Tommasi insiste per fermare il campionato
Il presidente dell’Aic: «Troppi rischi». La Fiom si schiera con i calciatori: «Chi lavora va ascoltato»
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ROMA. Damiano Tommasi chiede lo stop del campionato per l'emergenza coronavirus, e sui social piovono insulti. «Fermare il calcio è l'atto più utile per il Paese in questo momento. Le squadre da tifare stanno giocando nei nostri ospedali, nei luoghi d'emergenza» aveva scritto il presidente dell'assocalciatori. Ma il suo intervento è stato inondato di offese anche molto pesanti che hanno come comune denominatore il fatto che la gente va a lavorare comunque nonostante i rischi, mentre i giocatori super pagati pretendono di incrociare le braccia.
«Sei un pagliaccio... La gente normale sta andando a lavorare - si legge su twitter - Pagliaccio come pagliacci sono i calciatori che ti seguono. Lo dici solo perché la Lazio è prima, insieme a quel bambinone di Balotelli perché sta retrocedendo». Questi sono solo alcuni degli attacchi.
Tommasi, 45 anni, ex calciatore di Verona e Roma, presidente dell'Aic dal 2011, aveva inoltrato la sua richiesta scrivendo al presidente del consiglio, Giuseppe Conte, al ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, ai n.1 di Figc Gabriele Gravina, Lega A Paolo Dal Pino, Lega B Mauro Balata e Lega Pro Francesco Ghirelli. Il lavorio dell'Aic va avanti, sono stati effettuati anche sondaggi con gli associati: al momento l'ipotesi dello sciopero non è sfociata in proclamazione nonostante circoli la bozza di un comunicato a riguardo.
«Io non voglio che le fabbriche chiudano perchè se si fermano c'è il rischio che non partano più, sono per rallentare in maniera condivisa, utilizzando gli strumenti previsti dalla legge: la stessa cosa credo valga per il calcio». Francesca Re David, segretario generale della Fiom, il sindacato dei metalmeccanici, scende virtualmente in campo nella trattativa del giorno, quella tra la Lega delle società di calcio e l'associazione dei giocatori, il cui presidente Tommasi ha chiesto di fermare la serie A per l'emergenza coronavirus. Sul web sono piovuti gli insulti a Tommasi, che ne pensa la “collega” Re David? «La premessa è che non conosco bene il mondo del calcio, e non riesco neanche a pensare che ci sia gente con stipendi mensili di centinaia di migliaia di euro: però c'è un dpcm, uscito la scorsa notte, che detta delle regole ed è palese che queste regole abbiano creato subbuglio nel mondo del calcio. Io penso che i diritti di chi lavora in quel mondo vadano rispettati comunque. Quindi il calcio si può fermare»
«Sei un pagliaccio... La gente normale sta andando a lavorare - si legge su twitter - Pagliaccio come pagliacci sono i calciatori che ti seguono. Lo dici solo perché la Lazio è prima, insieme a quel bambinone di Balotelli perché sta retrocedendo». Questi sono solo alcuni degli attacchi.
Tommasi, 45 anni, ex calciatore di Verona e Roma, presidente dell'Aic dal 2011, aveva inoltrato la sua richiesta scrivendo al presidente del consiglio, Giuseppe Conte, al ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, ai n.1 di Figc Gabriele Gravina, Lega A Paolo Dal Pino, Lega B Mauro Balata e Lega Pro Francesco Ghirelli. Il lavorio dell'Aic va avanti, sono stati effettuati anche sondaggi con gli associati: al momento l'ipotesi dello sciopero non è sfociata in proclamazione nonostante circoli la bozza di un comunicato a riguardo.
«Io non voglio che le fabbriche chiudano perchè se si fermano c'è il rischio che non partano più, sono per rallentare in maniera condivisa, utilizzando gli strumenti previsti dalla legge: la stessa cosa credo valga per il calcio». Francesca Re David, segretario generale della Fiom, il sindacato dei metalmeccanici, scende virtualmente in campo nella trattativa del giorno, quella tra la Lega delle società di calcio e l'associazione dei giocatori, il cui presidente Tommasi ha chiesto di fermare la serie A per l'emergenza coronavirus. Sul web sono piovuti gli insulti a Tommasi, che ne pensa la “collega” Re David? «La premessa è che non conosco bene il mondo del calcio, e non riesco neanche a pensare che ci sia gente con stipendi mensili di centinaia di migliaia di euro: però c'è un dpcm, uscito la scorsa notte, che detta delle regole ed è palese che queste regole abbiano creato subbuglio nel mondo del calcio. Io penso che i diritti di chi lavora in quel mondo vadano rispettati comunque. Quindi il calcio si può fermare»
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