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Il nuoto sardo si ferma: niente allenamenti

Il nuoto sardo si ferma: niente allenamenti

Tutti a casa fino al 3 aprile a causa dell’emergenza sanitaria. Piscine chiuse in tutta l’isola

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SASSARI. IIl nuoto isolano resta a secco fino al 3 aprile. Il decreto del consiglio dei ministri dei giorni scorsi ha infatti sancito lo stop a livello nazionale sia delle gare che degli allenamenti sportivi, nonostante le piscine siano considerate degli ambienti salubri, considerato il fatto che il cloro disciolto nell’acqua lo disinfetta da virus e batteri, ed i vapori di cloro rendano anche l’aria sicura. . «Gli allenamenti potrebbero continuare benissimo – spiega Danilo Russu, presidente regionale della Federnuoto - almeno per gli atleti di interesse nazionale, quelli che hanno fatto i tempi che permettono l’accesso ai campionati nazionali. Il problema è per gli spogliatoi, dove possono accedere in pochi alla volta per rispettare le distanze di sicurezza – continua Russu–. Ma con pochi utenti nessun impianto può rimanere aperto, visti gli alti costi. Infatti le piscine sarde sono chiuse, ed in tutta Italia ne saranno rimaste aperte al massimo una decina, in particolare i centri federali. Noi stiamo studiando una soluzione per non tenerli fermi per troppo tempo, ma c’è anche il problema degli spostamenti. Vediamo cosa si può fare».

Nel frattempo, in attesa di maggiori chiarimenti, l’unica alternativa per gli atleti rimane quella di allenarsi a casa.

«Abbiamo dato ai nostri ragazzi delle indicazioni per fare almeno dell’attività a casa – dice Marco Cara, allenatore dell’Esperia Cagliari – con dei circuiti studiati assieme ai loro preparatori fisici. Riprendere a pieno ritmo sarà difficile, ma è un sacrificio che stiamo facendo sia per noi che per tutti».

«Purtroppo possiamo lavorare solo sulla parte atletica – conferma il tecnico della Sport Full Time Sassari Pierluigi Salis – penso che se lo stop durerà solo fino al 2 aprile, come previsto dal governo, allora si potrà riprendere a gareggiare in Sardegna verso la metà di maggio, con qualche gara al chiuso, e poi passare direttamente alla stagione all’aperto, recuperando così qualche appuntamento saltato nel frattempo».

Secondo Salis, la prima occasione utile potrebbe essere il Trofeo Sette Colli di Roma, intorno a metà giugno. «Immagino che la federazione nazionale deciderà di spostare più avanti i campionati italiani, poi certo molto dipenderà dal fatto se si disputeranno o no le Olimpiadi in programma a Tokyo a partire dal 24 luglio, un evento che influirà anche sui calendari nazionali».

Fabio Fresu

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