gli avversari
Con lo staff sudcoreano c’è anche un italiano
CAGLIARI. Quindici sudcoreani e un giovane universitario italiano: questa la delegazione asiatica presente da alcuni giorni a Cagliari per il match di Coppa Davis. Con i 5 giocatori, il team manager,...
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CAGLIARI. Quindici sudcoreani e un giovane universitario italiano: questa la delegazione asiatica presente da alcuni giorni a Cagliari per il match di Coppa Davis. Con i 5 giocatori, il team manager, il capitano non giocatore e altri due membri dello staff tecnico, ci sono anche tre dirigenti federali, compreso il presidente della federtennis sud coreana, due giornalisti e un fotografo.
La team manager della nazionale asiatica è Da Jung Hong e in un’inglese perfetto si affretta subito a dire: «Siamo rimasti molto colpiti dalla città di Cagliari. Un posto bellissimo, gente molto gentile e accogliente. E poi sono tutti molto calmi, tranquilli. Insomma, niente a che vedere con la vita dai ritmi frenetici che viviamo in Corea del sud».
Il pronostico? Da Jung Hong non si preclude il sogno. «L’Italia è molto forte, una delle squadre migliori al mondo. Ma per noi, questa è una occasione irripetibile. Per la prima volta possiamo entrare fra le big della Davis e dunque, proveremo a giocarcela sino in fondo».
Inevitabile parlare di coronavirus. «La situazione in tutto il mondo è difficile – sottolinea la dirigente –. Occorre reagire in maniera adeguata. Le precauzioni prese per questo incontro non posso certo criticarle. Dobbiamo solo seguire le indicazioni delle autorità».
E l’accompagnatore italiano? E’ uno studente dell’università per stranieri di Siena, poco più che ventenne, che si chiama Davide Tognaccini. «Mi sembra di vivere un sogno – dice –, la mia professoressa di c oreano mi ha detto: hai una grande chance, accompagnare la squadra di Davis a Cagliari. Ho accettato con entusiasmo e ora eccomi qui. Anche se il mio coreano è zoppicante e in genere comunico in inglese. Ma è fantastico, comunque, un’esperienza straordinaria».
La team manager della nazionale asiatica è Da Jung Hong e in un’inglese perfetto si affretta subito a dire: «Siamo rimasti molto colpiti dalla città di Cagliari. Un posto bellissimo, gente molto gentile e accogliente. E poi sono tutti molto calmi, tranquilli. Insomma, niente a che vedere con la vita dai ritmi frenetici che viviamo in Corea del sud».
Il pronostico? Da Jung Hong non si preclude il sogno. «L’Italia è molto forte, una delle squadre migliori al mondo. Ma per noi, questa è una occasione irripetibile. Per la prima volta possiamo entrare fra le big della Davis e dunque, proveremo a giocarcela sino in fondo».
Inevitabile parlare di coronavirus. «La situazione in tutto il mondo è difficile – sottolinea la dirigente –. Occorre reagire in maniera adeguata. Le precauzioni prese per questo incontro non posso certo criticarle. Dobbiamo solo seguire le indicazioni delle autorità».
E l’accompagnatore italiano? E’ uno studente dell’università per stranieri di Siena, poco più che ventenne, che si chiama Davide Tognaccini. «Mi sembra di vivere un sogno – dice –, la mia professoressa di c oreano mi ha detto: hai una grande chance, accompagnare la squadra di Davis a Cagliari. Ho accettato con entusiasmo e ora eccomi qui. Anche se il mio coreano è zoppicante e in genere comunico in inglese. Ma è fantastico, comunque, un’esperienza straordinaria».
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