«Adesso spetta ai leader dare la carica al Cagliari»
di Roberto Muretto
L’ex difensore e tecnico rossoblù Festa spiega come si esce dai momenti difficili «Il ritiro breve serve e i giocatori più esperti devono dare una mano al mister»
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CAGLIARI. Col Cagliari ha scritto pagine di storia esaltanti, ma ha anche vissuto momenti di difficoltà, tipo quello che stanno attraversando da un paio di mesi i rossoblù. Gianluca Festa, tornato dall’esperienza in Grecia sulla panchina del Larissa (serie A ellenica) segue la sua ex squadra, di cui è comunque rimasto un tifoso, con passione.
I ritiri sono davvero utili?
«Ho giocato in Inghilterra e non lo facevamo mai. Dipende da molte cose. Certe volte capita che gli stessi giocatori chiedano di andarci per fare gruppo, stare sul pezzo, restare concentrati. Può servire, soprattutto se non è lungo come in questo caso».
Un girone di andata super, poi la frenata.
«Aver ottenuto risultati importanti all'inizio ha creato aspettative. Adesso la delusione sta prendendo il sopravvento. Le prestazioni non sono quelle della prima parte della stagione. La squadra andava a prendere alti gli avversari. Adesso è come se fosse meno convinta dei propri mezzi, ha perso sicurezza».
E questo in qualche modo condiziona?
«C'è tanta pressione, il rischio che subentri la paura di sbagliare è reale. La squadra deve ritrovare la convinzione di qualche mese fa»
Lei ha una spiegazione?
«Me la sono chiesta ma non ho risposte perchè i giocatori sono gli stessi. Si dice che possa essere successo qualcosa all’interno, sarà vero? Mi dipiace per questa metamorfosi, ero convinto che il Cagliari nell'anno del Centenario potesse stare al tavolo con le big».
Domenica si va a Verona, la rivelazione del torneo.
«Quella di Juric è una squadra organizzata che gioca benissimo e a ritmi alti. Non a casa è una di quelle che ha battuto la Juventus».
Forse anche la società, considerati gli investimenti fatti sul mercato, si aspettava qualcosa di più?
«La società ha operato bene sul mercato, anche se un attaccante in più sarebbe servito. Secondo me manca anche un difensore centrale. Ora torna Ceppitelli, il suo rientro può dare sicurezza al reparto».
Come si esce dalla crisi?
«In questi momenti i giocatori di personalità devono dare una mano all'allenatore. Faccio un esempio: dopo che il mister ha parlato, gli si può chiedere se possono restare soli per confrontarsi. Magari se c'è qualcuno che non rema dalla parte giustae gli si dice di rimettersi in riga.
Chi nel Cagliari dovrebbe assumere questo ruolo?
«Mi vengono in mente tre nomi: Nainggolan, Joao Pedro e Ceppitelli, loro sono dei leader nello spogliatoio. Sono cose che ho visto fare a giocatori più anziani di me, e l'ho fatto anche io. Ricordo che il primo anno di serie A con Ranieri abbiamo fatto un girone di andata brutto, poi nel ritorno siamo andati alla grande. Matteoli e Francescoli hanno suonato la carica nel chiuso dello spogliatoio, la squadra li ha seguiti».
Quindi, serve una scossa?
«Credo di sì. Sono convinto che la serie negativa si interromperà domenica».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I ritiri sono davvero utili?
«Ho giocato in Inghilterra e non lo facevamo mai. Dipende da molte cose. Certe volte capita che gli stessi giocatori chiedano di andarci per fare gruppo, stare sul pezzo, restare concentrati. Può servire, soprattutto se non è lungo come in questo caso».
Un girone di andata super, poi la frenata.
«Aver ottenuto risultati importanti all'inizio ha creato aspettative. Adesso la delusione sta prendendo il sopravvento. Le prestazioni non sono quelle della prima parte della stagione. La squadra andava a prendere alti gli avversari. Adesso è come se fosse meno convinta dei propri mezzi, ha perso sicurezza».
E questo in qualche modo condiziona?
«C'è tanta pressione, il rischio che subentri la paura di sbagliare è reale. La squadra deve ritrovare la convinzione di qualche mese fa»
Lei ha una spiegazione?
«Me la sono chiesta ma non ho risposte perchè i giocatori sono gli stessi. Si dice che possa essere successo qualcosa all’interno, sarà vero? Mi dipiace per questa metamorfosi, ero convinto che il Cagliari nell'anno del Centenario potesse stare al tavolo con le big».
Domenica si va a Verona, la rivelazione del torneo.
«Quella di Juric è una squadra organizzata che gioca benissimo e a ritmi alti. Non a casa è una di quelle che ha battuto la Juventus».
Forse anche la società, considerati gli investimenti fatti sul mercato, si aspettava qualcosa di più?
«La società ha operato bene sul mercato, anche se un attaccante in più sarebbe servito. Secondo me manca anche un difensore centrale. Ora torna Ceppitelli, il suo rientro può dare sicurezza al reparto».
Come si esce dalla crisi?
«In questi momenti i giocatori di personalità devono dare una mano all'allenatore. Faccio un esempio: dopo che il mister ha parlato, gli si può chiedere se possono restare soli per confrontarsi. Magari se c'è qualcuno che non rema dalla parte giustae gli si dice di rimettersi in riga.
Chi nel Cagliari dovrebbe assumere questo ruolo?
«Mi vengono in mente tre nomi: Nainggolan, Joao Pedro e Ceppitelli, loro sono dei leader nello spogliatoio. Sono cose che ho visto fare a giocatori più anziani di me, e l'ho fatto anche io. Ricordo che il primo anno di serie A con Ranieri abbiamo fatto un girone di andata brutto, poi nel ritorno siamo andati alla grande. Matteoli e Francescoli hanno suonato la carica nel chiuso dello spogliatoio, la squadra li ha seguiti».
Quindi, serve una scossa?
«Credo di sì. Sono convinto che la serie negativa si interromperà domenica».
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