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La Figc prova a salvare il pallone Europei rinviati a settembre?

La Figc prova a salvare il pallone Europei rinviati a settembre?

Il consiglio federale convocato in videoconferenza, la conclusione del campionato slitta a giugno  La Lazio non ci sta e alza voce: «Fermare il calcio condannerà molte società al fallimento» 

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ROMA. Il campionato di calcio di serie A si ferma ma non sarà solo in questa “resa” di fronte all'avanzata del coronavirus: lo sport italiano ha deciso di fermarsi tutto insieme, fino al 3 aprile, con il timbro, arrivato ieri, del governo. La decisione verrà ufficializzata dai vertici del mondo del pallone questa mattina ma la discussione adesso non è tanto sullo stop quanto su come salvare il campionato e le altre manifestazioni già programmate per i prossimi

Il messaggio forte del Coni e la scelta del governo sono arrivati all'indomani della domenica più difficile del calcio e di tanti altri sport di squadra, come il basket: l'ultimo decreto blindava come zona rossa Lombardia e altre 11 province ma con deroga allo sport. Inevitabile il corto circuito: per dire l'ultima, due giocatori del Cosenza si sono rifiutati di salire sull'aereo per la trasferta in casa Chievo per timori del coronavirus.

L'orientamento della Federcalcio, di fronte a una situazione sempre più fuori controllo, si era delineato verso un inevitabile stop alla serie A. La serie D aveva già annunciato lo stop fino al 3 aprile; la Pro Vercelli, in serie C, aveva fatto sapere di non essere più disposta a giocare «fino al termine dell'emergenza Coronavirus». Con un post su facebook e poi con un videomessaggio, il suo presidente, Massimo Secondo aveva sottolineato che «è da irresponsabili totali continuare in questa maniera». Dalla B, era arrivata la lettera di Maurizio Stirpe, n.1 del Frosinone, al presidente della Lega, Mauro Balata, per fermarsi e far slittare tutto. L'Inter ha rinunciato alla Youth League della sua giovanile, a costo dello 0-3 a tavolino, e la Lega di A ha fermato il campionato Primavera.

Sul tavolo della discussione in Figc, oltre alle rimostranze di alcuni club («Non sarà facile imbrogliare il presidente Claudio Lotito da parte di ministri demagoghi e dirigenti irresponsabili che non capiscono», ha detto il portavoce Lazio, Diaconale) c'è la discussione sul danno economico, dal quale il decreto di emergenza mette al riparo solo per eventuali rivalse.

Far saltare il campionato, sottolinea sempre la Lazio, «significa far saltare tutti i diritti televisivi e condannare al fallimento la gran parte delle società calcistiche italiane». La Figc ha una sola via, per ora strettissima: chiedere all'Uefa di posticipare l'Europeo. Perchè l'ipotesi diventi fattibile, servirebbe però lo stop di altri campionati. Per ora la Francia va avanti a porte chiuse, la Premier rinvia la decisione e gioca normalmente. L'unico messaggio possibile l'ha mostrato alle telecamere l'attaccante del Sassuolo, Caputo, segnando in quella che per lungo tempo sarà l'ultima di A: «Andrà tutto bene, restate a casa».

Ma è chiaro che tutto bene non va e che l’ipotesi di un ri nvio dell’Europeo è sempre più concreta. Anche perchè il Coronavirus non conosce confini.

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