il capitano di Italbasket
L’azzurro “stimola” Vitali: «Non vedo l’ora di giocare»
SASSARI. «Sarà una bella sfida, noi come sempre ci metteremo il cuore». Michele Vitali affila le armi in vista della gara di Champions League contro gli spagnoli del Burgos, in programma domani. «Non...
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SASSARI. «Sarà una bella sfida, noi come sempre ci metteremo il cuore». Michele Vitali affila le armi in vista della gara di Champions League contro gli spagnoli del Burgos, in programma domani. «Non vedo l’ora di tornare a giocare sul parquet del PalaSerradimigni». La Dinamo non gioca in casa dal 28 gennaio quando ha sfidato in Champions gli israeliani del l’Holon, condannandoli all’eliminazione. La partita di sabato scorso contro il Cantù è stata annullata per l’emergenza coronavirus. «Non vediamo l’ora di salutare i tifosi, ci sono mancati».
Sorriso contagioso e una massa di riccioli neri, bolognese, Michele è giovane (28 anni), social (più di 14mila i follower su Instagram dove campeggiano le foto della sua Dinamo e della sua fidanzata) e felice. Ha ancora negli occhi le immagini delle vittorie con la nazionale di basket di Meo Sacchetti. Lui era il capitano. «Due gare e due vittorie, non potevo chiedere di meglio per la mia prima volta con la fascia di capitano in Nazionale». Si capisce da come pronuncia queste poche parole che per Michele Vitali guidare la nazionale italiana nelle due gare di qualificazione a Eurobasket 2021 contro la Russia e l’Estonia, è stato qualcosa di più di un obiettivo raggiunto. «Era il mio sogno da bambino – ammette –. Essere il capitano è stato un onore e mi ha riempito d’orgoglio. Non avrei potuto sperare di meglio. Ringrazio il c.t. Meo Sacchetti per la fiducia. È stata una bella Italia. Ragazzi con una grande voglia di vincere e di lottare tutti insieme. La stessa voglia che ci tiene uniti anche qui alla Dinamo».
A Sassari è la sua prima stagione. È arrivato direttamente dalla Spagna dove ha giocato nel massimo campionato con la maglia del Morabanc Andorra. «È stata una bellissima esperienza ma sono felice di essere rientrato in Italia, mi mancavano la cucina e la famiglia. Qui a Sassari mi sento a casa. La Dinamo è una grande famiglia e sono felice di farne parte». Michele Vitali è uno dei protagonisti della grande stagione del Banco: il suo tiro è chirurgico, dalla lunetta trova sempre i canestri. «È un periodo positivo. Sono contento dei risultati in campionato, peccato per l’esclusione dalla Coppa Italia, ma lo sport è così, si vince e si perde, l’importante è andare avanti, ripartire sempre a prescindere dai risultati». Una bella lezione, anche fuori dal campo. (g.z.)
Sorriso contagioso e una massa di riccioli neri, bolognese, Michele è giovane (28 anni), social (più di 14mila i follower su Instagram dove campeggiano le foto della sua Dinamo e della sua fidanzata) e felice. Ha ancora negli occhi le immagini delle vittorie con la nazionale di basket di Meo Sacchetti. Lui era il capitano. «Due gare e due vittorie, non potevo chiedere di meglio per la mia prima volta con la fascia di capitano in Nazionale». Si capisce da come pronuncia queste poche parole che per Michele Vitali guidare la nazionale italiana nelle due gare di qualificazione a Eurobasket 2021 contro la Russia e l’Estonia, è stato qualcosa di più di un obiettivo raggiunto. «Era il mio sogno da bambino – ammette –. Essere il capitano è stato un onore e mi ha riempito d’orgoglio. Non avrei potuto sperare di meglio. Ringrazio il c.t. Meo Sacchetti per la fiducia. È stata una bella Italia. Ragazzi con una grande voglia di vincere e di lottare tutti insieme. La stessa voglia che ci tiene uniti anche qui alla Dinamo».
A Sassari è la sua prima stagione. È arrivato direttamente dalla Spagna dove ha giocato nel massimo campionato con la maglia del Morabanc Andorra. «È stata una bellissima esperienza ma sono felice di essere rientrato in Italia, mi mancavano la cucina e la famiglia. Qui a Sassari mi sento a casa. La Dinamo è una grande famiglia e sono felice di farne parte». Michele Vitali è uno dei protagonisti della grande stagione del Banco: il suo tiro è chirurgico, dalla lunetta trova sempre i canestri. «È un periodo positivo. Sono contento dei risultati in campionato, peccato per l’esclusione dalla Coppa Italia, ma lo sport è così, si vince e si perde, l’importante è andare avanti, ripartire sempre a prescindere dai risultati». Una bella lezione, anche fuori dal campo. (g.z.)
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