«Fate come noi, i veri lottatori non mollano mai»
di Gianna Zazzara
Piroddu è il patron del torneo internazionale Città di Sassari «Questo brutto momento passerà, ci vediamo a maggio»
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SASSARI. «Mi auguro che l’emergenza coronavirus non mandi tutto all’aria, sarebbe la prima volta in 25 anni, sono molto preoccupato». Vincenzo Piroddu, presidente della polisportiva Athlon, è l’organizzatore del torneo internazionale “Città di Sassari-Memorial Matteo Pellicone”. Tre giorni tutti dedicati alla lotta stile libero – maschile e femminile – e alla lotta greco-romana, in programma il 29 e 30 maggio al PalaSerradimigni e il 31 alla Pelosa. Si tratta di una delle competizioni più importanti a livello internazionale di uno degli sport più antichi del mondo, il più popolare nell’antica Grecia.
«L’edizione di quest’anno è ancora più importante delle precedenti dal momento che a luglio ci saranno le Olimpiadi di Tokyo. Quella di Sassari non è una gara di qualificazione ai Giochi ma gli atleti potranno testare la loro preparazione a meno di due mesi dall’inizio delle gare e, soprattutto, vedere a che punto è la preparazione dei loro avversari. Le assicuro che per un atleta è un test fondamentale. Sarà un momento decisivo anche per lo staff azzurro che potrà monitorare sia gli atleti che già vestono i colori azzurri, sia i giovani promettenti che si sono messi in luce».
Il timore è però che l’emergenza dettata dal coronavirus possa far saltare tutto. «Ieri la Uww (la federazione internazionale delle lotte associate) ha rinviato per ora a maggio, con data da fissare, il torneo di qualificazione olimpica che avrebbe dovuto svolgersi dal 19 al 22 marzo a Budapest. Il governo ungherese ha lamentato difficoltà nella gestione dell’emergenza Covid-19. Pensi che i ragazzi della nazionale italiana di lotta libera, di lotta greco-romana maschile e femminile erano in Ungheria già da dieci giorni ma avevano già deciso di non farli gareggiare per la paura del contagio. Per fortuna è stato rinviato tutto. A questo punto credo che salterà anche la seconda gara di qualificazione per le olimpiadi fissata per fine marzo a Sofia, in Bulgaria. Mi auguro che da qui a maggio la situazione cambi in meglio».
Intanto i problemi di organizzazione della manifestazione sassarese si stanno già facendo sentire. «Per gli atleti internazionali è ancora tutto in alto mare, per arrivare a Sassari devono ottenere il visto almeno 50 giorni prima della manifestazione e in queste condizioni...sta diventando anche difficile raggiungere l’Italia, i porti e gli aeroporti sardi sono chiusi... Ma io sono un ottimista di natura, questo brutto momento passerà e festeggeremo tutti insieme al PalaSerradimigni».
È un lottatore nato Vincenzo Piroddu. «Io non mi arrendo mai, è quello che ho sempre insegnato ai miei ragazzi. Sono sicuro che andrà tutto bene. Spero proprio di vedere sul palco del palazzetto Frank Chamizo, il lottatore italo-cubano che rappresenterà l’Italia ai Giochi 2020, argento ai Mondiali del 2019 di Nur-Sultan. Sarà uno spettacolo unico».
Il calendario della manifestazione sassarese è già definito. La prima giornata è dedicata alla classe junior, la seconda ai senior. Nella terza giornata invece si cambia scenario e si va tutti a Stintino dove alla Pelosa, il 31 maggio, ci sarà il torneo di beach wrestling che attira ogni anno migliaia di appassionati.
Oltre al campione Chamizo, a Sassari ci sarà anche Simone Vincenzo Piroddu, 18 anni, nipote di Vincenzo, campione europeo di lotta dei 55 chili nel 2019. Lo allena suo padre, Mario Maurizio, figlio di Vincenzo.
«La lotta libera è una tradizione di famiglia – ribadisce Vincenzo Piroddu–. Gliel’ho detto, abbiamo la lotta nel sangue, io non mi arrendo mai e neanche mio figlio e mio nipote. Ora Simone ha un problema al gomito ma lo sta risolvendo, ci sarà anche lui al PalaSerradimigni, ve lo assicuro».
