Basket in carrozzina, niente scudetto Arrivederci al 2021
di Mauro Farris
Zappile (Fipic): «Covid-19, nessun trofeo verrà assegnato» Finisce il sogno di Porto Torres (secondo) e Dinamo Lab
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CAGLIARI
«La famiglia del basket paralimpico non alzerà trofei nel prossimo mese di maggio». Con queste parole, unite a enorme rammarico, il presidente della Federazione italiana pallacanestro in carrozzina, Fernando Zappile, ha annunciato la storica e difficile decisione: l'annullamento di tutti i campionati per la stagione sportiva 2019/2020.
Dal mondo del basket su ruote arriva dunque il primo, coraggioso e risoluto, segnale di resa. «Mai scelta fu più difficile - ha detto Zappile, da tre mandati alla guida del movimento paralimpico della Fipic - una decisione andava presa, inutili altri rinvi».
Il motivo, oltre a quello dell'emergenza coronavirus, è facilmente intuibile. «Ritengo che per le nostre società sia diventato impossibile sostenere i costi di un campionato che si prolunghi fino ai mesi di giugno o luglio e le spese per trattenere gli atleti fuori sede fino ad allora. Ringrazio tutti i miei amici del consiglio federale, il segretario generale, tutti i nostri dipendenti, i presidenti, atleti, tecnici, arbitri, classificatori, dirigenti e membri dello staff. Torneremo presto a sfidarci, a sudare, a gioire e soffrire sui campi da gioco».
La decisione ha fatto registrare numerose reazioni a favore ma anche qualche titubanza, legata alla celerità nella scelta e al fatto che la stessa, possa incutere ancor più incertezza e timore di quello che tutta la popolazione italiana sta già vivendo al momento.
Per le due realtà isolane, GSD Porto Torres e Dinamo LAB, impegnati con obiettivi differenti nel massimo torneo, si profila dunque un “sciogliete le righe” che lascia enorme amarezza. «Ci rimettiamo alle decisioni che vengono dall'alto - commenta il presidente della Key Estate Porto Torres Bruno Falchi - in questo momento ho soltanto la sensazione che tutto quello che si possa decidere possa essere contemporaneamente giusto e sbagliato».
Porto Torres, nel suo 23esimo anno di serie A, era seconda in classifica, veniva da ben otto successi consecutivi e aveva quella fame che spesso porta ad agguantare qualcosa di importante. «Ci rimane l'amaro in bocca per quanto stavamo facendo. La salute di tutti, però, viene prima di ogni altra cosa». Giocatori già a casa? "No, tutta la squadra, ad eccezione di Sofyane Mehiaoui, tornato in Francia ad accudire la propria mamma, sono ancora a Porto Torres e tutto e da valutare. Abbiamo dei contratti da onorare e la speranza di proseguire quanto prima con tutta l'attività collaterale del nostro club». Poi una promessa che è anche una speranza. «Quando tutto sarà finito proveremo a portare qualcosa di importante - conclude Falchi –. Ora però tutti a casa».
«La famiglia del basket paralimpico non alzerà trofei nel prossimo mese di maggio». Con queste parole, unite a enorme rammarico, il presidente della Federazione italiana pallacanestro in carrozzina, Fernando Zappile, ha annunciato la storica e difficile decisione: l'annullamento di tutti i campionati per la stagione sportiva 2019/2020.
Dal mondo del basket su ruote arriva dunque il primo, coraggioso e risoluto, segnale di resa. «Mai scelta fu più difficile - ha detto Zappile, da tre mandati alla guida del movimento paralimpico della Fipic - una decisione andava presa, inutili altri rinvi».
Il motivo, oltre a quello dell'emergenza coronavirus, è facilmente intuibile. «Ritengo che per le nostre società sia diventato impossibile sostenere i costi di un campionato che si prolunghi fino ai mesi di giugno o luglio e le spese per trattenere gli atleti fuori sede fino ad allora. Ringrazio tutti i miei amici del consiglio federale, il segretario generale, tutti i nostri dipendenti, i presidenti, atleti, tecnici, arbitri, classificatori, dirigenti e membri dello staff. Torneremo presto a sfidarci, a sudare, a gioire e soffrire sui campi da gioco».
La decisione ha fatto registrare numerose reazioni a favore ma anche qualche titubanza, legata alla celerità nella scelta e al fatto che la stessa, possa incutere ancor più incertezza e timore di quello che tutta la popolazione italiana sta già vivendo al momento.
Per le due realtà isolane, GSD Porto Torres e Dinamo LAB, impegnati con obiettivi differenti nel massimo torneo, si profila dunque un “sciogliete le righe” che lascia enorme amarezza. «Ci rimettiamo alle decisioni che vengono dall'alto - commenta il presidente della Key Estate Porto Torres Bruno Falchi - in questo momento ho soltanto la sensazione che tutto quello che si possa decidere possa essere contemporaneamente giusto e sbagliato».
Porto Torres, nel suo 23esimo anno di serie A, era seconda in classifica, veniva da ben otto successi consecutivi e aveva quella fame che spesso porta ad agguantare qualcosa di importante. «Ci rimane l'amaro in bocca per quanto stavamo facendo. La salute di tutti, però, viene prima di ogni altra cosa». Giocatori già a casa? "No, tutta la squadra, ad eccezione di Sofyane Mehiaoui, tornato in Francia ad accudire la propria mamma, sono ancora a Porto Torres e tutto e da valutare. Abbiamo dei contratti da onorare e la speranza di proseguire quanto prima con tutta l'attività collaterale del nostro club». Poi una promessa che è anche una speranza. «Quando tutto sarà finito proveremo a portare qualcosa di importante - conclude Falchi –. Ora però tutti a casa».
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