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In Giappone niente grida, canti, salti e megafoni

In Giappone niente grida, canti, salti e megafoni

KOBE (Giappone). Stadi aperti per l'inizio del campionato, ma con tante limitazioni a causa del Coronavirus. È quanto accaduto a Kobe, in Giappone (dove sono stati già diagnosticati 105 casi, con tre...

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KOBE (Giappone). Stadi aperti per l'inizio del campionato, ma con tante limitazioni a causa del Coronavirus. È quanto accaduto a Kobe, in Giappone (dove sono stati già diagnosticati 105 casi, con tre morti), nell'impianto dove gioca il Vissel di Andres Iniesta. Per il match contro lo Yokohama Fc è stato deciso di permettere la presenza dei tifosi, ma il club ospitante, con una nota ufficiale, ha chiesto ai suoi tifosi di «assistere alla partita in silenzio, evitando di gridare, cantare, saltare, e di utilizzare megafoni e bandiere». In altre parole, il Vissel ha chiesto di non tifare, e infatti chi era alla partita ha testimoniato di un clima surreale.

Unici a non rispettare l'invito sono stati alcuni sostenitori ospiti, che hanno a più riprese fischiato il difensore del Vissel Leo Osaki, un ex che quelli dello Yokohama considerano un “traditore”. I supporter del Vissel ce l'hanno invece fatta a trattenersi, ma solo a qualche minuto dalla fine, quando la squadra di casa, che stava perdendo 0-1, ha segnato il gol del pari. Nel frattempo la sfida tra le nazionali olimpiche del Giappone e del Sudafrica, in programma a Kyoto il 27 marzo, è stata cancellata.



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