La Torres fa dietrofront: non si trasferirà a Usini
Il presidente Sechi: «Contro il Portici al “Sanna” perché il mister ci ha ripensato Spero nella promozione diretta in C, questa squadra mi ricorda quella del 2000»
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SASSARI. Torres-Portici domenica si giocherà allo stadio “Vanni Sanna”. Si dirà: qual è la novità? Lo spiega il presidente della società sassarese. «Era già tutto organizzato per trasferirci a Usini - racconta Salvatore Sechi -. La società locale e il Comune ci hanno dato il massimo della disponibilità e li ringrazio. Il nostro allenatore mi aveva chiesto di andare su un altro campo preoccupato delle condizioni del nostro. La Torres è una squadra che gioca palla a terra e su un terreno così brutto è penalizzata». Poi che cosa è successo? «Il mister ha fatto marcia indietro. Siamo in un momento cruciale della stagione, lui vuole che la squadra senta l’affetto dei tifosi. Ho recepito il messaggio e ho voluto accontentarlo. Ma d’ora in poi non voglio più scuse sul manto erboso».
In realtà le condizioni precarie del “Vanni Sanna” sono state denunciate dal patron rossoblù più volte. «Dal Comune silenzio assoluto - sottolinea Salvatore Sechi -. Tutte le squadre che vengono restano stupide delle condizioni dl campo. Se dovessimo essere ripescati in C, io spero ancora di andare tra i professionisti vincendo il campionato, avremo il problema stadio da risolvere in pochissimo tempo. Ecco perchè ho sollevato il problema con largo anticipo. In base alla capienza, tutti settori devono essere omologati e bisogna ottenere il certificato di prevenzione incendi essendo lo stadio un locale di pubblico spettacolo».
Sechi è sì il presidente della Torres ma è anche un tifoso di lunga data. Da giovane è stato un curvaiolo. «Questa squadra mi piace, non cambierei nessuno dei miei giocatori. Le altre si sono rinforzate? Mi interessa poco, voglio aiutare i ragazzi, molti dei quali del territorio, a concretizzare un sogno. Questa squadra mi ricorda la Torres 19999-2000, quando ero vicepresidente. Vinse il campionato facendo il sorpasso nelle ultime giornate a spese di Rimini e Triestina che avevano speso una fortuna».
Il tecnico Marco Mariotti è un timoniere esperto, severo. Domenica, in polemica con i suoi giocatori, a Cassino è andato via qualche minuto prima del fischio finale. «È stata una cosa un po' strana - commenta il patron della Torres - . Mi ha detto che i giocatori non lo ascoltavano, erano nervosi perchè non sbloccavano la partita, allora si è alzato andando nello spogliatoio».
La Turris ha nove punti di vantaggio sui sassaresi, terzi, a dodici giornate dalla fine. «È uno squadrone che ha fatto investimenti incredibili per la serie D. Ma nel calcio non sempre i soldi sono tutto. Da qui alla fine tutte le partite sono difficili. Se non li riprendiamo, dobbiamo lottare per migliore posizione nei playoff». A partire da domenica col Portici «Una squadra che si è rinforzata - conclude Sechi - che ha giocato la pari con la Turris. A noi interessa prenderci i tre punti e continuare la corsa».
R.M.
In realtà le condizioni precarie del “Vanni Sanna” sono state denunciate dal patron rossoblù più volte. «Dal Comune silenzio assoluto - sottolinea Salvatore Sechi -. Tutte le squadre che vengono restano stupide delle condizioni dl campo. Se dovessimo essere ripescati in C, io spero ancora di andare tra i professionisti vincendo il campionato, avremo il problema stadio da risolvere in pochissimo tempo. Ecco perchè ho sollevato il problema con largo anticipo. In base alla capienza, tutti settori devono essere omologati e bisogna ottenere il certificato di prevenzione incendi essendo lo stadio un locale di pubblico spettacolo».
Sechi è sì il presidente della Torres ma è anche un tifoso di lunga data. Da giovane è stato un curvaiolo. «Questa squadra mi piace, non cambierei nessuno dei miei giocatori. Le altre si sono rinforzate? Mi interessa poco, voglio aiutare i ragazzi, molti dei quali del territorio, a concretizzare un sogno. Questa squadra mi ricorda la Torres 19999-2000, quando ero vicepresidente. Vinse il campionato facendo il sorpasso nelle ultime giornate a spese di Rimini e Triestina che avevano speso una fortuna».
Il tecnico Marco Mariotti è un timoniere esperto, severo. Domenica, in polemica con i suoi giocatori, a Cassino è andato via qualche minuto prima del fischio finale. «È stata una cosa un po' strana - commenta il patron della Torres - . Mi ha detto che i giocatori non lo ascoltavano, erano nervosi perchè non sbloccavano la partita, allora si è alzato andando nello spogliatoio».
La Turris ha nove punti di vantaggio sui sassaresi, terzi, a dodici giornate dalla fine. «È uno squadrone che ha fatto investimenti incredibili per la serie D. Ma nel calcio non sempre i soldi sono tutto. Da qui alla fine tutte le partite sono difficili. Se non li riprendiamo, dobbiamo lottare per migliore posizione nei playoff». A partire da domenica col Portici «Una squadra che si è rinforzata - conclude Sechi - che ha giocato la pari con la Turris. A noi interessa prenderci i tre punti e continuare la corsa».
R.M.
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