L’Hermaea rimane a casa «Non partiamo per Busto»
di Fabio Fresu
A2 femminile di volley. Il presidente Sarti scrive alla Federazione e alla Lega «È troppo rischioso portare le nostre ragazze in un zona esposta al contagio»
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SASSARI. Si allunga ancora il periodo di inattività per la Geovillage Hermaea Olbia nel campionato nazionale di A2 femminile di pallavolo. Dopo la sosta della settimana scorsa imposta dalla Federpallavolo per l’emergenza coronavirus, e le successive limitazioni imposte dal Consiglio dei ministri in tema di avvenimenti pubblici, era stato dato il via libera per riprendere a giocare, almeno a porte chiuse, alla serie A.
Ed il calendario proponeva per la formazione di Emiliano Giandomenico la trasferta di domani a Busto Arsizio, proprio nel centro della principale area di contagio sul territorio nazionale. Così, il presidente della società gallurese Gianni Sarti ha deciso di rinunciare all’impegno preannunciandolo con una lettera inviata sia alla federazione che alla Lega serie A. «Con riferimento alla gara in oggetto - si legge nella comunicazione - partita da disputare a Busto Arsizio in una zona, purtroppo, con una densità di contagiati dal coronavirus molto alta, tra le più alte in Italia e in Europa, vi comunico che la nostra società ha deciso di disertare questa partita».
Le motivazioni? «Sono tante - aggiunge Sarti -, credo prevedibili e auspico almeno in parte condivisibili: spostarsi da una città e una provincia come Olbia con contagiati zero e far partire 15 persone per disputare una partita in un palazzetto che tra giocatrici e addetti ai lavori si arriverà a circa 50 unità, con un viaggio prima in aereo per Milano e successivamente in pullman per Busto, dormire in un hotel del posto, giocare e poi la sera stessa rientrare a Olbia, è un rischio che come presidente non mi sento di prendere nei confronti delle giocatrici e dello staff in primis, nei confronti di coloro che vivono e risiedono nel medesimo resort dove alloggia la nostra squadra e a tutta la nostra zona, ripeto, al momento esente da casi di questo tipo».
«Sto ricevendo forti pressioni da diverse parti: il nostro medico sociale mi ha detto chiaramente di non effettuare questa trasferta, i politici locali e regionali mi hanno chiamato esortandomi anche loro a prendere la medesima decisione. Ci sono momenti in cui è necessario assumersi delle responsabilità, anche se in questi casi va fatto da soli, e per me il momento è arrivato: l’’Hermaea non andrà in trasferta a Busto Arsizio».
Una decisione sofferta presa per non esporre le giocatrici a rischi di contagio. «Con quanto scritto - conclude il presidente dell’Hermaea - non voglio fare polemica. È un momento nel quale dobbiamo restare uniti e cercare di capire, insieme, come fare in modo che questa grave problematica possa incidere con il minor danno possibile nelle nostre vite, sportive e non. Mi auguro che quanto da noi deciso non comporti, oltre alla sconfitta a tavolino per 3 a 0, ulteriori penalità di nessun altro tipo a carico della nostra società».
Ora la palla passa a Federvolley e Lega serie A, che dovranno decidere come comportarsi. È facile immaginare che le sanzioni ci saranno.
Ed il calendario proponeva per la formazione di Emiliano Giandomenico la trasferta di domani a Busto Arsizio, proprio nel centro della principale area di contagio sul territorio nazionale. Così, il presidente della società gallurese Gianni Sarti ha deciso di rinunciare all’impegno preannunciandolo con una lettera inviata sia alla federazione che alla Lega serie A. «Con riferimento alla gara in oggetto - si legge nella comunicazione - partita da disputare a Busto Arsizio in una zona, purtroppo, con una densità di contagiati dal coronavirus molto alta, tra le più alte in Italia e in Europa, vi comunico che la nostra società ha deciso di disertare questa partita».
Le motivazioni? «Sono tante - aggiunge Sarti -, credo prevedibili e auspico almeno in parte condivisibili: spostarsi da una città e una provincia come Olbia con contagiati zero e far partire 15 persone per disputare una partita in un palazzetto che tra giocatrici e addetti ai lavori si arriverà a circa 50 unità, con un viaggio prima in aereo per Milano e successivamente in pullman per Busto, dormire in un hotel del posto, giocare e poi la sera stessa rientrare a Olbia, è un rischio che come presidente non mi sento di prendere nei confronti delle giocatrici e dello staff in primis, nei confronti di coloro che vivono e risiedono nel medesimo resort dove alloggia la nostra squadra e a tutta la nostra zona, ripeto, al momento esente da casi di questo tipo».
«Sto ricevendo forti pressioni da diverse parti: il nostro medico sociale mi ha detto chiaramente di non effettuare questa trasferta, i politici locali e regionali mi hanno chiamato esortandomi anche loro a prendere la medesima decisione. Ci sono momenti in cui è necessario assumersi delle responsabilità, anche se in questi casi va fatto da soli, e per me il momento è arrivato: l’’Hermaea non andrà in trasferta a Busto Arsizio».
Una decisione sofferta presa per non esporre le giocatrici a rischi di contagio. «Con quanto scritto - conclude il presidente dell’Hermaea - non voglio fare polemica. È un momento nel quale dobbiamo restare uniti e cercare di capire, insieme, come fare in modo che questa grave problematica possa incidere con il minor danno possibile nelle nostre vite, sportive e non. Mi auguro che quanto da noi deciso non comporti, oltre alla sconfitta a tavolino per 3 a 0, ulteriori penalità di nessun altro tipo a carico della nostra società».
Ora la palla passa a Federvolley e Lega serie A, che dovranno decidere come comportarsi. È facile immaginare che le sanzioni ci saranno.
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