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Il Cagliari che non vince più raffredda anche i tifosi

di Roberto Muretto
Il Cagliari che non vince più raffredda anche i tifosi

La contestazione dopo la sconfitta col Napoli ufficializza una crisi senza fine Quattro soli punti in dieci gare hanno fatto precipitare la squadra all’11° posto

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INVIATO A CAGLIARI. I primi segnali di una tifoseria scontenta sono stati i tanti spazi vuoti sulle tribune. Eppure la gara col Napoli è tra le più sentite dai supporter del Cagliari. La squadra è stata comunque incitata dall’inizio alla fine, ma una volta finita la partita, la rabbia dei sostenitori è esplosa. Fischi da tutti i settori dello stadio e una contestazione all’esterno fatta dalla parte organizzata del tifo. Mai era successo in questa stagione. Un messaggio chiarissimo che non ha bisogno di essere interpretato: la nostra pazienza non è infinita. Il Cagliari non riesce a uscire dal tunnel nel quale si è infilato prima delle feste di Natale. Ha smarrito l’entusiasmo e la carica agonistica che gli avevano permesso di guadagnarsi il titolo di squadra rivelazione. Una crisi senza fine che sta cancellando quanto di buono fatto nel girone di andata.

Alibi. Nessuno nega che gli infortuni a raffica e le squalifiche hanno contribuito ad aumentare le difficoltà. Ma non c’è dubbio che il Cagliari ci ha messo molto del suo per rallentare una marcia spedita. Le colpe non sono da attribuire solo all’allenatore, sarebbe ingeneroso, ma anche alla squadra che continua a commettere gli stessi errori, subendo gol evitabili. Giusto dire che Mertens ha fatto una prodezza quando ha realizzato il gol decisivo, ma ha potuto calciare senza opposizione. Questo vuol dire che quando la squadra è schierata, invece di fare pressione sulla palla, protegge l’area. Errore che è costato la sconfitta (due gol nel recupero) con la Lazio e il rocambolesco pareggio col Parma. Un difetto da correggere, compito che spetta al mister.

Propositi. «Stiamo vivendo una parentesi complicata dove niente va per il verso giusto. Dobbiamo tirare fuori tutti il nostro carattere, reagiremo e usciremo da questo tunnel». Joao Pedro è stato l’unico dei giocatori a metterci la faccia a fine gara. È stato scelto uno dei leader dello spogliatoio per analizzare il momento difficile «Dobbiamo essere bravi noi a fare girare ancora la ruota. Il periodo senza vittorie dura da un po’». Questo il pensiero di Maran che spera di trovare la chiave giusta per interrompere la serie nera. Il problema è che il periodo negativo sta durando troppo e non può essere spiegato solo con la cattiva sorte.

Involuzione. La squadra ha smarrito la veemenza con la quale aggrediva gli avversari. Il pressing non è più asfissiante come prima. Ma non è solo questa la causa del momento no. Nel girone di andata i rossoblù arrivavano sempre per primi sulle seconde palle, vincevano i contrasti, cosa che da due mesi succede sempre meno. Nell’economia di una partita questi non sono semplici dettagli ma situazioni di gioco che fanno spesso la differenza. Così come fa la differenza subire tanti gol. Non è un luogo comune, quasi sempre nel calcio vince chi subisce meno e non chi segna di più. Gli ultimi vent’anni sono un fedele testimonianza.

Trittico decisivo. Le prossime tre partite diranno se il Cagliari dovrà guardarsi le spalle, oppure potrà alimentare un sogno che per ora si è spento. Due trasferte (Hellas Verona e Spal) e una partita in casa (Roma) per tornare a correre come una lepre o finire nei guai dopo essersi tenuto sempre alla larga dalla zona pericolosa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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