Le misure anti coronavirus
Gli accreditati hanno firmato una dichiarazione di buona salute
CAGLIARI. L’inizio è quasi da choc. Tutti gli accreditati (a parte i coreani) devono riempire un questionario in cui sottoscrivono di godere di buona salute e di non essere andati fuori dall’Italia...
1 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. L’inizio è quasi da choc. Tutti gli accreditati (a parte i coreani) devono riempire un questionario in cui sottoscrivono di godere di buona salute e di non essere andati fuori dall’Italia nelle ultime due settimane. Il tennis al tempo del coronavirus però è anche questo.
Poi, alle 12 e 07 c’è spazio solo per il tennis giocato. Davanti a 100 spettatori scarsi nel silenzio del campo centrale del Tc Cagliari si sente il crepitare a ripetizione delle macchine fotografiche e le grida dei gabbiani frequentatori di Monte Urpinu. Rumori che, se ci fosse stato il pubblico non avresti manco intuito. Si gioca e i tennisti devono servirsi da soli per detergersi il sudore.
Fa impressione vedere il “monumento” Nicola Pietrangeli” tutto solo in una tribuna vuota e, dalla l’altra parte, un dirigente “tifoso” sudcoreano che si è portato dietro le bandierine dal suo paese e se l’è infilate nel colletto della camicia. Oltre ai lamenti dei giocatori in campo e agli incoraggiamenti dei capitani Barazzutti e Chung, i supporter dei due staff tecnici latitano. Il tifo dello staff salta fuori per spingere Mager al successo alla fine del secondo set. Siamo italiani, non dimentichiamolo... (en.g.)
Poi, alle 12 e 07 c’è spazio solo per il tennis giocato. Davanti a 100 spettatori scarsi nel silenzio del campo centrale del Tc Cagliari si sente il crepitare a ripetizione delle macchine fotografiche e le grida dei gabbiani frequentatori di Monte Urpinu. Rumori che, se ci fosse stato il pubblico non avresti manco intuito. Si gioca e i tennisti devono servirsi da soli per detergersi il sudore.
Fa impressione vedere il “monumento” Nicola Pietrangeli” tutto solo in una tribuna vuota e, dalla l’altra parte, un dirigente “tifoso” sudcoreano che si è portato dietro le bandierine dal suo paese e se l’è infilate nel colletto della camicia. Oltre ai lamenti dei giocatori in campo e agli incoraggiamenti dei capitani Barazzutti e Chung, i supporter dei due staff tecnici latitano. Il tifo dello staff salta fuori per spingere Mager al successo alla fine del secondo set. Siamo italiani, non dimentichiamolo... (en.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
