Lo stop dello sport diventa un salasso
Contratti, sponsor, diritti tv: solo il rinvio di Euro 2020 costerebbe 300 milioni
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ROMA. Conti, contratti, sponsor, diritti tv. L'emergenza coronavirus rischia di diventare un vero e proprio tsunami per le casse dello sport. Dai Giochi di Tokyo 2020 all'Europeo di calcio, passando per i vari tornei nazionali, dalla Formula 1 al ciclismo il peso dello stop forzato per l'emergenza sanitaria rischia di complicare e non poco i bilanci e anche il futuro di certe realtà.
Assai complicata la situazione per i Giochi olimpici in Giappone. Gli organizzatori continuano a sostenere che le Olimpiadi inizieranno, senza ritardi, il prossimo mese di luglio. Un rinvio significherebbe un vero e proprio disastro economico, con il rischio di perdere circa 3 miliardi.
Discorso a parte meritano i diritti tv, che hanno fatto incassare al Cio 4,5 miliardi, il 73% delle entrate complessive. Il calcio europeo dipende - economicamente parlando - da Europei e Champions i cui introiti, sotto varie forme, rimpinguano, e non poco, i bilanci dei club che in mancanza di entrate rischiano la sopravvivenza. Dopo una strenua resistenza anche l'Uefa ha capito che si doveva fermare ed ora è chiamata a decidere su Euro 2020 che da solo vale circa 2,2 miliardi di euro (700 milioni di spese, 371 milioni di premi per le 24 finaliste; 775 milioni del progetto “hattrick” per le 55 federazioni europee per lo sviluppo del movimento calcistico e 200 milioni da dare ai club come compenso per il rilascio dei giocatori) con lo spostamento - che sembra l'unica soluzione, al momento - che farebbe aumentare i costi di circa 300 milioni di euro.
Spostare l'Europeo significherebbe “salvare” le Coppe, sempre che l'emergenza si esaurisca il 3 aprile. Champions, Europa League e Supercoppa valgono circa 3,3 miliardi all'anno. Di questi, 300 milioni sono destinati alle spese, 227 in solidarietà, 100 vanno ai club eliminati nei playoff, 130 sono distribuiti alle Leghe, 140 sono per il calcio europeo (arbitri e via dicendo). Il resto, circa 1,4 miliardi, va ai club. Uno stop della Champions League sarebbe un vero disastro. Così come non terminare i campionati. Con i diritti tv non facilmente quantificabili causa stop, il futuro è incerto.
Assai complicata la situazione per i Giochi olimpici in Giappone. Gli organizzatori continuano a sostenere che le Olimpiadi inizieranno, senza ritardi, il prossimo mese di luglio. Un rinvio significherebbe un vero e proprio disastro economico, con il rischio di perdere circa 3 miliardi.
Discorso a parte meritano i diritti tv, che hanno fatto incassare al Cio 4,5 miliardi, il 73% delle entrate complessive. Il calcio europeo dipende - economicamente parlando - da Europei e Champions i cui introiti, sotto varie forme, rimpinguano, e non poco, i bilanci dei club che in mancanza di entrate rischiano la sopravvivenza. Dopo una strenua resistenza anche l'Uefa ha capito che si doveva fermare ed ora è chiamata a decidere su Euro 2020 che da solo vale circa 2,2 miliardi di euro (700 milioni di spese, 371 milioni di premi per le 24 finaliste; 775 milioni del progetto “hattrick” per le 55 federazioni europee per lo sviluppo del movimento calcistico e 200 milioni da dare ai club come compenso per il rilascio dei giocatori) con lo spostamento - che sembra l'unica soluzione, al momento - che farebbe aumentare i costi di circa 300 milioni di euro.
Spostare l'Europeo significherebbe “salvare” le Coppe, sempre che l'emergenza si esaurisca il 3 aprile. Champions, Europa League e Supercoppa valgono circa 3,3 miliardi all'anno. Di questi, 300 milioni sono destinati alle spese, 227 in solidarietà, 100 vanno ai club eliminati nei playoff, 130 sono distribuiti alle Leghe, 140 sono per il calcio europeo (arbitri e via dicendo). Il resto, circa 1,4 miliardi, va ai club. Uno stop della Champions League sarebbe un vero disastro. Così come non terminare i campionati. Con i diritti tv non facilmente quantificabili causa stop, il futuro è incerto.
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