Ma quanto è difficile organizzare un evento simile a Sassari? «Purtroppo i finanziamenti allo sport sono sempre di meno, è diventata una vera e propria lotta. Ma noi siamo esperti in questo. I lottatori non mollano mai. Ora ci aspetta la battaglia più dura, ma ce la faremo».
«L’edizione di quest’anno è ancora più importante delle precedenti dal momento che a luglio ci saranno le Olimpiadi di Tokyo. Quella di Sassari non è una gara di qualificazione ai Giochi ma gli atleti potranno testare la loro preparazione a meno di due mesi dall’inizio delle gare e, soprattutto, vedere a che punto è la preparazione dei loro avversari. Le assicuro che per un atleta è un test fondamentale. Sarà un momento decisivo anche per lo staff azzurro che potrà monitorare sia gli atleti che già vestono i colori azzurri, sia i giovani promettenti che si sono messi in luce».
Il timore è però che l’emergenza dettata dal coronavirus possa far saltare tutto. «Ieri la Uww (la federazione internazionale delle lotte associate) ha rinviato per ora a maggio, con data da fissare, il torneo di qualificazione olimpica che avrebbe dovuto svolgersi dal 19 al 22 marzo a Budapest. Il governo ungherese ha lamentato difficoltà nella gestione dell’emergenza Covid-19. Pensi che i ragazzi della nazionale italiana di lotta libera, di lotta greco-romana maschile e femminile erano in Ungheria già da dieci giorni ma avevano già deciso di non farli gareggiare per la paura del contagio. Per fortuna è stato rinviato tutto. A questo punto credo che salterà anche la seconda gara di qualificazione per le olimpiadi fissata per fine marzo a Sofia, in Bulgaria. Mi auguro che da qui a maggio la situazione cambi in meglio».
Intanto i problemi di organizzazione della manifestazione sassarese si stanno già facendo sentire. «Per gli atleti internazionali è ancora tutto in alto mare, per arrivare a Sassari devono ottenere il visto almeno 50 giorni prima della manifestazione e in queste condizioni...sta diventando anche difficile raggiungere l’Italia, i porti e gli aeroporti sardi sono chiusi... Ma io sono un ottimista di natura, questo brutto momento passerà e festeggeremo tutti insieme al PalaSerradimigni».
È un lottatore nato Vincenzo Piroddu. «Io non mi arrendo mai, è quello che ho sempre insegnato ai miei ragazzi. Sono sicuro che andrà tutto bene. Spero proprio di vedere sul palco del palazzetto Frank Chamizo, il lottatore italo-cubano che rappresenterà l’Italia ai Giochi 2020, argento ai Mondiali del 2019 di Nur-Sultan. Sarà uno spettacolo unico».
Il calendario della manifestazione sassarese è già definito. La prima giornata è dedicata alla classe junior, la seconda ai senior. Nella terza giornata invece si cambia scenario e si va tutti a Stintino dove alla Pelosa, il 31 maggio, ci sarà il torneo di beach wrestling che attira ogni anno migliaia di appassionati.
Oltre al campione Chamizo, a Sassari ci sarà anche Simone Vincenzo Piroddu, 18 anni, nipote di Vincenzo, campione europeo di lotta dei 55 chili nel 2019. Lo allena suo padre, Mario Maurizio, figlio di Vincenzo.
«La lotta libera è una tradizione di famiglia – ribadisce Vincenzo Piroddu–. Gliel’ho detto, abbiamo la lotta nel sangue, io non mi arrendo mai e neanche mio figlio e mio nipote. Ora Simone ha un problema al gomito ma lo sta risolvendo, ci sarà anche lui al PalaSerradimigni, ve lo assicuro».
Ma quanto è difficile organizzare un evento simile a Sassari? «Purtroppo i finanziamenti allo sport sono sempre di meno, è diventata una vera e propria lotta. Ma noi siamo esperti in questo. I lottatori non mollano mai. Ora ci aspetta la battaglia più dura, ma ce la faremo».
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