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BEN FATTO, PRESIDENTE GIULINI

di MARIO CARTA

Un gran bel gesto, cacciare i razzisti dall’Arena. Da quella micro-società che è uno stadio, una cesta che al suo interno contiene anche mele non sempre sane. Bella mossa, non nuovissima in Italia ma...

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Un gran bel gesto, cacciare i razzisti dall’Arena. Da quella micro-società che è uno stadio, una cesta che al suo interno contiene anche mele non sempre sane. Bella mossa, non nuovissima in Italia ma comunque rara, e unica a Cagliari e in Sardegna. Giusto.

Con una serie di altre notizie positive, all’interno di quella primaria. Una notizia che sarebbe bello poter scrivere ogni giorno fino ad esaurimento merce. Merce avariata. Primo: gli steward non servono solo per mostrare le spalle al campo. In attesa che le telecamere vengano sfruttate al 100 per 100 ci pensano i loro occhi e le loro intelligenze. Secondo: questa decisione è un bel botto per l’immagine del Cagliari. Non che fosse sbiadita, tutt’altro, ma far parlare di sé in questi termini è sempre lusinghiero. Terzo: è un esempio, un bell’esempio che il Cagliari per primo continuerà a seguire. Quattro: è un segnale, importante e deciso. Vale per tutti, in primis per chi – non ancora individuato – un giorno una partita gli saltasse in mente di scoprirsi, professarsi, esternarsi razzista anche nel pubblico sport, oltre che nel privato. Quinto: si nascondevano in distinti (!) e tribuna. E non nella curva sempre sotto accusa. Sesto: i riflessi economici del Daspo societario inflitto ai tre. E non chiamiamoli tifosi. Tre razzisti in meno a vita vogliono dire multe in meno, curve chiuse in meno, soldi in più nelle cassi sociali e titoli “neri” (questi sì, senza razzismo) in meno su giornali e social. E poi, una squadra che porta con orgoglio sulla maglia i Quattro Mori non può permettersi di avere dei razzisti in casa. Ben fatto, presidente Giulini.

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