Matricola per finta, esperienza e grinta per sorprendere
La Fortitudo Bologna è tornata quest'anno ad essere protagonista della massima serie di pallacanestro. Dopo i fasti di un passato ricco di soddisfazioni e di vittorie, la squadra bolognese al termine...
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La Fortitudo Bologna è tornata quest'anno ad essere protagonista della massima serie di pallacanestro. Dopo i fasti di un passato ricco di soddisfazioni e di vittorie, la squadra bolognese al termine della scorsa stagione di A2 ha staccato il biglietto per la Lega A dando nuova linfa alla sua storia cestistica e restituendo lustro ad una delle stra cittadine più importanti dello sport italiano, quella con la Virtus Bologna.
La “F” targata Pompea ha sin da subito messo in chiaro di non voler essere semplice comparsa e la qualificazione alla Final Eight di coppa Italia lo certifica al di là del fatto che, proprio in avvicinamento all'appuntamento pesarese, la squadra ha attraversato il peggior momento della sua regular season. La conquista di un posto al sole del tabellone di coppa è infatti per buona parte merito del ruolino di marcia di inizio stagione, conquista che in realtà è stata messa rischio dalla seconda parte del girone di andata nel corso della quale il team ha raccolto pochissimi punti.
La Fortitudo è un ensemble di grande esperienza, è questo è un punto di forza, ma alcuni dei giocatori cardine del roster guidato da coach Antimo Martino si presentano alla ribalta della manifestazione tricolore in un periodo di flessione. Giocatori importanti come uno dei veterani di Lega A Maarten Leunen, il grintoso ex Dinamo Rok Stipcevic (proprio ieri la società gli ha confermato la fiducia) e la guardia canadese Kassius Robertson hanno le giuste motivazioni e troveranno nella F8 una opportunità importante per tornare protagonisti in maglia Pompea. Molto passerà comunque dalle mani dell'esterno Pietro Aradori e del centro Henry Sims, due degli elementi cardine del progetto da parquet fortitudino.
Il possibile quintetto di Martino: Fantinelli, Robertson, Aradori, Leunen, Sims. Sesto uomo, il regista croato Stipcevic. (giovanni dessole)
La “F” targata Pompea ha sin da subito messo in chiaro di non voler essere semplice comparsa e la qualificazione alla Final Eight di coppa Italia lo certifica al di là del fatto che, proprio in avvicinamento all'appuntamento pesarese, la squadra ha attraversato il peggior momento della sua regular season. La conquista di un posto al sole del tabellone di coppa è infatti per buona parte merito del ruolino di marcia di inizio stagione, conquista che in realtà è stata messa rischio dalla seconda parte del girone di andata nel corso della quale il team ha raccolto pochissimi punti.
La Fortitudo è un ensemble di grande esperienza, è questo è un punto di forza, ma alcuni dei giocatori cardine del roster guidato da coach Antimo Martino si presentano alla ribalta della manifestazione tricolore in un periodo di flessione. Giocatori importanti come uno dei veterani di Lega A Maarten Leunen, il grintoso ex Dinamo Rok Stipcevic (proprio ieri la società gli ha confermato la fiducia) e la guardia canadese Kassius Robertson hanno le giuste motivazioni e troveranno nella F8 una opportunità importante per tornare protagonisti in maglia Pompea. Molto passerà comunque dalle mani dell'esterno Pietro Aradori e del centro Henry Sims, due degli elementi cardine del progetto da parquet fortitudino.
Il possibile quintetto di Martino: Fantinelli, Robertson, Aradori, Leunen, Sims. Sesto uomo, il regista croato Stipcevic. (giovanni dessole)
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