il palazzetto
Arrivederci ma per adesso soltanto in tv
SASSARI. L’amore per la Dinamo ai tempi del Coronavirus? Forse un pochino più tiepido del solito, ma è difficile capire se quelle “macchie” vuote sugli spalti del PalaSerradimigni siano state causate...
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SASSARI. L’amore per la Dinamo ai tempi del Coronavirus? Forse un pochino più tiepido del solito, ma è difficile capire se quelle “macchie” vuote sugli spalti del PalaSerradimigni siano state causate dalla prudenza oppure da un effetto-coppe europee. Sta di fatto che questa potrebbe essere stata l’ultima partita a porte aperte per un po’ di tempo ed è arrivata anche a qualche settimana di distanza dall’ultima casalinga, quella persa contro Trento sulla sirena.
E se la squadra ha tardato un pochino a carburare, anche il sostegno del pubblico non è stato da meno, il tifo si è acceso soprattutto nel terzo quarto intrecciandosi con la grande reazione degli uomini di Pozzecco. Nel primo tempo, a lungo, si sono sentiti solo i cori dei bambini delle scuole elementari dagli ultimi posti delle tribune e anche i pochi, coraggiosi tifosi ospiti che hanno seguito la loro squadra hanno avuto modo di farsi notare. Nel secondo tempo l’agonismo ha preso il sopravvento e il PalaSerradimigni ha cominciato a ribollire come nei momenti migliori, sull’onda di un terzo quarto spettacolare soprattutto in attacco. Poi le sofferenze del convulso finale e la delusione alla fine della sirena, ma a parte la sconfitta e la lunga attesa per il match di ritorno spalle al muro, la gente è andata via con un interrogativo ancora più grande: quando potrà rivedere la Dinamo in casa? Dopo un febbraio “buco” per le coincidenze del calendario, anche marzo potrebbe rivelarsi piuttosto avaro di emozioni. Arrivederci, insomma, per ora solo in tv.(r.s.)
E se la squadra ha tardato un pochino a carburare, anche il sostegno del pubblico non è stato da meno, il tifo si è acceso soprattutto nel terzo quarto intrecciandosi con la grande reazione degli uomini di Pozzecco. Nel primo tempo, a lungo, si sono sentiti solo i cori dei bambini delle scuole elementari dagli ultimi posti delle tribune e anche i pochi, coraggiosi tifosi ospiti che hanno seguito la loro squadra hanno avuto modo di farsi notare. Nel secondo tempo l’agonismo ha preso il sopravvento e il PalaSerradimigni ha cominciato a ribollire come nei momenti migliori, sull’onda di un terzo quarto spettacolare soprattutto in attacco. Poi le sofferenze del convulso finale e la delusione alla fine della sirena, ma a parte la sconfitta e la lunga attesa per il match di ritorno spalle al muro, la gente è andata via con un interrogativo ancora più grande: quando potrà rivedere la Dinamo in casa? Dopo un febbraio “buco” per le coincidenze del calendario, anche marzo potrebbe rivelarsi piuttosto avaro di emozioni. Arrivederci, insomma, per ora solo in tv.(r.s.)
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