Dal rugby al volley, ecco come il virus ferma lo sport sardo
di Fabio Fresu
Restano a casa anche le giocatrici dell’Hermaea Olbia Schermidori in pedana a Terralba, tutto ok per la Davis
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SASSARI. Stop allo sport in Sardegna. O forse no. Magari, forse. Una corsa è certa. Di fronte all’emergenza legata al diffondersi del coronavirus in Italia il movimento sportivo ha dato una risposta tutt’altro che unitaria.
La prima a prendere una decisione drastica è stata la Fedepallavolo, che fin da lunedì scorso ha deciso «in accordo con le leghe di serie A maschile e femminile, di sospendere l’intera attività agonistica nazionale a tutti livelli fino al 1° marzo compreso. La decisione è stata assunta al termine di una riunione d’urgenza in conseguenza dei provvedimenti che si stanno assumendo in ambito governativo-istituzionale, quali le decisioni adottate dai presidenti di Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, a cui si sono aggiunte il Friuli Venezia Giulia e la provincia di Trento». Stop quindi nell’isola non solo al prossimo turno di A2 femminile, che avrebbe visto La Geovillage Hermaea Olbia alla caccia del primo successo stagionale nella poule promozione in casa contro il Mondovì, ma anche a tutta la pattuglia targata quattro mori nei vari campionati di serie B, ed a tutta l’attività regionale. Il tutto ovviamente relativo solo alle gare ufficiali, mentre il provvedimento non riguarda in alcun modo la possibilità di effettuare regolarmente gli allenamenti. Una presa di posizione comunque alla quale nel giro di poche ore si sono adeguate anche le federazioni di pallamano, rugby e nuoto, mentre la riunione del Coni svoltasi martedì a Roma per stabilire una linea di azione comune a tutte le altre federazioni non ha prodotto risultati univoci. Tanto è vero che nel calcio si giocherà, sia pure a porte chiuse nelle aree sensibili, Sardegna esclusa quindi, mentre ha adottato la “linea dura” anche la Federbasket.
Niente canestri quindi per la Dinamo, che proprio oggi sarebbe stata impegnata al PalaSerradimigni contro Cantù. Non ha nessuna paura del virus invece la Federtennis, che il 6 e 7 marzo porterà a Cagliari il match di Coppa Davis fra Italia e Corea del Sud, che neanche a farlo apposta sono rispettivamente il terzo e secondo paese al mondo per numero di contagi. Ma per il quale il presidente nazionale Angelo Binaghi ha detto di «aver avuto rassicurazioni dal governo». La delegazione coreana arriverà domenica sera, alloggerà in un albergo diverso da quello degli azzurri, usufruirà di locali esclusivi e sarà seguita costantemente da un medico. Così come non si fermano le competizioni nella scherma. Domenica si disputano al palazzetto dello sport di Terralba i campionati regionali assoluti a squadre di spada maschili e femminili, con venticinque formazioni provenienti da tutta l’isola. Alla kermesse è abbinata anche la prima prova regionale delle categorie esordienti e prime lame.
La prima a prendere una decisione drastica è stata la Fedepallavolo, che fin da lunedì scorso ha deciso «in accordo con le leghe di serie A maschile e femminile, di sospendere l’intera attività agonistica nazionale a tutti livelli fino al 1° marzo compreso. La decisione è stata assunta al termine di una riunione d’urgenza in conseguenza dei provvedimenti che si stanno assumendo in ambito governativo-istituzionale, quali le decisioni adottate dai presidenti di Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, a cui si sono aggiunte il Friuli Venezia Giulia e la provincia di Trento». Stop quindi nell’isola non solo al prossimo turno di A2 femminile, che avrebbe visto La Geovillage Hermaea Olbia alla caccia del primo successo stagionale nella poule promozione in casa contro il Mondovì, ma anche a tutta la pattuglia targata quattro mori nei vari campionati di serie B, ed a tutta l’attività regionale. Il tutto ovviamente relativo solo alle gare ufficiali, mentre il provvedimento non riguarda in alcun modo la possibilità di effettuare regolarmente gli allenamenti. Una presa di posizione comunque alla quale nel giro di poche ore si sono adeguate anche le federazioni di pallamano, rugby e nuoto, mentre la riunione del Coni svoltasi martedì a Roma per stabilire una linea di azione comune a tutte le altre federazioni non ha prodotto risultati univoci. Tanto è vero che nel calcio si giocherà, sia pure a porte chiuse nelle aree sensibili, Sardegna esclusa quindi, mentre ha adottato la “linea dura” anche la Federbasket.
Niente canestri quindi per la Dinamo, che proprio oggi sarebbe stata impegnata al PalaSerradimigni contro Cantù. Non ha nessuna paura del virus invece la Federtennis, che il 6 e 7 marzo porterà a Cagliari il match di Coppa Davis fra Italia e Corea del Sud, che neanche a farlo apposta sono rispettivamente il terzo e secondo paese al mondo per numero di contagi. Ma per il quale il presidente nazionale Angelo Binaghi ha detto di «aver avuto rassicurazioni dal governo». La delegazione coreana arriverà domenica sera, alloggerà in un albergo diverso da quello degli azzurri, usufruirà di locali esclusivi e sarà seguita costantemente da un medico. Così come non si fermano le competizioni nella scherma. Domenica si disputano al palazzetto dello sport di Terralba i campionati regionali assoluti a squadre di spada maschili e femminili, con venticinque formazioni provenienti da tutta l’isola. Alla kermesse è abbinata anche la prima prova regionale delle categorie esordienti e prime lame.
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