Pozzecco: «Dobbiamo ripartire dal secondo tempo»
di Roberto Sanna
Il coach: «Abbiamo pagato la lunga sosta. Giocare a porte chiuse? Giusto così»
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SASSARI. Sarà un lungo viaggio da qui a Burgos passando per Roma e il coach biancoblù Gianmarco Pozzecco ha preso come punto di partenza il secondo tempo: «Abbiamo pagato la lunga sosta, non siamo abituati a stare fermi diciotto giorni – dice –. Congratulazioni ai nostri avversari per come hanno giocato, sono stati molto bravi soprattutto nel primo tempo. Sono felice per il modo in cui abbiamo perso, nel senso che dopo l’intervallo siamo rientrati in partita ed eravamo totalmente diversi da quelli del primo tempo. Ci siamo ritrovati, siamo rientrati con una grande reazione, poi nel finale era inevitabile che pagassimo un po’ la stanchezza. Ora andiamo a Burgos per continuare a giocare nello stesso modo, vincere e tornare qui per vincere ancora e andare avanti in questa competizione».
Il coach spiega anche la sua decisione di non mettere più in campo Coleby, non brillantissimo nel primo tempo, dando fiducia a Sorokas: «Semplicemente con lui stavamo andando meglio, ci ha dato più aggressività, ho provato lo “small ball” e ha pagato, siamo arrivati a un possesso da vincere questa partita che sembrava compromessa. Credo che ci manchi ancora un po’ di serenità ed è compito mio farla ritrovare ai miei ragazzi, loro hanno grande senso di responsabilità, subiscono psicologicamente i momenti negativi, è anche giusto così ma dobbiamo ripartire dal secondo tempo, essere contenti e felici e andare a Burgos sapendo che ce la giocheremo alla pari». Sugli sviluppi futuri per l’emergenza sanitaria Pozzecco è molto chiaro: «Giusto che ci uniformiamo a quanto decidono le autorità proposte, se è un’emergenza è meglio giocare a porte chiuse, la salute viene prima di tutto. Casomai, dovesse essere un problema a lungo termine, sarebbe il caso di fermarsi e cercare soluzioni alternative come i playoff più corti, per esempio».
Stefano Gentile concorda con l’analisi di un primo tempo condizionato dalla ruggine nei muscoli: «Abbiamo pagato la pausa, poi siamo rientrati e ci siamo ritrovati. La strada è quella giusta anche se ho un rimpianto, quello di aver esitato in un paio di tiri aperti nel finale che potevano cambiare la partita».
Il coach avversario Joan Penarroya è giustamente felice ma non vuole andare oltre il limite di questa vittoria: «Abbiamo giocato bene e vinto questa partita – dice – ma per avanzare in Champions League ci servono due vittorie e dobbiamo pensare al match di ritorno a Burgos. Oggi abbiamo giocato due tempi molto diversi tra loro, nel primo abbiamo giocato il nostro basket e il nostro ritmo, costruendo un buon vantaggio; nel secondo la Dinamo è rientrata, abbiamo sofferto per le palle perse e a rimbalzo ma nonostante questo abbiamo continuato col nostro ritmo e nel finale a fare la differenza è stata la difesa nei possessi chiave».
Il coach spiega anche la sua decisione di non mettere più in campo Coleby, non brillantissimo nel primo tempo, dando fiducia a Sorokas: «Semplicemente con lui stavamo andando meglio, ci ha dato più aggressività, ho provato lo “small ball” e ha pagato, siamo arrivati a un possesso da vincere questa partita che sembrava compromessa. Credo che ci manchi ancora un po’ di serenità ed è compito mio farla ritrovare ai miei ragazzi, loro hanno grande senso di responsabilità, subiscono psicologicamente i momenti negativi, è anche giusto così ma dobbiamo ripartire dal secondo tempo, essere contenti e felici e andare a Burgos sapendo che ce la giocheremo alla pari». Sugli sviluppi futuri per l’emergenza sanitaria Pozzecco è molto chiaro: «Giusto che ci uniformiamo a quanto decidono le autorità proposte, se è un’emergenza è meglio giocare a porte chiuse, la salute viene prima di tutto. Casomai, dovesse essere un problema a lungo termine, sarebbe il caso di fermarsi e cercare soluzioni alternative come i playoff più corti, per esempio».
Stefano Gentile concorda con l’analisi di un primo tempo condizionato dalla ruggine nei muscoli: «Abbiamo pagato la pausa, poi siamo rientrati e ci siamo ritrovati. La strada è quella giusta anche se ho un rimpianto, quello di aver esitato in un paio di tiri aperti nel finale che potevano cambiare la partita».
Il coach avversario Joan Penarroya è giustamente felice ma non vuole andare oltre il limite di questa vittoria: «Abbiamo giocato bene e vinto questa partita – dice – ma per avanzare in Champions League ci servono due vittorie e dobbiamo pensare al match di ritorno a Burgos. Oggi abbiamo giocato due tempi molto diversi tra loro, nel primo abbiamo giocato il nostro basket e il nostro ritmo, costruendo un buon vantaggio; nel secondo la Dinamo è rientrata, abbiamo sofferto per le palle perse e a rimbalzo ma nonostante questo abbiamo continuato col nostro ritmo e nel finale a fare la differenza è stata la difesa nei possessi chiave».
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