Cappai esce di scena e saluta le Olimpiadi Una chance per Serra
di Roberto Muretto
Il pugile quartese battuto a Londra dal tedesco Touba D’Ambrosi, vice presidente della Fpi: «Un torneo comico»
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SASSARI. L’avventura di Manuel Cappai al torneo di Londra finisce al primo turno. Il pugile quartese è stato sconfitto con verdetto unanime (5-0) dal tedesco Touba che ha dominato il match mostrando maggiore dinamicità dell’azzurro che solo nell’ultimo round è riuscito a portare con continuità i suoi colpi, cosa che non gli è riuscita nelle precedenti riprese, quando colpevolmente ha lasciato l’iniziativa all’avversario, esponendosi ai suoi diretti che quasi sempre sono andati a bersaglio. Alla Copper Box Arena, Cappai ha perso l’ultimo treno per qualificarsi per le Olimpiadi di Tokio. Treno sul quale potrebbe salire Federico Serra. L’allievo del maestro Domenico Mura si giocherà le sue carte nel torneo di qualificazione che si dovrebbe svolgere a Parigi, coronavirus permettendo, nel mese di maggio. Una grande occasione per il pugile di Porto Torres, rimasto ad Assisi per prepararsi meticolosamente per un appuntamento che potrebbe rappresentare una svolta nella sua carriera con i guantoni.
Il campano Maietta è stato il primo tra gli azzurri a salire sul ring. Il boxer dell'esercito è stato superato per split decision dal ceco Godla. Ha staccato il pass per gli ottavi nei 51 kg la Sorrentino, impostasi 5-0 sulla tedesca Gottlob. La rappresentante del Cs carabinieri affronterà domani negli ottavi l'armena Grygorian, testa di serie n. 2. E' uscito di scena, senza combattere per un indisposizione fisica, Clemente Russo. Un problema di digestione lo ha costretto a letto per tutta la giornata, debilitandolo.
Intanto, mentre gli azzurri combattevano a Londra, c’è da registrare la presa di posizione del vice presidente della Fip, Flavio D’Ambrosi, che non ha usato parole tenere nei confronti del Cio, definendo il torneo di Londra una «tragicomica teatrale, con un finale, i Giochi olimpici di Tokyo, sempre più imprevedibile e distante dall'essere quel momento sportivo, tanto atteso, che premia i più forti selezionati con regole e criteri omogenei».
Uno sfogo senza peli sulla lingua quello del dirigente italiano che aggiunge: «Mentre il Cio naviga a vista - sostiene in una nota - le varie manifestazioni internazionali o sono falcidiate dalle assenze di numerosi atleti, oppure sono annullate dalle autorità politiche del Paese ospitante».
Per il pugilato la situazione non è da meno. Giorni fa, il torneo di qualificazione olimpica per il Continente americano che si sarebbe dovuto svolgere a Buenos Aires, è stato annullato dalle autorità argentine. Poco prima si era svolto il torneo di qualificazione asiatica i cui risultati sono stati contrassegnati da una modesta partecipazione di atleti che in quell'area geografica hanno sofferto la grave situazione epidemiologica dei loro Paesi di provenienza. La stessa cosa è successa nel torneo di qualificazione del Continente africano.
«In questo marasma - rincara la dose D’Ambrosi -e mentre divampa in Europa l'epidemia Covid-19, il torneo continentale europeo organizzato a Londra si celebra regolarmente come se nulla fosse. A tutto ciò si aggiunga che in questo momento è difficile prevedere se e quando si farà il secondo torneo di qualificazione olimpica che si dovrebbe svolgere, il condizionale è d'obbligo, a Parigi nel mese di maggio».
La boxe va avanti per la sua strada. Ma ha senso far disputare tornei di qualificazione alle Olimpiadi in un momento dove il mondo è alle prese con una pandemia?
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il campano Maietta è stato il primo tra gli azzurri a salire sul ring. Il boxer dell'esercito è stato superato per split decision dal ceco Godla. Ha staccato il pass per gli ottavi nei 51 kg la Sorrentino, impostasi 5-0 sulla tedesca Gottlob. La rappresentante del Cs carabinieri affronterà domani negli ottavi l'armena Grygorian, testa di serie n. 2. E' uscito di scena, senza combattere per un indisposizione fisica, Clemente Russo. Un problema di digestione lo ha costretto a letto per tutta la giornata, debilitandolo.
Intanto, mentre gli azzurri combattevano a Londra, c’è da registrare la presa di posizione del vice presidente della Fip, Flavio D’Ambrosi, che non ha usato parole tenere nei confronti del Cio, definendo il torneo di Londra una «tragicomica teatrale, con un finale, i Giochi olimpici di Tokyo, sempre più imprevedibile e distante dall'essere quel momento sportivo, tanto atteso, che premia i più forti selezionati con regole e criteri omogenei».
Uno sfogo senza peli sulla lingua quello del dirigente italiano che aggiunge: «Mentre il Cio naviga a vista - sostiene in una nota - le varie manifestazioni internazionali o sono falcidiate dalle assenze di numerosi atleti, oppure sono annullate dalle autorità politiche del Paese ospitante».
Per il pugilato la situazione non è da meno. Giorni fa, il torneo di qualificazione olimpica per il Continente americano che si sarebbe dovuto svolgere a Buenos Aires, è stato annullato dalle autorità argentine. Poco prima si era svolto il torneo di qualificazione asiatica i cui risultati sono stati contrassegnati da una modesta partecipazione di atleti che in quell'area geografica hanno sofferto la grave situazione epidemiologica dei loro Paesi di provenienza. La stessa cosa è successa nel torneo di qualificazione del Continente africano.
«In questo marasma - rincara la dose D’Ambrosi -e mentre divampa in Europa l'epidemia Covid-19, il torneo continentale europeo organizzato a Londra si celebra regolarmente come se nulla fosse. A tutto ciò si aggiunga che in questo momento è difficile prevedere se e quando si farà il secondo torneo di qualificazione olimpica che si dovrebbe svolgere, il condizionale è d'obbligo, a Parigi nel mese di maggio».
La boxe va avanti per la sua strada. Ma ha senso far disputare tornei di qualificazione alle Olimpiadi in un momento dove il mondo è alle prese con una pandemia?
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