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La Raimond vola alto: «Sogniamo lo scudetto»

di Sergio Masia
La Raimond vola alto: «Sogniamo lo scudetto»

A1 di pallamano, la squadra sassarese è in piena zona playoff. Morreale: «Che soddisfazione»

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SASSARI. Turno di riposo per la Raimond per via delle Final Eght della Coppa Italia, un’occasione per riprendere fiato e prepararsi al rush finale che potrebbe riservare la lieta sorpresa dei playoff scudetto, un risultato incredibile visto che i sassaresi sono matricole. «I risultati ottenuti fino ad oggi ci ripagano del duro lavoro svolto in questi mesi dalla società – dice la presidente della società sassarese Luana Morreale –. Anche se questo è il primo anno nella massima serie, volevamo dare subito un segnale deciso di serietà e ambizione all'intero movimento. Abbiamo lavorato tantissimo nei mesi successivi alla vittoria dello scorso campionato, dovevamo rifondare la squadra per renderla competitiva fin da subito e le scelte fatte fino ad oggi dal tecnico Luigi Passino e dal ds Andrea Giordo si stanno rivelando tutte azzeccatissime».

Che livello di campionato avete trovato?

«È un campionato molto equilibrato. Fino ad oggi non c è stato un dominio assoluto da parte di nessuna squadra e la classifica, con le prime 6 squadre compresse in appena 5 punti, lo dimostra. Noi, nonostante un primo periodo di assestamento, siamo esattamente dove speravamo di essere. Abbiamo dimostrato di potercela giocare con chiunque, affrontando ogni avversario senza alcun timore reverenziale. Oltretutto, venire a Sassari è diventato scomodo per tutti».

Vi trovate in piena zona play off, che emozioni evoca la parola scudetto?

«Non ne abbiamo mai parlato e continueremo a fare così. Vogliamo essere sì sognatori, ma anche estremamente realisti, basta un attimo per tornare con i piedi per terra. Ci sono attualmente almeno 3/4 squadre più attrezzate di noi, con un budget differente dal nostro, che sono partite con l'obiettivo dichiarato di vincere il campionato. Non è un modo per toglierci pressione, ma uno per fotografare in maniera corretta la nostra massima serie. Nella scorsa stagione, l’unico obiettivo era quello di vincere il campionato di A2, sicuramente non abbiamo giocato a nascondino negandolo».

Che rapporto ha la Raimond con il territorio?

«Se oggi la Raimond è diventata una bella realtà nel panorama nazionale, lo si deve alle tante aziende del territorio che hanno creduto in questo progetto. Attualmente possiamo contare sul sostegno di una quarantina di realtà locali che ci consente di pianificare, passo dopo passo, le nostre azioni. Coinvolgere così tante persone è un lavoro complesso ma altrettanto ricco di soddisfazioni. Talvolta accade che siano le aziende a volerci tendere una mano, questo ci riempie di orgoglio perché ci fa capire che stiamo lavorando bene, sia sul piano organizzativo che su quello del marketing, soprattutto in un momento di crisi economica in cui le imprese hanno priorità diverse rispetto all'investimento nello sport».

Quali sono i vostri sogni e cosa prevedete per il futuro?

«Siamo ottimisti di natura, immaginiamo un futuro roseo. Il sogno più grande, che sta iniziando a prendere forma, è quello di riempire nuovamente il palazzetto come faceva la squadra femminile dei record e degli scudetti. A piccoli passi stiamo facendo appassionare un pubblico sempre più numeroso, il PalaSantoru sta tornando ad essere un luogo molto affollato il sabato sera. Allargando gli orizzonti sarebbe fantastico portare a Sassari un titolo nazionale maschile, un evento mai verificatosi nella nostra città, e magari qualificarci per una competizione europea. Così porteremo la nostra isola nell’élite della pallamano continentale».

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