenità, non c'era tranquillità. Forse questa Torres non è pronta per reggere la responsabilità della lotta al vertice». Adesso poche parole (in campo si è pensato più a protestare che a cercare i 3 punti, compito reso difficile anche dall'assenza da Sartor) e tanto lavoro, perché come dice Mariotti «il campionato non è finito, con tanti scontri diretti da giocare», riferendosi al volo sempre più solitario in vetta della Turris.
Ancora più grigia la domenica del Latte Dolce, i cui giocatori (come quelli torresini) hanno disertato la sala stampa al termine della gara. La battuta d'arresto col Trastevere è andata ad aggravare una situazione interna che non è però sfociata in decisioni drastiche, come faceva presagire il lungo confronto negli spogliatoi tra il tecnico e la dirigenza biancoceleste. Il bel giocattolo del girone d'andata non funziona più bene, è difettoso ma bisogna evitare che si rompa definitivamente. La classifica resta buona ma le sirene d'allarme vanno ascoltate: 5 sconfitte nelle ultime 7 partite, con 14 gol subiti, sono dati da analizzare a fondo.
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