La Lega A alla Uefa: «Gli Europei slittino al prossimo anno»
È la posizione delle società riunite ieri in videoconferenza L’Ad De Siervo: «Quando si gioca? Lo decideranno i medici»
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ROMA. «La posizione della Lega Serie A, condivisa con i club e seguita da tutte le altre Leghe europee, resta quella di terminare l'attività sportiva concludendo nei prossimi mesi i campionati nazionali, riprendendoli quando le condizioni sanitarie lo permetteranno». È quanto si legge in un comunicato al termine dell'assemblea dei club convocata in video conferenze per proseguire la valutazione, iniziata giovedì, dell'impatto del Covid-19 sull'attività sportiva.
«A tal fine la Lega Serie A, il cui obiettivo primario in questo momento resta la tutela della salute, ha costituito alcuni gruppi di lavoro che si dedicheranno ad affrontare l'emergenza coronavirus. I tavoli di lavoro - spiega la Lega -, che vedranno la partecipazione di rappresentanti delle società, riguarderanno tematiche mediche, tecnico-sportive, di rapporti istituzionali e di risk assessment per le società e per la stessa Lega Serie A».
De Siervo, ad della Lega Serie A ha ribadito: «Quando torneremo a giocare in campionato e nelle Coppe? Lo decideranno i medici - ha replicato -. Si riprenderà quando possibile, forse a metà aprile (e sarebbe già un bel segnale). Poi si giocherà ad oltranza, maggio e giugno, magari con tre partite a settimana, perché i club se la stagione dovesse finire qui salterebbero in aria.
In occasione dell'ultimo consiglio federale il presidente della Lega di serie A, Paolo Dal Pino, ha fatto un discorso di alto profilo, elogiato anche da Andrea Agnelli (che a gennaio non lo aveva votato). Tutti, o quasi, i presidenti di A si rendono conto della situazione. Il futuro del calcio, e dello sport, è solo nelle mani dei medici».
In questi giorni le società sono rimaste in collegamento costante, così come la Lega con le grandi leghe europee e la Uefa, sottolineando la necessità di sospendere tutte le competizioni per l'emergenza sanitaria.
L'emergenza Coronavirus non ha impedito all'assemblea di Lega B (riunitasi in conference call) di deliberare ieri pomeriggio all'unanimità l’acquisto di venti dispositivi di ventilazione polmonare da donare ad altrettante strutture ospedaliere del Paese, che saranno indicate dalle venti società che partecipano al campionato di Serie B. Un’iniziativa che si aggiunge alle tante in atto e a quelle dei singoli giocatori e società che non vogliono far mancare il loro apporto in una situazione di gravissima emergenza.
«A tal fine la Lega Serie A, il cui obiettivo primario in questo momento resta la tutela della salute, ha costituito alcuni gruppi di lavoro che si dedicheranno ad affrontare l'emergenza coronavirus. I tavoli di lavoro - spiega la Lega -, che vedranno la partecipazione di rappresentanti delle società, riguarderanno tematiche mediche, tecnico-sportive, di rapporti istituzionali e di risk assessment per le società e per la stessa Lega Serie A».
De Siervo, ad della Lega Serie A ha ribadito: «Quando torneremo a giocare in campionato e nelle Coppe? Lo decideranno i medici - ha replicato -. Si riprenderà quando possibile, forse a metà aprile (e sarebbe già un bel segnale). Poi si giocherà ad oltranza, maggio e giugno, magari con tre partite a settimana, perché i club se la stagione dovesse finire qui salterebbero in aria.
In occasione dell'ultimo consiglio federale il presidente della Lega di serie A, Paolo Dal Pino, ha fatto un discorso di alto profilo, elogiato anche da Andrea Agnelli (che a gennaio non lo aveva votato). Tutti, o quasi, i presidenti di A si rendono conto della situazione. Il futuro del calcio, e dello sport, è solo nelle mani dei medici».
In questi giorni le società sono rimaste in collegamento costante, così come la Lega con le grandi leghe europee e la Uefa, sottolineando la necessità di sospendere tutte le competizioni per l'emergenza sanitaria.
L'emergenza Coronavirus non ha impedito all'assemblea di Lega B (riunitasi in conference call) di deliberare ieri pomeriggio all'unanimità l’acquisto di venti dispositivi di ventilazione polmonare da donare ad altrettante strutture ospedaliere del Paese, che saranno indicate dalle venti società che partecipano al campionato di Serie B. Un’iniziativa che si aggiunge alle tante in atto e a quelle dei singoli giocatori e società che non vogliono far mancare il loro apporto in una situazione di gravissima emergenza.
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