San Siro deserto, è il calcio ai tempi del coronavirus
Se finora la letteratura si era fermata all'Amore al tempo del colera descritto dalla sapiente penna di Gabriel Garcia Marquez, raccontare il calcio al tempo del coronavirus diventa un'immagine di...
1 MINUTI DI LETTURA
Se finora la letteratura si era fermata all'Amore al tempo del colera descritto dalla sapiente penna di Gabriel Garcia Marquez, raccontare il calcio al tempo del coronavirus diventa un'immagine di rara solitudine. San Siro appare un teatro desolato per un surreale Inter-Ludogorets di Europa League: i cancelli sono blindati e i led luminosi trasmettono la comunicazione in duplice lingua del divieto di accesso agli spettatori imposta dall'autorità. L'unica eccezione si intravede al Gate 8, dove si nota un evidente paradosso con quanto accade pochi metri più in là: se i giocatori e i dirigenti bulgari sono bardati di mascherine con filtro e guanti in lattice, gli steward e gli uomini della sicurezza incaricati di accogliere e proteggere i 400 eletti, gli unici autorizzati ad assistere alla gara, non indossano alcuna precauzione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
