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la presa di posizione

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«Bisogna prendersi le responsabilità ed essere chiari: o si gioca tutti o ci si ferma tutti». Già ieri mattina, prima ancora che la Fip sospendesse il turno infrasettimanale della serie A, Rok...

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«Bisogna prendersi le responsabilità ed essere chiari: o si gioca tutti o ci si ferma tutti». Già ieri mattina, prima ancora che la Fip sospendesse il turno infrasettimanale della serie A, Rok Stipcevic aveva preso posizione pubblicamente. «C’è un momento in cui bisogna restare tranquilli e ascoltare gli ordini – ha scritto sui social il play croato ex della Dinamo, oggi alla Fortitudo Bologna –, ma c’è un momento in cui si ha il diritto di dire qualcosa, soprattutto quando si arriva al punto in cui la salute può essere a rischio, la nostra, ma soprattutto quella di chi ci sta intorno. La maggior parte di noi giocatori ha giocato partite con problemi muscolari, ossa rotte, febbre o altri infortuni. Ma in questo momento non si parla di questo. Con tutte le restrizioni e la confusione con il Covid-19, parliamo di un virus contagioso che porta via vite, parliamo di contagiare qualcun altro o essere contagiati durante una partita, perché è impossibile non avere contatti fisici in campo come vorrebbero le regole. Non è questione di essere coraggiosi o andare oltre il dolore, il quadro è più complesso. O si gioca tutti o ci si ferma tutti. Bisogna agire in maniera giusta e tempestiva, prima di tutto per una comunità in salute e in forma, e poi per il bene del gioco. Come si può restare a un metro di distanza?

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